Scoperta dalla Finanza una discarica abusiva di rifiuti pericolosi

- Cronaca IlVaglio.it
Il procuratore Giovanni Conzo
Il procuratore Giovanni Conzo

A seguito di complesse indagini coordinate dai magistrati della Procura della Repubblica di Benevento, oggi, il Reparto Operativo Aeronavale e il Gico del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Napoli hanno eseguito un provvedimento di sequestro preventivo, emesso dal Gip del Tribunale di Benevento, avente a oggetto un'area in Limatola adibita a discarica abusiva di rifiuti speciali pericolosi nel territorio e di due automezzi pesanti, utilizzati per la gestione di rifiuti non autorizzata.

Ne ha dato notizia ai giornali il procuratore capo della Repubblica facente funzione del Tribunale di Benevento, Giovanni Conzo. L'individuazione dell'area è avvenuta a giugno 2016 quando, nel corso di un’operazione di ricognizione aerea finalizzata alla prevenzione e alla repressione di attività illecite sul territorio. il Reparto Operativo Aeronavale è riuscito a localizzare a Sant’Agata dei Goti una vasta area di 18.000 metri quadrati sottoposti a vincoli paesaggistici e ambientali (in quanto adiacenti un alveo e a due laghi artificiali identificati come oasi del verde) che risultava destinata alla gestione indiscriminata di una discarica di rifiuti speciali anche pericolosi.

Il successivo intervento dei finanzieri, con il supporto dei tecnici dell'Arpac e dei militari della Tenenza di Montesarchio, ha consentito di accertare la commissione in flagranza di reato di gravi violazioni alla normativa ambientale, fotografando lo sversamento e l’interramento di migliaia di metri cubi di rifiuti di ogni genere, tra cui rifiuti speciali pericolosi provenienti dall’industria agroalimentare, smaltiti illecitamente grazie ad un copioso volume di documenti di trasporto falsi o alterati.

Nell’occasione, oltre all’arresto in flagranza di due soggetti e alla denuncia del rappresentante della società esercente l’attività di autotrasporto per conto terzi, è stata sottoposta a sequestro l’intera area unitamente a 25 automezzi da lavoro, un impianto di tritovagliatura e varia documentazione extracontabile.

Lo sviluppo successivo delle indagini ha consentito invece di acquisire nuovi elementi investigativi atti a dimostrare la prosecuzione – come si legge nel documento della Procura – “delle condotte illecite di smaltimento non autorizzato dei rifiuti da parte dello stesso soggetto rappresentante della società esercente l’attività di autotrasporto, nonché di individuare ulteriori siti di stoccaggio di materiali potenzialmente pericolosi”.

Lo sviluppo successivo delle indagini ha consentito di acquisire ulteriori elementi investigativi atti a dimostrare la prosecuzione delle condotte illecite di smaltimento non autorizzato di rifiuti da parte dello stesso soggetto rappresentante della società di autotrasporto, nonché di individuare ulteriori siti di stoccaggio di materiali potenzialmente pericolosi.

I successivi accertamenti tecnici hanno dato esito positivo essendo stata rinvenuta la presenza sul sito di materiale di risulta derivato dall’edilizia nonché di sversamenti di recente fattura, in quanto privi di vegetazione spontanea, costituiti da fanghi disidratati, provenienti verosimilmente dall’industria agroalimentare e, precisamente, dalla lavorazione di pomodori.

Le indagini proseguono ora con i rilievi tecnici sull’area deturpata nonché attraverso ulteriori attività investigative finalizzate a delineare il quadro complessivo di responsabilità e connivenze connesse alla realizzazione delle gravi condotte delittuose accertate e che hanno originato i provvedimenti emessi dal GIP.