La via per la gestione degli impianti sportivi percorsa dal Comune: lastricata di buone intenzioni, ma con qualche sconnessione

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foto di repertorio
foto di repertorio

Va dato atto all'amministrazione Mastella di aver approcciato con minore sclerosi rispetto agli anni passati una materia scivolosa come quella della gestione del patrimonio edilizio sportivo del comune di Benevento, nonostante l'assenza di un vero e proprio assessorato al ramo (oggi che addirittura il nuovo Governo Gentiloni ne riscopre una certa utilità come Ministero). Due recenti interventi sia del consigliere delegato Vincenzo Lauro (leggi) che del presidente della corrispondente Commissione consiliare, Luca Paglia (leggi), sono stati entrambi pubblicizzati a mezzo stampa in via ufficiale dall'ente, a dimostrazione di quanto il tema sia sensibile e come si inserisca in quella strategia di comunicazione che occupa un posto di rilievo nella scala dei valori promossi dal rinnovato governo cittadino.

Il punto di partenza è, dunque, "regolarizzare la gestione di tutti gli impianti sportivi comunali della città". Per ora si è partiti con tre di essi ("dedicati" a discipline specifiche e quindi a destinazione univoca, almeno in teoria), evidentemente quelli per i quali il passato regime di affidamento era giunto a naturale consunzione: i campi da tennis al viale degli Atlantici, gli spazi riservati alla palla ovale a Pacevecchia e al Rione Ferrovia (l'impianto di via Compagna, che patì pesantemente il morso liquido dell'alluvione di ottobre 2015). La procedura è semplice: avviso pubblico (appunto quello reso noto: già scaduto per la struttura del viale degli Atlantici, termine fissato poco dopo la prima decade di gennaio 2017 per gli altri due) e schema di convenzione applicato ad un affidamento decennale, dopo che lo stesso sia stato definito secondo criteri che privilegiano l'offerta tecnica (fino all'80% nell'incidenza del punteggio) rispetto a quella economica (fino ad un massimo del 20%).

A prima vista pare ci si trovi davanti ad un buon rapporto fra i valori ritenuti validi per determinare la gestione.

In quell'offerta tecnica, infatti, trovano posto in larga parte requisiti di "tecnica" in senso sportivo (numero di tesserati della società, anzianità di militanza federale, campionati praticati e risultati storici acquisiti, presenza di dirigenti ed istruttori qualificati ed anche di fama nazionale, sede in città da almeno due anni e mezzo, e chissà perché tale termine), insieme ad altri come solidità economica, precedenti esperienze di gestione (elemento che favorisce una ovvia continuità) e soprattutto proposte migliorative dello stato dell'impianto, elemento al quale viene comunque attribuita una bella fetta di punteggio parziale. Di contro, il ridotto punteggio attribuibile all'offerta economica (in pratica, il fitto da corrispondere al Comune) potrebbe generare il paradosso di una società che pur presentando una offerta migliore, abbia una storia sportiva inferiore come qualità o come affiliazione, per esempio tale non accumulare un punteggio "tecnico" molto elevato: gli introiti per l'ente, e quindi per la collettività, sarebbero inferiori. Troppo ampia, insomma, la forbice statuita sui criteri di aggiudicazione.

Qualche piccola curiosità, infine.

Mentre per l'impianto rugby di via Compagna non si desumono precedenti dal Comune (ed il suo fitto partirà da una offerta base di 200 € al mese. Che potrebbe restare anche tale in presenza di un solo concorrente), sui campi di tennis grava innanzitutto il basto di lavori di manutenzione straordinaria che la società vincitrice dovrà accollarsi (57485,32 € più Iva), segno pesante di una gestione passata che a tale aspetto ha badato meno. E, soprattutto, la base di partenza del canone è 2400 € annui, quindi si spera sia destinata a salire almeno di un po', visto che il precedente canone ammontava a 4000 € annui, secondo i dati presenti sul sito dell'ente (in teoria, sempre per paradosso, dinanzi ad una sola offerta detto canone potrebbe risultare davvero inferiore - con nocumento pubblico allo stesso modo sopra citato).

Non c'è manutenzione straordinaria, invece, sul campo rugby di Pacevecchia, quindi l'aspetto più rilevante è la... base d'asta economica per il fitto: si parte da 650 € mensili e se pure non volesse giungere nessuna offerta a salire, in questo caso non si parlerà mai di danno per la comunità, dal momento che, sempre secondo gli elementi ricavabili dal Comune, prima la somma era pari a 620 €. All'anno.

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Sul tema si leggano anche:

http://ilvaglio.it/article/4744/avvisi-per-affidare-i-campi-di-rugby-pacevecchia-e-ferrovia.html

http://ilvaglio.it/article/4605/pochi-benedetti-e-mai-gli-impianti-sportivi-del-comune-di-benevento-dati-in-uso-a-fitti-ir.html

http://ilvaglio.it/article/4600/impianti-sportivi-del-comune-la-commissione-sport-vuole-vederci-chiaro.html