Come sul Titanic: a Benevento contemporaneamente si dichiara il dissesto finanziario del Comune e ci s'intontisce a suon di botti, musica e brindisi

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Con perfetta sincronia nell'anticipare una notizia, e pertanto conseguente e non casuale elisione di concorrenza, i due fogli a stampa locali (Il Mattino, Il Sannio Quotidiano) hanno dato conto, il 29 dicembre, del parere positivo del Collegio dei Revisori dei Conti del Comune di Benevento (Maurizio Boffa, Aniello Ambrosio, Salvatore Esposito) all'eventualità - più che concreta, dunque - del dissesto finanziario dell'ente locale. Notificato agli interessati nella stessa giornata, ma certo a essi non sconosciuto, pena l'impossibilità (citata sopra) a leggerne.

La discussione decisiva in Consiglio Comunale avverrà alla prima data utile del nuovo anno fissata dal Presidente del Consiglio comunale De Minico, erd ora ufficializzata nell'11 gennaio 2017 (è anche l'unico punto all'ordine del giorno): l'articolata ed ufficiale nota diffusa da palazzo Mosti (leggi) dà infatti conto dei motivi sostanziali e della deliberazione di Giunta in proposito.

Fino ad allora, dopo di allora, nel mentre, la comunità beneventana riuscirà comunque ad aggiornarsi sulla dichiarazione di dissesto, sul significato e sulle sue conseguenze, sui risvolti normativi declinati in chiave politica e amministrativa. Sulle responsabilità e sulle giustificazioni, sulle colpe (con eventuale dolo da accertare e sanzionare, a cura della Corte dei Conti) e sulle rassicurazioni ("...tanto per la gente non cambierà nulla" - si suole dire -, ma è vero anche che "l'ente si trova sottoposto ad una sorta di stato di tutela").

Come un grottesco gioco di rimandi, però, è piuttosto difficile sottrarsi al parallelismo fra festa e forca, vivacità e grigiore che si para innanzi ai beneventani proprio in chiusura d'anno. Una città che nella sua istituzione più importante individua, sulla scorta della bollinatura da parte di terzi (i Revisori dei Conti), il debitore incapace di soddisfare le obbligazioni contratte e che, al tempo stesso, è chiamata a riversarsi nelle strade e nelle piazze, pronta a intontirsi a suon di botti, musica e brindisi augurali.

Wallace Hartley, chi era costui? Il bandleader dell'Orchestra del Titanic durante la sua prima e unica traversata.

L'immagine che affiora, dunque, è quella dei musicisti impegnati sul transatlantico nella tragica notte dell'aprile 1912, dopo l'impatto con l'iceberg. "Hartley e i suoi colleghi iniziarono a suonare per aiutare a mantenere i passeggeri calmi e permettere all'equipaggio di preparare le scialuppe", scrive Wikipedia.

C'è che la gente ama distrarsi; c'è che la sobrietà sta di casa altrove: via, dunque, con l'ultimo giro di valzer a Benevento prima di affrontare il gelido, e chissà quanto infido, mare aperto.