Celebrati a Benevento i quarant'anni di attività dei Musicalia, un gioiello della cultura sannita

- La libertà basta volerla di teresa simeone
Marcello e Amerigo Ciervo
Marcello e Amerigo Ciervo

Quarant’anni di musica e sentirli tutti.
Ieri sera, al Mulino Pacifico, una serata di emozioni in musica con lo spettacolo dei Musicalia “E venne il canto nuovo”. Il titolo, che è anche quello del libro che raccoglie i contributi dei tantissimi scrittori, giornalisti, amici che negli anni ne hanno raccontato la storia, risponde alla felice intuizione di Antonio Conte (l'ex parlamentare), che, col suo stile alto, ha saputo cogliere il carattere innovativo nel rispetto della tradizione delle scelte artistiche dei Musicalia.

Con l’espressione di Gustav Mahler, “La tradizione è custodire il fuoco, non adorare le ceneri”, Amerigo Ciervo, docente di filosofia, presidente della sezione provinciale ANPI, ma soprattutto anima, insieme al fratello Marcello, dei Musicalia, gruppo di cui fanno parte i loro figli Giuliana, Carlo, Rosalidia, Carmen e Corrado, ha dato la cifra distintiva del loro percorso, presentando la serata e anticipando il clima in cui si sarebbe svolta, un clima “lieve”, lieve nell’innalzare lo spirito, ma profondo nello stimolare riflessioni e ricordi.

È stato un excursus appassionante e travolgente su quaranta anni di attività, scanditi dalla ricerca e dall’esplorazione in un passato che diventa, attraverso le note musicali e la scelta accurata delle parole, dialogo vivo con la storia della nostra terra.

Da Mille stoccate a Cuore di zingara, da Vì che dispietto, a Ninna nanna, da Jam surgit hora tertia a O’ testamiento lo spettacolo ha annoverato alcune tra le canzoni più belle e significative del viaggio artistico dei Musicalia, che è scandito davvero dall’apporto magistrale di ogni loro componente, la cui singolarità scompare o, per meglio dire, viene esaltata nel prodotto corale e che riesce a stabilire un ponte generazionale tra i padri e i figli, metafora di un cammino che, nel conservare ciò che è prezioso, si apre alla freschezza rivitalizzante della giovinezza.

La ricerca delle tradizioni, in un recupero intelligente e vivo della memoria collettiva riesce, attraverso un sapiente equilibrio di espressioni dialettali e linguaggio musicale, a incantare senza ottundere, a creare suggestioni senza insidie, col solo piacere di una sensorialità calda e partecipata, avventura del cuore e della mente, facendo dialogare con la cultura popolare ma su temi universali, comuni anche a chi non è parte di quella specificità territoriale.

Ai Musicalia, gioiello della cultura sannita, è andato anche il tributo di un’altra espressione musicale popolare, il Tenore Murales di Orgosolo, dichiarato dall’UNESCO nel 2005 patrimonio intangibile dell’umanità, di cui è stato proiettato un video:

Sette son le note musicali

Però da sole fanno un solo suono

Ma se le metti bene, in compagnia

Nascono melodie naturali.

Della musica nasce la magia

È l’incontro che produce l’armonia

Perché siamo tutti sorelle e fratelli

Unici, differenti e uguali,

Parti di una sola sinfonia,

Che la famiglia dei Musicalia

Rendano amici l’Italia e il mondo