La videosorveglianza a Benevento: "Siete su Scherzi a parte!". Tante telecamere e tanti soldi spesi per nulla

- Cronaca di Carlo Panella

Quando dal Comune di Benevento fu assegnato l'appalto per la videosorveglianza in città, il 30 ottobre 2014, Il Vaglio.it scrisse in merito un articolo, (puoi leggerlo cliccando qui, su questo link) che così terminava: "Scaturirà almeno un'utilità pubblica dall'impiego di tanti soldi europei, nazionali e pure del così squattrinato Palazzo Mosti? Non vorremmo in ultimo scoprire, trattandosi di video riprese, qualcuno che da qualche anfratto sbuchi e dica beffardo: "Siete su Scherzi a parte!".

Non è ancora sbucato il burlone di turno con il cartello, ma domenica 1° gennaio i beneventani hanno già potuto verificare che non si è fatto seriamente: la videosorveglianza, quando serviva, non ha funzionato. Di più, "regolarmente non funziona...".
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Tante telecamere e tanti soldi spesi per nulla
A Capodanno, è andato a fuoco uno stand di libri, a mezzogiorno, al centro della strada principale di Benevento: corso Garibaldi. C'era una telecamera della citata videosorveglianza del Comune, piazzata di fronte allo stand: avrebbe potuto dire esattamente cosa fosse accaduto, ma non ha funzionato (e pure l'abbiamo temuto.. leggi l'articolo del Vaglio del 1° gennaio 2017). Ma "Il Mattino" di ieri ha rivelato altro, che a Benevento "la videosorveglianza spesso va in tilt. Le immagini non sono costanti. Si susseguono dei blackout che bloccano il sistema... Gli agenti della Squadra mobile il 1° gennaio scorso si sono subito recati, dopo la notizia del rogo, ad esaminare le immagine della zona prima dell’incendio, ma la verifica ha dato esito negativo. Le immagini non c’erano… Il sistema conta su 200 telecamere già in funzione in città, in attesa di collocarne delle altre per raggiungere quote 300. La nuova sala operativa è costata 400mila euro, con finanziamenti europei e del Ministero dell’Interno. La sala è, a sua volta, collegata con la Questura…..

Di fronte a questi blackout sono partiti dei SOS da parte del Comando della Polizia municipale all’indirizzo della ditta che ha realizzato il sistema… ma i problemi persistono. Si è parlato di un potenziamento del router… che instrada il pacchetto di dati verso la destinazione finale… Ma c’è chi sostiene invece che per la conformazione della città è necessario installare un ripetitore che possa raccogliere con continuità i segnali provenienti dalle telecamere ubicate in varie zone della città...". da tempo, dunque, si ipotizza, si chiacchiera, mentre il costoso e diffuso sistema di videosorveglianza non funziona . Insomma, l'amara ironia porta a titolare: "Videosorveglianza a Benevento: si brancola nel buio !"

Pessima realtà dei fatti e propaganda istituzionale
Questa è la realtà dei fatti, ma le istituzioni ne hanno a lungo raccontata un'altra. L'ufficio stampa del Comune di Benevento, il 3 maggio 2016, annunciò l’avvenuta inaugurazione, in quella mattinata, della sala operativa del Comando della Polizia Municipale, presenti il prefetto Paola Galeone, l’allora arcivescovo Andrea Mugione, il sindaco di Benevento Fausto Pepe, l’allora assessore alla Mobilità Maria Iele e l'allora comandante della Polizia Municipale Giuseppe Moschella. Palazzo Mosti fu allora prodigo di particolari pubblicitari: "Il sistema di videosorveglianza consta di 52 telecamere ad alta definizione con visione a 360°, disposte nelle zone principali della città e in zona ASI (Ponte Valentino, NDR), ognuna con 4 obbiettivi. L’impianto, realizzato dall’azienda campana S.E.T.I., registra 7 giorni su 7 per 24 ore al giorno, immagini che vengono trasmesse sui 6 schermi della sala operativa. In più, a disposizione, ci sono 2 telecamere mobili che possono essere posizionate ed utilizzate temporaneamente sia sulle auto sia in luoghi ritenuti strategici per il monitoraggio e la prevenzione di alcuni tipi di reati, come quelli ambientali o legati agli atti vandalici". L'incendio rimasto per cause ignote dello stand a Capodanno ne ha fornito la puntuale riprova...
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L'irraggiungibile Pepe
L'irraggiungibile, per capacità amministrativa, sindaco di allora, Fausto Pepe, infatti non si trattenne dall'aggiungere in quel comunicato del 3 maggio scorso: "Siamo orgogliosi di questo progetto. Le tecnologie più innovative sono un alleato importante per coadiuvare le forze dell'ordine nel loro lavoro di monitoraggio della città per il mantenimento di alti livelli di sicurezza e decoro urbano. Un grazie particolare va al prefetto Galeone ed alla Polizia Municipale con il comandante Moschella per il ruolo insostituibile che svolgono a servizio della città e dei beneventani”. Queste sono state (tra) le ultime parole famose di Pepe, sindaco Pd del centrosinistra, sul cui operato decennale gli elettori beneventani, di lì a qualche settimana, avrebbero fatto cadere il loro chiarissimo giudizio nelle urne.
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Solo se si ricorda il passato si capisce il flop attuale
Ma non basta, un articolo tanto più è utile quanto più è dovizioso il background, il racconto di ciò che è successo, prima che il fatto accadesse, ai protagonisti e nei luoghi dove si svolto. Anche anni prima...

E qui torna utilissimo l'articolo del Vaglio.it dell'ottobre 2014 sopra linkato. In esso si scriveva che, in quei giorni, era stata "definitivamente aggiudicata da palazzo Mosti la procedura per la fornitura e posa in opera di un sistema di videosorveglianza per la città di Benevento: ha prevalso una società salernitana, la SETI snc di Scafati, mentre l’importo aggiudicato ammonta a 260.922,07 euro".

Un paio di delibere di Giunta del 2012 (giugno e dicembre) promosse dall’assessore alla Mobilità – allora era Rosario Guerra - costituiscono il sostegno amministrativo della gara d’appalto bandita nell’ottobre 2013 per tale progetto, finanziato con i fondi del PON Sicurezza di Unione Europea e Ministero dell’Interno, pur se gli oneri di manutenzione e gestione (stimati in 80.000 euro) ricadono sulle casse dell’ente locale per almeno un quinquennio dal varo...

Poi il centrosinistra scoprì l'emergenza sicurezza
La (futura) presenza delle videocamere segna anche l’evoluzione – nel tempo - del pensiero istituzionale a palazzo Mosti. 'La città di Benevento – dichiarava il sindaco Pepe a luglio 2010 – non vive un’emergenza sicurezza, ma questo non significa che non sia necessario ed utile investire in progetti di settore'.

'Dai dati forniti da Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza, dal 1° gennaio al 31 ottobre 2011, risultano, nella sola città di Benevento, 1109 delitti denunciati tra furti, rapine ed estorsioni e 402 tra danneggiamenti e traffico di stupefacenti', si leggeva (giugno 2012) nell’analisi delle esigenze di sicurezza e legalità del Comune fissata sulla scheda d’intervento del progetto di videosorveglianza territoriale. Dove non si sottaceva anche 'il fenomeno della ‘movida’ serale che, purtroppo, spesso degenera in atti vandalici, di teppismo e dà luogo a fattispecie criminose... creando gravissimo disagio... ' ".

Il pero dell'orto nostro
Due anni dopo, la sopravvenuta consapevolezza della Benevento insicura a Palazzo Mosti si concretizzò in un'assegnazione di appalto. La quale cosa non tranquillizzò, anzi. Il Vaglio.it che non a caso concluse così l'articolo: "Potrà per ciò essere risolutivo - quando andrà in funzione -- l’occhio elettronico? Scaturirà almeno un'utilità pubblica dall'impiego di tanti soldi europei, nazionali e pure del così squattrinato Palazzo Mosti? Non vorremmo in ultimo scoprire, trattandosi di video riprese, qualcuno che da qualche anfratto sbuchi e dica beffardo: 'Siete su Scherzi a parte!'. Conoscevamo bene il pero dell'orto nostro...