Mentre il Comune di Benevento rende difficile la vita a chi usa la bicicletta, Legambiente conferma la non buona qualità dell'aria in città. E suggerisce i rimedi

- Politica Istituzioni IlVaglio.it

Dalla qualità della vita analizzata dai maggiori quotidiani economici del Paese, non premiante per la città di Benevento (si veleggia nella parte bassa della graduatoria), alla qualità dell'aria, per una classifica come di consueto redatta da Legambiente, dove, invece, certe posizioni si invertono (zona alta) ma, per paradosso, si rimane sempre al di sotto della 'normalità'. Insomma, non va bene.

Certo, nella graduatoria presentata da Legambiente ed elaborata su dati Arpa - sono "Torino, Frosinone, Milano, Venezia, Vicenza, Padova, Treviso" - ha scritto l'associazione nell'articolo pubblicato sul suo sito ufficiale (www.legambiente.it) - a essere in testa alla classifica dei capoluoghi di provincia che hanno superato la soglia limite di polveri sottili nel 2016. Il numero di superamenti si riferisce al valore registrato dalla centralina urbana peggiore. A fronte di un numero massimo di 35 giorni all’anno previsti dalla legge con concentrazioni superiori ai 50 microgrammi al metro cubo, Torino si attesta su 86 giorni, Frosinone su 85, Milano e Venezia su 73, Vicenza su 71, Padova e Treviso su 68. E la classifica prosegue, per un totle di 32 città in allarme smog".

Non manca, come si intuisce, Benevento in questo ristretto e poco qualificato lotto: 45 giorni, 23° posto assoluto in graduatoria. Comunque un miglioramento rispetto ai 74 giorni rilevati nel dossier Mal'Aria del 2016 (con riferimento al 2015), sempre di Legambiente; pur sempre, però, l'ottavo anno in fila in cui il capoluogo sannita si fregia di uno sforamento dei limiti e una poco apprezzabile collocazione in classifica.

La circostanza non sorprende: come sappiamo, infatti, piuttosto di recente il Comune, dinanzi alla conclamata emergenza del superamento della soglia prevista per più di tre giorni in fila, ha promosso, in alcune fasce orarie di più giorni, uno stop al traffico in zone sensibili al rilievo (intorno alla centralina di via Flora). E sappiamo anche che è nuovamente prossima (15 gennaio, alle ore 18: in piazza Orsini il raduno) "una nuova fase della battaglia contro l’inquinamento e per la libertà ad usare la bicicletta come mezzo di trasporto soprattutto nelle aree riservate alle bici, come è appunto, per legge, il Corso Garibaldi", ha scritto il folto gruppo di cittadini che ha incrociato le ruote contro il sindaco Mastella e comunque si è fatto promotore della redazione di un piano ciclabile urbano per "una seria politica di mobilità sostenibile", elemento primordiale per favorire "una riduzione del traffico automobilistico e prevenire l’inquinamento cittadino".

Sembra quasi di leggere quanto Legambiente, nel ricordato testo del 4 gennaio 2017, ha lanciato a commento della graduatoria 2016, inquadrando il problema in un'ottica più ampia però con solide radici sul territorio e sugli errori compiuti sul territorio: "Sono urgenti e necessari interventi strutturali, di lunga programmazione, i cui tempi di messa in opera superano quelli del mandato elettorale di un sindaco. Serve un piano nazionale che aiuti i primi cittadini a prendere e sostenere le decisioni giuste: misure strutturali e permanenti, anche radicali e a volte impopolari, per la cui realizzazione occorrono, per altro, investimenti largamente al di sopra della portata dei Comuni, stretti dal patto di stabilità. Troppo spesso i sindaci sono lasciati soli di fronte all’emergenza e improvvisano cure inadeguate e scarsamente efficaci". Quando però c'è qualche suggerimento, se non cura, che potrebbe favorire ugualmente un po' di sollievo, se non efficacia totale, ebbene questo ritarda.

Legambiente, infine, propone un suo... decalogo con qualche "comandamento" davvero vicino, più che vicino, ad alcune proposte locali aleggiate negli ultimi tempi e che non hanno trovato adeguato ascolto istituzionale.

Con quelle che sintetizziamo solo col titolo ("...Una mobilità verso “emissioni zero”; 1000 treni pendolari, metropolitane, tram e 10 mila bus elettrici o a bio-metano per il trasporto pubblico nelle aree urbane; Fuori i diesel e i veicoli più inquinanti dalle città; Solo uno spostamento su tre in macchina entro 5 anni; Road pricing e ticket pricing; Riqualificazione degli edifici pubblici e privati, per ridurre i consumi energetici e le emissioni inquinanti; Riscaldarsi senza inquinare), ecco invece quanto l'associazione pare aver cucito come un guanto addosso al comune di Benevento:

"Ridisegnare strade, piazze e spazi pubblici delle città per favorire sicuri spostamenti a piedi e in bicicletta -
Oggi l'80% dello spazio pubblico è destinato alla carreggiata e al parcheggio: ribaltare progressivamente questo rapporto favorendo lo spazio pedonale, della relazione (con panchine e tavolini), del mercato e dello scambio, in cui far convivere tram e mezzi di locomozione diversi (dalle tavolette alle bici, quadricicli leggeri e city car). Il ridisegno degli spazi urbani deve essere accompagnato dalla creazione di zone 30, in cui imporre il limite di velocità massimo di 30 km/h.

Una rete che attraversa la città per spingere la ciclabilità -
L’esperienza delle città europee dimostra che si può arrivare ad avere numeri significativi di spostamenti ciclabili se si passa da una visione di piste ciclabili ad una di “rete” che attraversa, nelle diverse direttrici, la città. Per far questo Comuni e Regioni devono prevedere piani e programmi specifici e per le risorse economiche serve un'azione da parte del Governo che co-finanzi insieme a Comuni e Regioni gli interventi.

Bus più rapidi, affidabili ed efficienti -
L'aumento di velocità del trasporto pubblico si ottiene attraverso strade dedicate e corsie preferenziali. Questo intervento è a basso costo per le amministrazioni comunali e velocemente realizzabile. Per capire l’importanza della sfida vale la pena citare il dato (fonte Legambiente, Ecosistema Urbano) di Roma: oggi la città ha solo 112 km di percorsi di bus in sede dedicata/protetta su un totale di 3636 (appena il 5%)".