Benevento e l'esposizione mediatica targata Mastella tra le feste, i sorrisi e la dichiarazione di dissesto finanziario del Comune

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Clemente Mastella
Clemente Mastella

D'improvviso, in principio d'anno nuovo, Benevento si innalzò al rango dell'informazione nazionale. Il buon nome del sindaco Mastella è risuonato come una garanzia (decenni di storia politica lle spalle sono sicuro biglietto da visita e un vero passepartout mediatico) e, di conseguenza, il Paese intero ha avuto modo di approvvigionarsi di notizie sullo stato asfittico delle casse comunali di Benevento.

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Piccolo florilegio di titoli dalle Alpi alle Piramidi del web:

Benevento in rosso, Mastella chiede il dissesto: "Metropoli tutelate, noi no" (Intelligonews)

Guai per il Comune di Benevento, debiti per 110 milioni di euro (Napoli Fanpage)

Benevento ha 110 milioni di debiti, Mastella chiede il dissesto (Giornalettismo.com)

Benevento ha 110 milioni di debiti. Mastella deve dichiarare il default (Affaritaliani.it)

Benevento non è... clemente con Mastella (ilgiornaleditalia)

Conti ko, Mastella dichiara il crac a Benevento (Il Giornale)

Benevento con 110 milioni di debito: Mastella dichiarerà il dissesto (Irpinianews)

Benevento ha 110 milioni di debito: Benevento deve dichiarare il default (Corriere della Sera)

Mastella si arrende e dichiara il dissesto: "Benevento affonda sotto i debiti" (Instante).

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E' qui più che mai evidente l'oggettivo impatto del nuovo primo cittadino beneventano: le sue sorti e quelle della città che amministra godono oggi e certo godranno di un rilievo, pure "extraprovinciale", ottenuto solo a singhiozzo nel passato, e dinanzi magari ad eventi (femminicidi, alluvione) ben più 'fragorosi' di una storia amministrativa che si conclude in maniera spiacevole per i cittadini. Si immagini, pertanto - rispetto anche solo ai titoli citati -, come venga fuori il racconto dei fatti e quale sarà la voce più "ascoltata": se quella del sindaco attuale che parla di una insostenibile zavorra lasciata in "eredità dalle precedenti amministrazioni", o quella dell'ex sindaco del centrosinistra (in precedenza mastellianodoc) che prova a sostenere la realtà di "una situazione debitoria che ho ereditato".

Di contro, però, questa attenzione più globale, questi fari perennemente accesi sulla città e tenuti accesi dal sindaco medesimo (che si è rafforzato pure con lo Staff, oltre a servirsi dell'ordinaria struttura dell'Ente deputata alla comunicazione esterna), possono costituire un limite e una misura di controllo superiore, per adesso, ai toni talora dialoganti (M5s), talora di circostanza (Pd, Del Vecchio Sindaco), talora incisivi - ma in genere irritati per la continua chiamata di correità (Fausto Pepe) - delle sue opposizioni. Il fallimento del Comune allo stato è una notizia che non incide più di tanto su una attività amministrativa che ha appena smesso il rodaggio, e ora è però chiamata a una prova di governo che non sarà proprio quella passeggiata di salute (finanziaria, politica, autocelebrativa) auspicata in campagna elettorale. Insomma, non la prospettiva migliore per godere di una festa perenne e di una città che ha ritrovato il sorriso...