Mastella inverta la rotta e cominci a far pagare le tasse a tutti e non sempre ai soliti che a Benevento le hanno sempre pagate

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Palazzo Mosti
Palazzo Mosti

Sarà pur sempre il solito, trito argomento a sostegno della tesi di un sostanziale fallimento amministrativo, nel far fronte a un impegno che si potrebbe agevolmente definire un "principio fondamentale" e costitutivo, ma certo nella relazione sul dissesto prossimo venturo ha giocato un ruolo non secondario "l’incapacità dell’Ente di riscuotere le entrate proprie", come ricorda lo stesso palazzo Mosti in una sua nota dello scorso 29 dicembre. Piace, di contro (come appunto tale ultima dimostrazione ufficiale acclara), questa assolutoria capacità spesa nell'auto-analisi, divenuta un vero esercizio di abilità politica a corollario di un artifizio pre e post-elettorale: mai, invece, che un simile talento in grado di far entrare milioni e non spiccioli nelle casse comunali s'applichi alla realtà che scorre, quotidianamente.

Ripartire da un dissesto che, dopo l'11 gennaio (data della decisiva seduta di Consiglio), scinderà il Comune in bad e good company non assume certo il valore di una rimozione/accantonamento/disinteresse (comprensibilmente indotto) del problema, anzi ne accresce l'importanza.

Nell'impossibilità consolidata della dismissione a prezzi convenienti, o di una dismissione comunque, del patrimonio immobiliare dell'Ente, che fa gola a nessuno come il tempo ha dimostrato, le imposte locali e la loro riscossione divengono un faro il cui fascio di luce è da seguire senza sbandamenti pena il rischio di un ulteriore naufragio da rimettere ai posteri non mastelliani.

A oltre sei mesi dall'insediamento della nuova amministrazione, all'uditorio e alla comunità è toccato ascoltare e leggere, ancora una volta (e stavolta in sede di conferenza stanpa di fine anno del sindaco), che "la percentuale di evasione è... troppo elevata".

E dal momento che tale amara considerazione così spensieratamente evocata per l'ennesima volta va a braccetto con il sollievo profuso a piena retorica che "il dissesto non comporterà alcun aumento della pressione fiscale in quanto le tariffe sono già al massimo a causa della situazione di deficit strutturale in cui l’Ente versava ormai già da alcuni anni", e dal momento che tra gli ultimi atti adottati in materia c'è anche la sospensione del bando per l'affidamento della riscossione tributaria con appalto esterno all'Ente e conseguente destinazione dell'arduo compito alla struttura interna, la responsabilità che grava ora sulle spalle del Comune è ancor più chiara: non è concepibile, non è giustificabile, addirittura è immorale spremere il massimo (inteso, però, solo come ciò che si è in grado di fare - cioè poco, a dar retta alle dichiarazione degli stessi amministratori) sempre coloro le tasse a Benevento le hanno sempre pagate.