Centro migranti sequestrato, Altrabenevento: Ora si faccia luce e si accertino tutte le eventuali responsabilità sulla gestione dell'accoglienza dei richiedenti asilo a Benevento

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Il presidente dell'associazione Altrabenevento, Gabriele Corona, è intervenuto con una nota pomeridiana sull'operazione dei carabinieri di stamane che ha portato al sequestro, a Benevento, di una struttura utilizzata come centro di accoglienza dei richiedenti asilo (clicca pe rleggere l'articolo del Vaglio.it). Sostiene Corona:
Questa mattina i carabinieri, per ordine della magistratura locale, hanno posto sotto sequestro una struttura di contrada Madonna della Salute nel comune di Benevento, utilizzata dal consorzio Maleventum come centro di accoglienza per migranti. La Procura della Repubblica ha accertato condizioni igienico-sanitarie molto carenti e false attestazioni di agibilità, come denunciato anche da Altrabenevento al Fatto Quotidiano nel corso della video-inchiesta del 18 gennaio. Per questi motivi sono indagati per i reati di falso e truffa, il presidente del consorzio di accoglienza, la proprietaria della struttura e suo marito, imprenditore edile già coinvolto nella vicenda giudiziaria relativa alle false gare di appalto del comune di Benevento con l'ausilio dell'endoscopio.

Le carenti e pericolose condizioni igienico sanitarie di quell'edificio, accertate dalla magistratura, negano decisamente le affermazioni di Paolo Di Donato, direttore del consorzio Maleventum (estraneo all'indagine, NDR), il quale si è sempre vantato di offrire accoglienza ai richiedenti asilo in strutture pulite e adeguate. Gli hanno fatto eco non solo gli operatori del consorzio ma anche alcuni giornalisti veri e no un'ex pasionaria combattente sui tetti e diversi politici, tutti pronti a giurare sul servizio ottimo di Di Donato, esempio d'imprenditore capace di trarre molti guadagni con l'accoglienza dei migranti sulla quale, come egli ama ripetere, mangiano in tanti.

E' molto interessante a tal proposito, la dichiarazione alla stampa del Procuratore della Repubblica di Benevento, Giovanni Conzo, il quale ha ricordato che l'azione della magistratura è orientata a punire tutti coloro che approfittano del dramma dei richiedenti asilo che vanno tutelati perché "in fuga da paesi con guerre in corso e gravi problemi economici".

Si tratta di una frase che ci sperare in indagini decise da parte della magistratura per accertare come vengono scelti gli operatori, chi fornisce i prodotti alimentari, chi sono quelli che speculano sui migranti. Speriamo che si possa anche far luce sulle procedure che hanno consentito alla Prefettura di autorizzare l'edificio di Madonna della Salute come centro di accoglienza per migranti, considerato che anche in questo caso, non è stato pagato il condono. Lo stesso è accaduto per il centro migranti allestito nella ex conigliera di contrada San Chirico che Di Donato ha preferito chiudere dopo le polemiche del mese scorso.

Come riportato da Ottopagine, "tre lsono e persone chiamate in causa per le ipotesi di reato di truffa e falso: Nunzia Romano, 45 anni, proprietaria dello stabile, il marito, Angelo Collarile, anch'egli 45enne, di Sant'Angelo a Cupolo (uno dei due imprenditori che hanno collaborato nell'inchiesta sugli appalti di Palazzo Mosti) – e Giuseppe Caligiure, 69 anni, di Sant'Agata dei Goti, amministratore del Consorzio Maleventum (nel quale svolge un ruolo importante Paolo Di Donato, estraneo ai fatti contestati), che gestisce più centri nella nostra provincia".