Il silenzio rumoroso della Prefettura di Benevento sul caos rifugiati a Benevento e nel Sannio e quello zelo estremo del sindaco di Vitulano

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E' materia giornalistica e giudiziaria la vicenda del sequestro di una struttura cittadina adibita a centro di accoglienza per i migranti. Episodio, peraltro, approdato alla cronaca di questi giorni al termine di un periodo di critiche forti al sistema dell'accoglienza in salsa sannita, formulate a più riprese e con acutezza d'analisi in particolare da organi di stampa (Sanniopage) e associazioni (Altrabenevento), con intermezzo sindacale (Cgil).

Il trasferimento - obbligato dalla misura adottata dalla locale Procura della Repubblica - dei 74 migranti allocati a Madonna della Salute ha avuto, a sua volta, risvolti da romanzo d'avventura (fra separazioni, proteste e dileguamenti di alcuni degli ospiti). Sui quali si è soffermato Il Sannio Quotidiano di sabato 11 aprile, dalle cui colonne è stato discusso il ruolo della Prefettura di Benevento, artefice di una gestione poco decifrabile, secondo i contenuti pubblicati.

Parte di questi migranti, infatti, sarebbe stata trasferita in una struttura gestita analogamente a quella incappata nelle maglie nell'inchiesta e parte in un'altra a quanto pare priva dei necessari requisiti di agibilità.

Tra note stampa di routine su ben altro e un sito che si limita all'ordinario, la Prefettura ben di rado ha lasciato balenare all'esterno, nei confronti di una comunità che comunque ha il diritto di essere posta al corrente, le linee guida del suo operato in tema di accoglienza e assistenza ai cittadini stranieri e non a caso, dunque, quanto scritto dal quotidiano locale suona non solo come un controsenso per lo Stato presente/assente sul territorio sannita, ma pure come una chiamata in causa diretta e un 'peccato di leggerezza'. Che obbligherebbe, per una volta..., a un chiarimento il Prefetto di Benevento, Paola Galeone, essendo stata posta dichiaratamente in discussione la (mancata) capacità dell'ufficio territoriale nell'affrontare sia la questione (migranti, in generale) che l'emergenza (nel caso particolare).

E siccome le sorprese (della trama) non potevano limitarsi soltanto alla presa d'atto della sfuggente attività di alcuni protagonisti istituzionali, ecco che dalla provincia provvede il sindaco di Vitulano a rimpolpare il racconto (l'episodio lo coglie Ottopagine): "Non un cartello ma una massa di terra scaricata da un camion. Un ostacolo che ha reso off limits la strada di accesso a quella struttura. E' la clamorosa iniziativa adottata dal sindaco di Vitulano, l'avvocato Raffaele Scarinzi, come segno di profondo dissenso rispetto alla situazione che si è creata nel centro che guida come amministratore. Una scelta preceduta dalla firma di una ordinanza, scatenata dall'arrivo di una quarantina di migranti – un numero più consistente di quello che era stato annunciato al primo cittadino - trasferiti in un agriturismo a Vitulano".

Nel tentativo, però, di fuggire appellativi poco nobili e giudizi poco lusinghieri, la decisione del primo cittadino di Vitulano, fondata sull'Ordinanza n. 6 dell'11 febbraio 2017, si muove su ben altri livelli, motivando la chiusura del tratto stradale in oggetto (via Castello-Arnara) con problemi inerenti la sicurezza, cioè, per eliminare rischi che minacciano la pubblica e privata incolumità dei cittadini.

Tale chiusura - si legge nell'atto - è avvenuta, infatti, sulla scorta della segnalazione dell'Ufficio tecnico e della Polizia municipale, che evidenziano il grave pericolo nel transito della strada, "già interessata da dissesti e cedimenti di alcune parti a seguito dell'alluvione e oggi sottoposta ad un utilizzo insostenibile per la presenza di una struttura, autorizzata per finalità agrituristiche e per un numero massimo di 12 persone e che oggi ne ospita il triplo". A ciò si aggiunge la considerazione che il "predetto uso improprio dell'immobile (struttura per l'accoglienza dei migranti, Ndr) e della strada rurale (destinata alla sola agricoltura) è divenuto ancora più pericoloso a seguito delle continue manifestazioni di protesta dei rifugiati e dei cittadini di Vitulano che hanno determinato un andirivieni continuo di mezzi". Da tanto, e "nelle more della verifica e del ripristino del tratto stradale" deriva la decisione del primo cittadino di "inibire la circolazione e interdire gli accessi nell'infrastruttura viaria esposta a rischio". Con l'effetto, peraltro, ricordato dal sito di informazione, che riecheggia, sottotraccia, ben altra sceneggiatura.

Il sipario cala su un minimo dubbio: c'è da chiedersi se il sindaco di Vitulano avrebbe adottato la medesima misura qualora fosse stata in pieno svolgimento l'attività ("finalità agrituristiche") della struttura raggiunta dalla strada interdetta, con l'andirivieni prevedibile di persone e veicoli per andare a mangiare un boccone di genuini prodotti sanniti...