La Giunta Mastella per ora ha garantito la continuità del trasporto pubblico a Benevento. Il ruolo vecchio e nuovo dell'opposizione e dei sindacati

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Fino a prova contraria, la quale naturalmente non si può escludere, il Comune in questi mesi è sceso in campo per fare in modo che la mobilità cittadina non subisse un mortificante stop. Riuscendo ad aprire un varco nel vicolo cieco in cui era piombata l’Amts. La municipalizzata del trasporto urbano è già materia d’archivio, ma l'ente proprietario (il Comune di Benevento) e sindacati hanno trovato il modo di litigare pure dinanzi al nuovo scenario, gestito dalla Trotta Bus Services.

I sindacati hanno lamentato nel momento decisivo (il travaso della forza lavoro dall’una all’altra azienda) l’assenza del Comune, quest’ultimo ha rilanciato con le parole non solo del sindaco ma anche di due assessore, evidenziando i passaggi istituzionali nella ricostruzione punto per punto degli ultimi sviluppi. Che, è bene ricordarlo, partono dall’amarezza del gennaio 2016 sostanziatasi in una sentenza di fallimento. La cui efficacia, nonostante la revoca della Corte d’Appello, non è stata sospesa dal ricorso per Cassazione ancora da giudicare.

La prova contraria, dunque, potrebbe rivelarsi quella di una scelta inappropriata a opera dell’amministrazione Mastella che ha bandito la procedura per l’affidamento del servizio per tamponare la conclusione dell’esercizio provvisorio (14 febbraio) da parte dell’Amts. Le alternative al fallimento, infatti, o non sono esistite o non si sono rivelate praticabili: in entrambi i casi, il lungo calvario dell’azienda di Via Santa Colomba è stato gestito dalla Giunta Comunale precedente senza che, concretamente, approdasse ad alcunché. Altrimenti non si sarebbe giunti con l‘impellenza di trovare un rimedio quasi allo spirare del termine concesso dal Tribunale beneventano per l’esercizio provvisorio.

E non è un caso che le argomentazioni dell’attuale opposizione siano un po’ deboli, in voce e in sostanza, non tanto ‘pubblicizzate’ a mezzo stampa, di routine giusto per non far morire il dibattito e comunque non tanto credibili perché mai, proprio mai, è stato sciolto, con la chiarezza e le ammissioni di responsabilità che meritava, il nodo dell’affanno economico nel quale è piombata l’Amts.

Oggi magari si può discutere di come verrà rilanciato un settore non redditizio (pochi biglietti staccati), lontano ormai dalla cultura della mobilità che non sia quella dell’automobile, abbandonato all’abusivismo, e si può discutere della capacità del nuovo governo locale di individuare un soggetto affidabile, proiettata però nel termine del rapporto ora appena agli inizi. E’ un timore da cui non ci si libera soprattutto se posto in relazione alla continuità, negli errori, che ha caratterizzato l’infelice storia della mensa scolastica.

Ma è tempo ancora di soddisfazioni, ed ecco perché Mastella, Ingaldi e Serluca sottolineano con forza “l’importante risultato” raggiunto dall’amministrazione di cui fanno parte e alimentano divisioni in campo sindacale, ringraziando (le due assessore) solo alcuni (“…Cisl e alla Uil, che hanno riconosciuto i meriti dell’Amministrazione nella gestione di questa delicata vicenda…”) e non altri. O addirittura (Mastella) affondando la lama nel corpaccione molle del consociativismo: “Ai sindacati, infine, non posso rivolgere complimenti, non tanto per le recenti dimenticanze quanto per quelle degli ultimi anni”. Un’accusa pesante, quest’ultima, perché al clima di “pace sociale” nell’azienda evocato dalle parole del sindaco non si è associata quella limpidità gestionale (e un esercizio rigoroso nel controllo) che ne avrebbe dovuto garantire non certo la sopravvivenza, ma una vita prospera e duratura.