Lonardo, per fare cassa, vuol vendere per 10-15 milioni lo stadio al Benevento Calcio che invece ha tutto l'interesse a non comprarlo: per il fitto paga circa 1600 euro al mese

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Lucio Lonardo
Lucio Lonardo

Si... mimetizza, nella firma in calce, da “cittadino volenteroso”, e presumibilmente anche tifoso, Lucio Lonardo, quando avanza il suggerimento di vendere lo stadio sito in contrada Santa Colomba alla società del Benevento Calcio. Per alleviare in parte, innanzitutto, i danni da dissesto. E poi per avviare anche un processo virtuoso di riorganizzazione dell’area che parta dall’urbanistica e approdi al senso (all'orgoglio) di comunità.

Il pregio dell’esternazione del ‘numero uno’ della municipalizzata lo si coglie almeno nel ridestato interesse per le vicende degli impianti sportivi cittadini, di cui lo stadio è uno dei “gioielli”; il dubbio invece sta nel suggerirne una alienazione che negli auspici, e a dispetto delle altre originariamente previste nel piano per il rientro dal debito dell’ente locale, dovrebbe concretizzarsi e coniugarsi con l’interesse della società sportiva.

E’ nell’uso del verbo giocoforza al condizionale (non è dato sapere, infatti, se davvero Oreste Vigorito sia interessato all’acquisto - stimato, da Lonardo, in 10/15 milioni di €) già il limite della proposta. Secondo una convenzione decennale in via di scadenza (settembre prossimo), la società giallorossa paga poco più di 1600 euro al mese per disporre dello stadio - della cui manutenzione straordinaria non risponderebbe -, prezzo – se vogliamo – piuttosto competitivo e prestazione onerosa difficile da abbandonare a cuor leggero per il suo impatto non proprio deflagrante sulle casse del privato...

Inoltre, la complessiva articolazione dell'idea di Lonardo si è vista... anticipata di un paio di lustri in alcuni dei contenuti, in quanto i contraenti (Comune-Società sportiva) ratificarono in sede di firma del testo della convenzione nel 2007 la previsione di una trasformazione della zona stadio/antistadio in una sorta di cittadella dello sport da mettere a disposizione anche della comunità cittadina. I fatti ci dicono che a tale… stadio non siamo infine giunti, né che ci sia certezza per il futuro dopo la stasi decennale alle spalle.

Lo stadio, infine, godrà – ed è una sorta di bonus imprevisto per il gestore - del finanziamento per le Universiadi 2019 (un milione di euro) per aggiustamenti che lo renderanno senza dubbio ancor più adeguato agli eventi che ospiterà, e di conseguenza ancor meno appetibile come acquisto potendo la società calcistica su di esso esercitare ugualmente un controllo attraverso la gestione che avrà beneficiato delle migliorie.

Magari si potrebbe tentare la strada della valorizzazione pubblica prima della dismissione del patrimonio pubblico, cominciando col portare a un livello più consono alle aspettative e alle casse dissestate, quindi, il valore oneroso della convenzione. Primo, indispensabile passo per colmare il gap con fitti per 10 anni paragonabili, lo ripetiamo pure in questo caso, a quelli di un locale commerciale qualunque.