La solitudine della mensa scolastica a Benevento ovvero quando la foto è più dell'immagine che riproduce

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Il dirigente Castracane e l'assessora Ingaldi
Il dirigente Castracane e l'assessora Ingaldi

C'è questa fortunata rubrica, sul settimanale in allegato il venerdì con Repubblica, impreziosita da una firma autorevole. Racconta, spiega, interpreta, scopre, analizza quel che una fotografia è in grado di suscitare. La colloca nel tempo, la storicizza, ne valuta il messaggio premonitore, coglie il senso nell'attualità. La foto è più dell'immagine che intende riprodurre. Può mai valere questa ultima singolare capacità anche per il piccolo accadimento cittadino decisamente evocato dalla nostra foto di copertina?

C'è un senso di artificiosa intimità fra i due che siedono l'una di fronte all'altro. Sembra quasi che la prima porga, per un assaggio, il boccone al secondo. Il posto aggiunto a tavola ospita una donna con gli occhi rivolti all'obiettivo, quasi a estraniarsi dal rituale che si sta svolgendo al suo fianco: è l'unica, fra i tre, a lasciar quasi trasparire quanto di 'cucinato' ci sia nella scena, dal momento che segue la scia dell'obiettivo piuttosto che interagire con i commensali e la loro studiata naturalezza.

Al desco ci si è portati avanti sul menù, siamo direttamente al secondo piatto, e contorno incluso - carne e patate forse (e l'ombra della dietista lungo il prolungamento delle posate) -, appena scartocciato. E' un pasto in piena frugalità, un piatto diviso due, un solo panino aperto. Manca l'acqua per mandar giù il boccone, i bicchieri sono intatti. Gli altri piatti sono ancora così come distribuiti, ricoperti dalla pellicola protettiva. La mise en place a capotavola attende, come una promessa mancata, qualcuno che ne onori la qualità.

La sala mensa resta in larga parte preclusa allo sguardo, pur tuttavia le maniche scorciate lanciano il messaggio di un lavoro affrontato con impegno. Ma l'aria è gravida di 'sadness', malinconia. Tutto intorno aleggia un senso di vuoto: è la solitudine della refezione scolastica. Vuote le sedie, vuoti i tavoli, vuote le prenotazioni, vuoto il servizio ormai, (s)vuotati i genitori.

L'immagine ha il pregio del sottotesto che fissa il successo dell'amministrazione beneventana: sono rimasti solo loro a tavola, il dirigente del Comune e l'assessora al ramo.

La foto rimanda l'eco di un disco dei Platters: "Only you can make this change".

Il ritratto non profuma di dimissioni.