Dopo l'8 Marzo: contro i venditori abusivi si deve fare molto di più

- Cronaca di Antonio Orlando

Riceviamo e pubblichiamo - In qualità di cittadino e di persona interessata ai fatti, scrivo in risposta alle notizie diffuse mercoledì 8 marzo, in merito al commercio abusivo di mimose a Benevento. Da quanto riportato, si apprende che le forze dell’ordine hanno sequestrato, nella provincia e su segnalazione dell’Unione provinciale artigiani e piccole imprese, 400 rami di mimosa per un totale di 6 kg di prodotto, poi sversato nei centri di raccolta dei rifiuti, e verbalizzato la violazione prevista dalla legge n.1 del 9 gennaio 2014, (commercio su area pubblica senza autorizzazione) che prevede una sanzione amministrativa pari a 5mila euro. Tra i venditori abusivi – come riportato da alcune testate online – ci sarebbero anche degli stranieri.

Il commercio abusivo è una questione importante per la città e non riguarda solo l’8 marzo o altre particolari celebrazioni (si pensi, per esempio, a San Valentino o alla domenica delle Palme): è fondamentale, perciò, che tutte le misure previste vengano adottate a tutela degli acquirenti, dei commercianti e degli stessi abusivi con maggiore costanza e incisività.

Analizzando quello che è successo in città mercoledì, ritengo che ancora molta strada si debba fare. Benevento e le sue arterie principali sono state invase di venditori abusivi di mimosa e, tanto per citare un esempio, solo il viale Mellusi ne contava un numero significativo.

Perciò l’ammontare della merce sequestrata, in proporzione al totale degli abusivi e delle mimose in offerta, non credete sia esiguo? Invito alla riflessione semplicemente osservando che si fosse trattato di 6 kg di droga sarebbe stato un successo, ma 6 kg di fiori è molto poco rispetto alle quantità irregolarmente in vendita.

Benevento oramai – a conti fatti e soprattutto nel sentire comune della cittadinanza – non è più una città così attiva e fiorente, soprattutto dal punto di vista commerciale. Tanto che, alla vigilia delle elezioni e nella presentazione dei programmi elettorali, molto si è discusso proprio di questo: di come, cioè, aiutare le attività a rendere e i commercianti a non abbassare definitivamente le serrande. Mi auguro per questo – e chiedo per il futuro – che le attività di controllo e di sequestro, se necessario, diventino più decise e seguano la direzione tanto annunciata. Quella, cioè, della rivitalizzazione del commercio. L’impressione è che le amministrazioni si susseguano ma i problemi rimangano, a dispetto delle promesse.

Intanto, vi lascio anche con una riflessione: è un peccato che proprio in occasione di ricorrenze dal valore storico, etico e comunitario profondo – come l’8 marzo – episodi di sfruttamento e di illegalità finiscano col rappresentare e configurare la Festa. Alcuni dei commercianti fermati hanno origini straniere e molto lascia pensare che alle spalle ci sia un sistema di reclutamento e di impiego non proprio responsabile.

Ricordo, ai fini declarati prima, che da cittadini abbiamo il dovere di denunciare gli episodi di abusivismo – che danneggiano tutti i contribuenti – e di pretendere che le istituzioni intervengano per arginare certe piaghe; ma abbiamo anche il dovere (stavolta morale) di scegliere strade lecite per i nostri acquisti, potendo contare su attività commerciali pronte a soddisfare i nostri bisogni.