Mastella non ha fatto più sapere ai beneventani se ci sono o ci sono stati consiglieri e assessori che non hanno pagato le tasse e i tributi al Comune

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Aggiornamento - 36 minuti dopo la pubblicazione di questo nostro articolo (leggibile nella versione originale dopo i tre asterischi) l'ufficio stampa di Palazzo Mosti ha diramato il seguente comunicato: In relazione alla procedura di verifica circa l’eventuale sussistenza di cause di incompatibilità di assessori e consiglieri derivanti da debiti liquidi ed esigibili per imposte, tasse e tributi, si rende noto che il dirigente del Settore Gestione Economica ha comunicato alla Segreteria Generale dell’Ente che non risultano situazioni di incompatibilità ex art. 63 del TUEL e che solo un consigliere ha attualmente in corso due dilazioni di pagamento (una con il Comune e un’altra con la concessionaria Soget) per accertamenti e ingiunzioni fiscali TARSU".

Un comunicato quindi che nulla assolutamente chiarisce su quanto accaduto, tacendo inopinatamente, dopo la diffusione avvenuta sui giornali dei 23 nomi, tra consiglieri e assessori comunali di Benevento,
su chi dei 25 è stato ingiustamente dato in pasto ai giornali, perché aveva regolarmente pagato i tributi o il dovuto;
su chi invece dei 25 si è messo in regola solo dopo che il proprio nome è finito sui giornali;
su chi infine ancora non l'ha fatto.
Torneremo
sull'argomento: dopo il grave danno arrecato alle istituzioni, non si pensi di potersela cavare con quattro righe sbrigative e omissive. Il titolo originale di questo nosytro articolo, per ciò, rimane assolutamente rispondente alla realtà dei fatti anche dopo la brevissima nota del Comune.
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Come bilancio critico dell'intera vicenda dei presunti consiglieri e assessori di Benevento che non hanno pagato imposte, tasse e tributi all'Ente, da ultimo c'è stato l'appello rivolto dal direttore del Vaglio, "...chiediamo ancora a Mastella (che si è già solennemente impegnato in tal senso) di far sapere - ufficialmente...". Il penultimo atto, invece, lo avrebbe scritto, certificato anzi, Il Mattino, dal quale invero l'intera storia è partita: termine da tenere d'occhio, il 24 febbraio 2017, per la rivelazione dei dati ufficiali.

Gravida di certezze anche Gazzetta di Benevento, però: "Martedi' prossimo 28 febbraio sarà reso noto l'elenco dei consiglieri comunali ed assessori morosi nei confronti del Comune capoluogo".

Non è possibile, peraltro, tacere la voce ufficiale dell'istituzione - 16 febbraio -, una "riflessiva" segreteria generale dell'ente, che ha parlato una sola volta per ricordare la sua "ricognizione" sulle posizioni fiscali dei consiglieri comunale e la "ulteriore verifica" necessaria. Era lecito e logico presumere tempi improntati a una solerte brevità.

Quella stessa brevità, sinonimo di capacità decisionale, che è riecheggiata, infine, nelle parole del primo cittadino di Benevento, inorridito da fatti che solo una decisa accelerazione temporale poteva far ritenere fondati o meno. E la parentesi necessaria per gli opportuni controlli Mastella la divaricava - dal 18 febbraio 2017 - fino ad un paio di settimane.

Con un calendario siffatto, impreziosito da interpretazioni giornalistiche autentiche dell'attività degli uffici finanziari del Comune progressivamente erose nella loro autenticità dagli inopinati slittamenti in avanti della verità svelata (siamo ormai giunti sconsolatamente alla rivelazione: “E’ inutile attendere l’elenco dei consiglieri e degli assessori comunali cosiddetti morosi. Nella lista non ci sarebbe più nessuno”, scrive sempre Gazzetta); ricco di prudenza amministrativa tradottasi in pacata lentezza, proprio laddove era necessaria - anche sul piano dell'immagine - accoppiare la verifica dei dati con la necessità di sapere e far sapere piuttosto in fretta, perché la classe dei governanti non pagasse con un ulteriore calo di credibilità; nobilitato dai proclami del sindaco sulla trasparenza quale segno distintivo della sua squadra di governo; con un calendario che dunque poggiava su siffatti princìpi, si diceva, abbiamo... sforato tutti i tempi che il raccordo mediatico/politico ha proposto, quasi a mettere un po' di distanza dai (presunti) fatti per ridurne l'impatto degli esiti - pericolosamente vicini, come abbiamo visto, a quelli della Commissione sul PIU Europa -. vocato
In tal modo, però, aggiungendo disdoro a disdoro, non tanto e non solo per le istanze di chiarezza politica, né per il gusto da comari del pettegolezzo, ma per una banale misurazione del tasso di 'educazione civica' dei rappresentanti della comunità cittadina cui quest’ultima avrebbe avuto diritto.
Se invece Mastella fosse solo in clamoroso ritardo nella comunicazione, rispetto alla necessaria urgenza pure da lui evocata, gli ricordiamo cosa - ufficialmente - deve far sapere dopo l'avvenuta diffusione "inopportuna" dei 23 nomi (18 consiglieri +5 assessori), - ufficialmente -:
chi dei 25 prima elencati e poi nominati è stato ingiustamente dato in pasto ai giornali, perché aveva regolarmente pagato i tributi o il dovuto;
chi dei 25 si è messo in regola solo dopo che il proprio nome è finito sui giornali;
chi infine ancora non l'ha fatto, consentendo così al Consiglio Comunale, nelle sole modalità di legge, l'avvio dei blandi procedimenti conseguenti: pur pagando in ritardo (entro dieci giorni dalla richiesta formale del Consiglio Comunale) oppure spiegando le sue buone ragioni, l'amministratore civico (a suo tempo intimato a pagare dal Comune) potrà ancora restare al proprio posto.
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Sul tema si leggano anche:
Mastella ancora non fa sapere se ci sono evasori tra i 25 amministratori "nominati". Una lettera spiega l'accaduto e fa porre tante domande ai vertici del Comune di Benevento, non certo ai dipendenti...

Questione di ore... l'amministrazione Mastella fa sapere che sta accelerando nell'accertamento sui vari assessori e consiglieri morosi