Le storie di Claudia Gerini al "Massimo" di Benevento: consensi dal pubblico

- Cultura Spettacolo di Lorenzo Preziosa

“Storie di Claudia” è stato, domenica 12 marzo al Teatro Massimo di Benevento, il settimo e penultimo spettacolo del cartellone “Palcoscenico Duemila”. Protagonista unica di questo “one woman show” è stata Claudia Gerini che dello spettacolo è anche coautrice insieme a Giampiero Solari (che firma anche la regia), Paola Galassi e Michela Andreozzi.

Lo show si muove a metà tra il racconto autobiografico e la riscoperta di alcuni miti del ‘900, come Carmen Miranda o Marlène Dietrich. Pretesto per il tutto è la presenza dell’immaginaria signorina Maria, abitante dello stesso caseggiato popolare delle piccola Gerini. Con i suoi interminabili racconti, le foto e i manifesti nella sua casa, sarebbe stata proprio Maria a fare nascere nella piccola Claudia la passione per il mondo dello spettacolo. Accompagnata in scena dal pianoforte di Davide Pistoni, la Gerini rievoca anche musicalmente la due grandi mattatrici, seppure con risultati vocalmente non proprio straordinari.

Si passa poi all’autobiografia più schietta, quando la Gerini parla del provino a “Non è la Rai”, il programma cult degli anni ’90 che la lanciò nel mondo dello spettacolo. Sulla scena va Debora, amica immaginaria della protagonista, che in modo abbastanza coatto prende parte al provino stesso. E’ poi la Gerini, ritornata se stessa, a rievocare il celeberrimo balletto della trasmissione di Buoncompagni, sulle note della hit anni ’90 “Please don’t go”.

La narrazione autobiografica prosegue col racconto della preparazione e della partecipazione a un “red carpet” di un famoso festival cinematografico. La Gerini lo vive come la materializzazione tardiva dei suoi ogni di bimba, quando per il Carnevale avrebbe voluto un vestitino da principessa, mai avuto per le condizioni economiche non proprio floride della sua famiglia d’origine. Ora vestiti meravigliosi, scarpe e gioielli le vengono offerti a profusione da sponsor munifici che, però, ne pretendono la restituzione alla fine di ogni evento, quando la Gerini se ne ritrova spogliata come una novella Cenerentola.

Si passa poi alla ricostruzione di un’intervista per il lancio di un nuovo film. Una Gerini ormai attrice affermata è alle prese con al difficile conciliazione di impegni pubblici ed esigenze familiari. Il suo cellulare, infatti, squilla spessissimo interrompendola mentre risponde alle domande: sono i suoi figli che ne reclamano la presenza. L’attrice ne esce abbastanza bene, riuscendo a chiudere in tempi brevi l’intervista.

Nel quadro successivo, la Gerini è una sarta che, durante l’ultimo conflitto mondiale, cerca impiego presso una compagnia teatrale. In un clima alla “Polvere di stelle”, verrà assunta ma non come sarta, bensì quale vedette dello spettacolo.

Nell’ultima scena la Gerini dà prova delle sue doti acrobatiche eseguendo un numero circense sospesa a due funi rosse mentre una voce fuori campo chiude lo spettacolo.

Nonostante le buone intenzioni la show non coinvolge e convince del tutto. La Gerini si spende molto in scena, eppure sembra non tenerla fino in fondo, mentre non di rado un po’ di noia avvolge. I monologhi sono un po’ lenti e, nelle parti cantate, come detto, l’attrice romana non è che incanti.

Il pubblico, pur non numeroso come in altre occasioni (magari per l’orario pomeridiano di questa rappresentazione festiva) pare invece gradire visti gli applausi a ogni cambio scena e la buona dose di consensi finali.

La rassegna “Palcoscenico Duemila” chiuderà i battenti il prossimo 18 aprile con Carlo Buccirosso ne “Il pomo della discordia”.