La comunicazione diseguale al tempo di Mastella: la asserita morosità del cittadino comune viene fatta sapere con nome e cognome, quelle dei consiglieri e assessori comunali no

- Opinioni IlVaglio.it

Un disguido, un sopruso o un atteggianto puntuale e corretto, tutto in ambito circoscritto. Forse la protesta di un cittadino e la replica, mediata, di un'azienda non è magari una di quelle storie in grado di catturare l'attenzione delle grandi platee, comunque, è materiale controverso (per il classico 'mi piace' o no) da social network. E, soprattutto, è un piccolo esempio (l'ennesimo) della comunicazione in città al tempo di Mastella sindaco. Attenta a ogni particolare mediatico, anche minimo appunto.

Come la missiva di un utente privato dell'acqua, nonostante gli esibiti (ai 'media') pagamenti: indirizzata al primo cittadino di Benevento e affidata agli organi di stampa con il suo contenuto un bel po' risentito ("...chiederò i danni...").

Mentre nel passato l'interlocuzione con le istituzioni ben di rado giungeva a toccare il minuto e individuale problema per un differente modus operandi, tutto concentrato sulla tetragona gestione del potere, il nuovo corso vola anche basso per lo spiccato senso della com-partecipazione che ha sempre caratterizzato il suo leader oggi sindaco del capoluogo sannita. E di tale caratteristica ha 'beneficiato' l'ambiente mastelliano venutosi a creare dopo il voto di giugno 2016.
Mutuando però pure un qual certo senso di ripicca, oltre che di comprensibile insofferenza, alle critiche. Fossero anche quelle spicciole, come in questo caso. Siano esse giustificate o meno (perché l'istituzione non può smarrire la misura).

E in una piccola storia si nasconde il piccolo dettaglio rivelatore di simile atteggiamento.

La veemenza delle argomentazioni addotte dal cittadino-utente è stata bruscamente frenata, nelle ragioni, dalla puntuale ed esaustiva replica dell'azienda locale che amministra il delicato servizio pubblico dell'acqua. Azienda però spintasi a un chiarimento superfluo in qualche passo, quando ricorda che il cittadino-utente "è stato per lungo tempo moroso per fatture emesse e non pagate per i consumi idrici". In risposta dunque al risentimento del cittadino-utente difficile non cogliere anche il risentimento dell'azienda, che ha contribuito a tratteggiare (e, c'è da immaginare, con rapidità diffusosi e commentato) un aspetto del cittadino-utente superfluo per la risposta chiarificatrice che è stata fornita.

Piuttosto: qui qualcuno si è esposto con critiche, forse eccessive e forse sbagliate, e ne ha ricavato - oltre che una documentata replica - certo pure una pubblicità non desiderata. Lì, in Consiglio comunale ed in Giunta, a proposito di morosità o comunque di ritardati e/o affrettati pagamenti rispetto a insolvenze di vario tipo, "non risultano situazioni di incompatibilità ex art. 63 del TUEL" e "solo un consigliere ha attualmente in corso due dilazioni di pagamento (una con il Comune e un’altra con la concessionaria Soget) per accertamenti e ingiunzioni fiscali TARSU". E nomi non ne sono venuti fuori.