"Le Janare tra storia e arte”, una mostra per svelare i segreti e le menzogne della misoginia

- Cultura Spettacolo di Vittorio Zollo

Si è chiusa, nelle sale espositive della Biblioteca Provinciale “Antonio Mellusi” di Benevento, la mostra “Le Janare tra storia e arte” curata da Luigi Mauta e Domenico Facchino (dell’associazione culturale Arte Litteram) e patrocinata dalla Provincia di Benevento. Attraverso l’uso di pannelli didattici, esposti con puntualità e chiarezza, è stato individuato un percorso storico, artistico, antropologico e socio-culturale che offre la possibilità di guardare più da vicino gli sviluppi iconografici che riguardano l’immagine della donna ritratta come strega, fattucchiera, maga e janara, negli scenari e nei contesti che si sono susseguiti dal ‘400 al ‘900.

Una raccolta di incisioni, dipinti, disegni, fotografie e manifesti che non solo presentano l’evoluzione dell’immagine donna/demonio ma svelano e smascherano i segreti e le menzogne di una società votata da secoli alla frequentazione della misoginia.
Opere che mostrano nel dettaglio la demonizzazione della donna; dall’immagine quattrocentesca di una donna pudica e composta, a quella spaventosa, temibile e orrenda frutto dell’inquisizione cinquecentesca.

Un lavoro di due anni e mezzo, una ricerca storico-artistica appassionata, tra i tanti libri che la Biblioteca Mellusi possiede (anch’essi esposti).

Da Durer a Goya, da Blake a Fuseli, da Klimt a Flora Borsi, la mostra è una fotografia della visione della strega nell’immaginario collettivo ma soprattutto la sua analisi critica. Un'esposizione di protesta, in cui emerge e si fa tangibile il contributo femminile delle collaboratrici Fabiana Peluso, Assunta Mauta e Luisa Paradiso.

Ignorati il folklore e le credenze popolari, si è proposto all’osservatore-fruitore la figura della donna non solo dal punto di vista artistico, ma soprattutto come figura vittima della Storia.