La Giunta Mastella salvi almeno la memoria della imbruttita Colonia Elioterapica, perché una storia ce l'ha, eccome

- Politica Istituzioni di Giovanni Festa

Per quanto sia difficile tenerla fuori da ogni discorso, non è la sede - questa - in cui discutere della qualità dell'intervento cosiddetto di riqualificazione (vedi alla voce 'PIU Europa' e più disastri) che, ancora, sta interessando al Rione Ferrovia la ex Colonia Elioterapica, in via Grimoaldo Re. Nessuno, e davvero nessuno, sarà in grado di scorgere in quella ritrovata "area sociale" (come la Spina Verde al Rione Libertà...) un sia pur minimo segno che ne rievochi la magia di luogo-simbolo della città di Benevento perché culla del movimento sportivo cittadino. E ci si può fermare qui. Praticanti di fama o semplici frequentatori, e poi autori di prestigio, hanno calpestato le mattonelle e il battuto dei campi, e la memorialistica è, per nostra fortuna, ancora oggi a più dimensioni: diretta (ma le generazioni vanno a spegnersi naturalmente) e/o mediata da qualche brillante testo letterario.

Non si può, insomma, immaginare nulla di più tipicamente "beneventano" come il processo di evoluzione del fenomeno sportivo, ma anche sociale e di costume, avviato al rione Ferrovia. Fra tanti, un solo indizio, il racconto che Mario Collarile, ancora oggi dirigente sportivo col Coni, fece cinque anni fa all'interno dell'iniziativa promossa dall’Associazione Nazionale Stelle al Merito Sportivo, sezione cittadina, chiamata “Quattro amici al bar. Le Stelle… e un caffè”.

"Il Vaglio.it" scriveva: "Un pomeriggio piacevole, poco più di un'ora trascorsa sul filo dei ricordi e del racconto di una Benevento diversa da quella attuale, dove anche lo sport ha contribuito a risollevare la città dalle macerie della seconda guerra mondiale.

Il tennis e la Colonia Elioterapica
La struttura del Rione Ferrovia è quella, per eccellenza, dove si è sviluppato, nel tempo, lo sport beneventano. “Una voragine – ha ricordato Collarile – fu aperta da una bomba. Allora la famiglia Fantozzi – che aveva una fabbrica di laterizi - decise di riempirla e creò il primo campo da tennis, dedicato ad Aldo Fantozzi, prematuramente scomparso. Organizzammo i primi corsi tecnici per le scuole: la prima volta contammo 350 ragazzi”.

Basket
La Colonia è stata anche la culla della pallacanestro. “Ebbe inizio con Dora Ievolella e Lionello Martinelli”, ha aggiunto Collarile, ricordando, insieme al pubblico presente, tanti aneddoti. Come quello dei monaci della Madonna delle Grazie che, dall’altra parte del fiume, vedevano le partite, o le gare della prima squadra femminile che giocava in pantaloncini, un fatto inusuale per l’epoca. 'Giocavano sempre, senza timore, anche sotto la pioggia'. Qualcuno ha ricordato che mancava l’acqua calda nelle docce. A sottolineare anche le ristrettezze del tempo, una battuta di Ottavio Pietrantonio, memoria storica dello sport cittadino, seduto tra il pubblico. “Ma se giocavano proprio per farsi, dopo, la doccia!
".

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Voltiamo per un attimo pagina, per piombare nel buio (dell'oblio) attuale.

Il 21 marzo scorso una nota stampa di palazzo Mosti porta a conoscenza dell'opinione pubblica che "la Giunta comunale... su proposta del sindaco Clemente Mastella ha dato indicazione all’assessore all’Urbanistica affinché si attivino le procedure per l’intitolazione di alcune strade e piazze cittadine al presidente della Repubblica Francesco Cossiga, al senatore Alfonso Tanga, al senatore Antonio Guarra, alla partigiana Maria Penna e al sacerdote don Aurelio Pulla". Che è qualcosa di diverso da quanto si legge nella Delibera di Giunta n. 53 del 30 marzo, avente ad oggetto l'intitolazione "di tre edifici comunali". Edifici, non strade o piazze.

Tralasciando la premessa, giungiamo alla proposta stavolta formulata dall'assessore all'urbanistica Antonio Reale (che è di Bbenevento, di certo) all'Esecutivo, cioè di intitolare (tra gli altri) "l'edificio Colonia Elioterapica compreso fra via Romoaldo II e via Vittorio Veneto a Francesco Cossiga".

Ora: si può ben comprendere come il sindaco Mastella abbia fra i suoi mentori politici l'ex presidente della Repubblica e decida di tramandarne il nome anche nella nostra città. Né - lo ha per esempio fatto il M5s attraverso una nota stampa di Farese e Sguera - si vogliono avanzare pregiudiziali dalle quali emana, come in questo caso citato, un insolito e antico profumo ideologico per niente patrimonio dei grillini -: "...troviamo pessima l’intitolazione di una strada ad un ex Ministro degli Interni e Presidente della Repubblica il cui ruolo in alcuni dei momenti più torbidi della storia italiana (dalla morte di Giorgiana Masi al sequestro Moro) è ancora tutto da scrivere".

Quel che è meno comprensibile è cosa abbia a che fare (che c'azzecca, si sarebbe detto in altri tempi) il nome di Cossiga, e sia detto con rispetto, con la Colonia Elioterapica. Come il nome di Cossiga si raccordi a un capitolo della Storia di Benevento scritto (e giocato) da un luogo dell'anima di questa città.

C'è una modesta 'base', ci sono studiosi, storici, semplici appassionati cui far riferimento. C'è un 'pantheon' di nomi in attesa, che avranno magari dato meno lustro alla Nazione, ma a Benevento... Insomma, forse è davvero il caso di ripensarci. Ovvero di destinare, se si vuole, davvero a una via o una piazza la designazione presidenziale e pensare qualcosa di più coerente anche per un mortificante edificato come è divetata oggi la 'nuova' Colonia Elioterapica riqualificata. Che sia fatta salva, appunto, almeno la memoria.