Sui giornali di Benevento ora si pubblicano per esteso i nomi dei suicidi, in barba al dolore delle famiglie e alle regole deontologiche

- Cronaca IlVaglio.it

Con sgomento e rabbia, abbiamo letto nuovamente oggi sugli organi di informazione sanniti dettagliati articoli su dei suicidi, enfatizzati dal fatto che nelle scorse ore se ne sono verificati due. Articoli che possono far identificare le persone protagoniste del gesto. La linea editoriale del Vaglio.it., in perfetta solitudine da queste parti ma in osservanza delle regole deontologiche, è di non darne conto, a meno che il suicida non svolga una particolare ruolo pubblico nella società per il quale il sacrosanto diritto alla riservatezza oltre che l'umana pietas debbano purtroppo cedere il passo. In aggiunta, non ne scriviamo perché c'è sempre il rischio che insistere a pubblicare articoli su questo argomento sui giornali possa essere pericoloso nei confronti di personalità che corrono questo rischio.

Ne abbiamo scritto altre volte, in particolare il 27 gennaio 2015 (clicca per leggere) e da ultimo in data 3 novembre 2016 (clicca per leggere). Non è servito a niente: in un articolo comparso stamane a Benevento si è arrivati a identificare i due suicidi anche e addirittura con il nome e cognome, per esteso!

Non ho più parole, per esprimere lo sdegno e la rabbia. Ma non mi do per vinto e insisto, anche per far sapere che ci sono ancora giornali che rispettano il dolore dei familiari (dei figli, su tutti) e degli amici coinvolti. Dovrebbero essere gli organismi della categoria a intervenire ma, da anni, invano aspettiamo che l'Ordine dei giornalisti di Napoli lo faccia.

Ma, dicevamo, fortunamente quel che qui nel Sannio accade non è la prassi. Ed ecco perché, più che continuarne a scriverne noi del Vaglio.it, riportiamo di seguito integralmente quanto pubblicato dal Consiglio dell'Ordine dei Giornalisti della Toscana, sul proprio sito online, fin dal 19 marzo 2012. Sperando, forse vanamente, che ci si trovi di fronte a un andazzo del genere per ignoranza e non per una precisa volontà di fare maggiore audience, in barba alla deontologia professionale e soprattutto al rispetto delle altrui sofferenze.

CONSIGLIO DELL'ORDINE DEI GIORNALISTI DELLA TOSCANA : "Con sempre maggior frequenza, sui mezzi di informazione toscani vengono trattati i casi di suicidio con insufficiente attenzione al dovuto rispetto a cui hanno diritto le persone che decidono, con un atto estremo, di risolvere il dramma che stanno vivendo.

Le norme deontologiche indicano chiaramente le cautele con cui devono essere esposti questi casi per non provocare dei fenomeni di emulazione: ci sono dati dell'Organizzazione mondiale della sanità che dimostrano in modo chiaro che parlare dei suicidi fa aumentare il numero delle persone che decidono di togliersi la vita. E raccomandano anche la necessità di tenere al riparo da un’inutile e crudele pubblicità i familiari e i parenti già provati da un così forte dolore.

Per questo, a parte pochi, straordinari casi nei quali il diritto e il dovere di cronaca prevale sul rispetto della privacy, non devono essere divulgate le generalità di chi ha deciso di togliersi la vita e altri particolari che rendano il suicida identificabile, nel pieno rispetto della persona, che è uno dei cardini della professione, come ricordano i principi della Carta dei doveri del giornalista.

Nei casi in cui prevale il diritto-dovere di cronaca sarebbe comunque utile ricordare i servizi che offre il territorio per aiutare chi vive situazioni di estremo disagio.

Il consiglio dell’Ordine dei giornalisti della Toscana, che è tenuto ad aprire procedimenti disciplinari nei confronti dei colleghi che violano le norme della deontologia, raccomanda quindi la massima attenzione nel trattare notizie di questo genere. A questo proposito, l’Odg toscano ha anche realizzato un breve video, reperibile sul sito www.odg.toscana.it, sulla pagina Facebook dell’Ordine e su You Tube, dedicato a questo argomento.