L'Asia, Il Comune, l'ex laser: i rifiuti da problema possono diventare ricchezza da sfruttare. La strada da seguire

- Politica Istituzioni di Pompeo Nuzzolo

Rinviare, ad altra seduta del Consiglio Comunale di Benevento, l’ordine del giorno sul bando di gara per la vendita dell’immobile denominato ex Laser, nel quale è stato installato l’impianto di vagliatura per la valorizzazione dei rifiuti, è un segnale positivo per affrontare con la nuova direzione dell’Asia, di prossima nomina, il problema rifiuti.

La soluzione prospettata nel mio ultimo intervento sul Vaglio.it, praticamente un invito a riflettere sull’opportunità di trovare una soluzione diversa dalla vendita dell’immobile ex Laser, è quella che mi è parsa più coerente con lo stato di fatto creato dalla politica in “sintonia” con la normativa nazionale e della Regione Campania.

C’era inoltre un invito a valorizzare i rifiuti, non solo per utilizzare l’impianto di vagliatura già esistente,ma anche per trasformare i rifiuti in una ricchezza attraverso la loro vendita. Il sistema adottato, porta a porta, serve per differenziare i rifiuti e valorizzarli, vendendoli agli operatori che li riutilizzano.

Anche il presidente dell’Asia riteneva i rifiuti una ricchezza. In una intervista rilasciata alla Gazzetta di Benevento così si esprimeva: ”Ovviamente, c'è anche il rovescio della medaglia visto che l’anno 2011 ci ha visto chiudere con perdita di bilancio ma questo solo perché altri lavorano il nostro 'raccolto' ricavandone un grande profitto economico: usando una metafora, siamo come i raccoglitori neri di cotone della 'Capanna dello zio Tom'.
Raccogliamo e basta non traendo frutto e profitto dai rifiuti che, invece, se adeguatamente lavorati, sono una vera e propria ricchezza!”

L’ex Laser era ed è un impianto di vagliatura e non si comprende perché non sia stato usato, né si comprende se almeno il rifiuto non vagliato, ma differenziato, sia stato valorizzato, per cifre inferiori, attraverso gare pubbliche per la vendita.

Il rinvio dell’ordine del giorno a una prossima seduta di Consiglio manifesta la riflessione sull’uso dell’impianto e sulla necessità di commerciare i rifiuti.

Il progetto che si dovrà redigere non potrà che partire dalla realtà in cui versa il servizio rifiuti sull’intera provincia, dalle normative esistenti e, infine dalla natura in house dell’azienda 'Asia'.

Parto da quest’ultima. La normativa regionale consente la creazione di un sub ambito che potrebbe coincidere con l’area di servizio dell’Asia, anzi deve coincidere con il territorio del Comune di Benevento perché essa è una società in house. Le società in house possono svolgere il servizio solo per il comune che può detenerne le azioni ed esercitare il potere analogo che, dal Consiglio di Stato, è così definito:” il controllo analogo è un controllo non di matrice civilistica, assimilabile al controllo esercitato da un maggioranza assembleare, bensì è un controllo di tipo amministrativo, paragonabile ad un controllo di tipo gerarchico. (…) I controlli devono essere al tempo stesso sugli organi, e quindi strutturali, e sugli atti, ovvero sulle azioni e sui comportamenti (cfr. già la sentenza del Consiglio di Stato, sez. V, 6 maggio 2002, n. 2418): sugli organi nel senso che l'ente locale deve avere il potere di nomina e revoca quanto meno della maggioranza dei componenti degli organi di gestione, di amministrazione e di controllo; sulla gestione nella misura in cui l'ente affidante, oltre al potere di direttiva e di indirizzo, deve avere anche il potere di autorizzare o di annullare quantomeno tutti gli atti più significativi della società (…)”.

L’attenzione ricevuta, rectius dovuta, dal legislatore, con la possibilità di creare un sub ambito, non è solo un privilegio ma è anche un limite, non può espandersi se non attraverso l’allargamento della compagine sociale possibile solo per i comuni che entrando conferiscono il servizio.

Dati i costi dell'Asia è difficile ipotizzare che un comune che ha costi più bassi possa decidere di entrare in essa. Perderebbe gli elettori. Ha ragione quindi il sindaco Mastella quando fa riferimento ai costi eccessivi.

A breve termine, per ciò, l’acquisizione di nuovi comuni appare difficile. L’inserimento di un soggetto privato, invece, porterebbe all’azienda una maggiore efficienza e produttività, ma renderebbe più difficile il disegno regionale e priverebbe la società del vantaggio dell’affidamento diretto del servizio.

Un escamotage potrebbe risiedere in un affidamento del servizio all’Asia per un termine lungo, nei limiti del consentito, per successivamente aprire al privato e recuperare risorse per pagare i debiti del Comune di Benevento.

Il tempo perso comunque ha un costo che i cittadini dovranno continuare a pagare per un periodo non breve, anche con la presenza del soggetto privato.

L’affidamento della gestione dell’impianto di vagliatura alla società provinciale (Samte), se gestita correttamente, permetterebbe ai comuni di stabilire un rapporto stabile per valorizzare il secco della raccolta differenziata.

Credo, ma è una mia idea, che gli impianti, le piazzole di sosta, quelle dei cassonetti, dovrebbero essere trattati come una rete di proprietà pubblica e dati in concessione temporanea (per la durata dei contratti). La proprietà pubblica della rete consente maggiore competizione negli affidamenti dei servizi e possibilità di organizzazioni diverse per operatori economici che volessero entrare nel mercato dei rifiuti liberalizzati.

Differenziare i rifiuti senza venderli è sì un esercizio nobile, educativo, ma di poco pregio. Affidare a terzi la vagliatura in presenza di un impianto si è rilevato poco conveniente. I cambiamenti che verranno, con la costituzione dell’Ato e l’attivazione degli impianti, produrranno raffronti fra prezzi e qualità del servizio che creeranno difficoltà nei rapporti fra cittadini e amministratori.

Il piano regionale dei rifiuti e il contesto entro cui si muove la sua attuazione sollecitano la politica a cambiare i suoi comportamenti e a relazionare le scelte del management in relazione ai progetti e ai fini che vuol raggiungere.

A partire da alcuni punti fermi, nel rispetto di alcune condizioni esistenti, anche di natura sociale, l’evoluzione del servizio potrà competere anche con quelli esistenti in altre regioni, Lombardia, Emilia, a condizione che ci siano idee, progetti reali, coerenti con le risorse finanziarie, e minore clientelismo.