Il potenziamento dell'ufficio tributi sbandierato da Mastella è fallito subito dopo l'annuncio. E l'ex sindaco Pepe senza remore fustiga...

- Politica Istituzioni IlVaglio.it

Disseminati in un paio di articoli del Mattino a cavallo delle festività pasquali, alcuni indizi instradano il lettore offrendogli almeno qualche elemento di comprensione del ritiro del "punto all’ordine del giorno relativo all’affidamento del servizio d’accertamento e riscossione dell’imposta comunale sulla pubblicità e dei diritti sulle pubbliche affissioni, della tassa occupazione spazi e aree pubbliche e del servizio di riscossione coattiva delle entrate comunali" nell'ultimo Consiglio comunale di Benevento, del 14 aprile. La citazione dalla nota stampa di palazzo Mosti non fa ovviamente giustizia della chiarezza, ascrivendosi la comodità di celare il motivo della decisione all'opinione pubblica, come non avviene, invece, quando si tratta di sponsorizzare attività e iniziative di assessori e sindaco. Solo un'anonima necessità di "ulteriore approfondimento in Commissione Finanze" rivela Gazzetta di Benevento, di solito molto interessata alle cronache consiliari.

In pratica, si ritorna al passato e, ne è certo Il Mattino, "riparte la gara" bandita per l'affidamento del servizio di accertamento e riscossione delle imposte locali. Accantonata dopo qualche distinguo avanzato da Forza Italia attraverso il consigliere comunale Capuano.

E questo elemento si lega in particolare agli indizi di cui si diceva, cioè all'inutilità di quella "opera di potenziamento dell'area Tributi" sbandierata da palazzo Mosti a novembre 2016. "E' stato preso atto - ha scritto una prima volta Il Mattino - che, tra il personale trasferito, diversi dipendenti, in virtù di prescrizioni mediche, non potevano effettuare quel tipo di lavoro, altri cinque sono al 50%". Qualche giorno dopo, intervistando Fausto Pepe - giusto per parlare di corda in casa dell'impiccato -, il quotidiano riporta queste sue parole: "Sul fronte delle entrate la situazione è addirittura peggiorata. Difatti la manovra ipotizzata da Mastella, di spostare personale all'interno dell'ufficio tributi, 11 dipendenti che avrebbero dovuto migliorare le entrate tributarie, è completamente fallita".

A proposito: Pepe fa i conti in tasca all'amministrazione Mastella e denuncia "cinque milioni in meno di entrate tributarie" nel confronto fra 2016 e 2015. Ed è lo stesso Pepe che reggeva le sorti del Comune quando (ottobre 2014), ad esempio, la media di recupero dell'evasione delle imposte locali nel quinquennio fino al 2012 era del 54,7%. O che dichiarava (maggio 2013): "Da oggi il nostro ufficio tributi, che prima era totalmente inesistente, diventerà la nostra banca in deroga. Ci dobbiamo far carico di snellire la massa debitoria". Dichiarazione magari un po' avventata se l'ufficio tributi ("la cui valenza strategica è universalmente riconosciuta, tanto da essere considerato di vitale importanza per le finanze del Comune") ritratto dalle organizzazioni sindacali a marzo 2016, sempre con il sindaco Pepe, "risulta essere, ormai da tempo, abbandonato al proprio sventurato destino".

In meno rispetto al sindaco Mastella, dunque, Pepe vanta il tentativo di riforma dell'ufficio attraverso appunto l'iniezione di personale e un conseguente fardello di complessiva inefficacia che ha vanificato lo sforzo prodotto da pochi nelle difficili condizioni descritte.

Al di là dei tecnicismi sulla percentuale dell'aggio del futuro gabelliere per il Comune, comunque ci troviamo - grazie alle 'rivelazioni' del Mattino ed alle parole dell'ex sindaco Pepe - dinanzi ad una strategia di gestione del personale destinato all'Ufficio Tributi rivelatasi improduttiva, soprattutto quando si apprende, con precisione e sorpresa, di impedimenti da prescrizioni mediche e/o un non meglio specificato servizio al 50%. Messa così dal giornalista, all'Ufficio Tributi sono stati destinati elementi che non dovevano esserlo per quei limiti ricordati appunto nell'articolo e che, se conosciuti dal giornalista, dovevano essere conosciuti agli esecutori dei provvedimenti di "potenziamento". E allora, perché è stata messa in moto una macchina che si è spenta, all'insaputa dei cittadini naturalmente, dopo aver ingranato la prima? E, più ad ampio raggio, la gestione del personale del Comune di Benevento è affrontata davvero in modo così poco oculato?