Interruzione gravidanza: criticità persistenti ma apertura del dialogo al 'Rummo'. E sulla propaganda del CAV nell'ospedale...

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Scrive la la rete Non una di meno BeneventoMercoledì 19 aprile ha avuto luogo l’incontro tra la rete Non una di meno Benevento e il Direttore Sanitario dell’Ospedale Rummo di Benevento Dott. Mario Iervolino insieme al Direttore dell’unità complessa di Ostetricia e Ginecologia Dott. Gennaro Trezza. La richiesta d’incontro era stata avanzata l’otto marzo, in occasione dello sciopero globale delle donne, per chiedere chiarimenti sull’espletam: ento del servizio di interruzione volontaria di gravidanza svolto all’interno dell’azienda sanitaria, che per mancanza di personale non obiettore era stato sospeso.

Il Direttore Sanitario ci ha subito mostrato il protocollo d’intesa con l’Azienda Sanitaria Locale che ha ripristinato il servizio di IVG. Il documento “ha lo scopo di incidere sul concreto miglioramento dell’offerta assistenziale e renderla omogenea sull’intero territorio provinciale”, non solo sull’assistenza materno infantile (inclusa IVG) ma anche su altri percorsi, malattie e reti.

Il Primario Dott. Trezza ci ha illustrato tutto l’aspetto specifico chiarendoci le modalità, i tempi e le tecniche abortive utilizzate. Il servizio, garantito dallo specialista dell’ASL Dott. Minutolo per un totale di dodici ore settimanali, viene espletato il martedì (6 ore), dedicato ai colloqui, ed il venerdì (6 ore), giornata invece riservata alle interruzioni.

Per la gestione di tempi di attesa certificato/intervento si dà priorità in base all’epoca gestazionale. Quanto al metodo abortivo utilizzato si ha netta prevalenza dell’aborto per aspirazione, se non ci sono altre indicazioni medico-chirurgiche. Senza grande sorpresa da parte nostra, il primario Trezza, ci ha confermato l’impossibilità per le donne di ricorrere al metodo farmacologico, non avendo ancora una farmacia locale autorizzata dalla Regione Campania ad avere la pillola abortiva RU-486.

Altre soluzioni per potenziare il servizio di IVG con personale interno non obiettore non sono prese in considerazioni al momento. Soprattutto per la situazione attuale di riorganizzazione della Sanità della Regione Campania, che si ritrova da quattro settimane anche con il commissario Joseph Polimeni dimissionario.

A questo punto abbiamo fatto presente che le donne, oltre a dover far fronte a un servizio nei fatti ridotto, si trovano in balia di informazioni scarse o datate, fornite dall’azienda tramite il suo sito web, chiedendo nel contempo se ci siano in cantiere modalità o regolamenti per determinare la partecipazione attiva dei cittadini alla politica sanitaria attraverso Consulte Sanitarie o Audit Civico, come previsto dall’Atto Aziendale firmato lo scorso dicembre 2016.

Per concludere abbiamo rilanciato la verifica della legittimità della presenza dell’Associazione Centro Aiuto alla Vita all’interno del presidio ospedaliero, verificando carte e convenzioni che dovrebbero disciplinarne la presenza e di prendere provvedimenti immediati sulla rimozione dei lori cartelli pubblicitari sia all’interno della sala di attesa del Reparto di Ostetricia e Ginecologia sia presso la loro sede sociale, giacché si ritrova all’interno di una struttura pubblica.

L’apertura al dialogo e la disponibilità dimostrata dall’assetto istituzionale sanitario hanno garantito un confronto reale con il nostro interesse collettivo ad appurare l’attuazione della legge 194/78 al fine di constatare la qualità delle prestazioni erogate. Un piccolo passo di un percorso che non consente rallentamenti e distrazioni. Non possiamo rinunciare a chiedere e ad immaginare una politica sanitaria diversa e libera per tutti.