Lentamente muore... Benevento, mentre amministratori e consiglieri comunali si beccano e s'incolpano, spaventati dal rischio di un anticipato ritorno a casa

- Politica Istituzioni IlVaglio.it

Si va in affanno anche soltanto a leggere l’insieme di minuti o approssimativi accadimenti che hanno condotto palazzo Mosti ad anticipare dall’8 a oggi giovedì 4 maggio l’importante seduta di Consiglio dedicata all’approvazione dell’ipotesi di Bilancio stabilmente equilibrato, primo passo per ottenere dal Ministero dell’Interno una sorta di agibilità economica al... sommesso fine di amministrare la città dopo il tormentato e polemico dissesto finanziario deliberato a gennaio scorso.

Una rapida scorsa degli articoli dedicati al balletto della convocazione dell’Assise è sufficiente, infatti, per favorire la cefalea anche nei soggetti più refrattari, quelli senza testa. Ci si imbroda fra Commissioni convocate, incartamenti in perenne girovagare e senza la meta prefissata (i consiglieri), emendamenti da presentare in diretta…

Amenità politiche, tutto sommato, che intasano solo i corridoi dei commenti incrociati fra le parti ma sorvolano amabilmente l’interesse pubblico, quello dei cittadini paganti per assistere allo spettacolo dell’indecisione su cosa avrebbe potuto comportare il mancato rispetto del termine per l’approvazione di tale ipotesi di Bilancio, prima bellamente valicato - come testimonia la comunicazione di palazzo (Mosti) che collocava il Consiglio all’8 maggio - nella logica di un presunto male minore (un ‘richiamo’ del Prefetto), poi prontamente rispettato per “motivi di urgenza”, come testimonia sempre una comunicazione di palazzo giunta ad informare gli spettatori allibiti ma non sorpresi da tale disinvoltura sulla collocazione dell’assemblea al 3 maggio.

E’ dunque più che probabile, conoscendo la stoffa degli amministratori pro-tempore che la città di Benevento si è data (magari, a sua insaputa…), che la madre di tutto il decisionismo mostrato tra la nota stampa del 28 aprile e quella del 3 maggio dal Presidente De Minico sia stata l’incertezza: decadrà e quindi verrà sciolto il Consiglio se il termine dei 90 giorni dalla nomina della Commissione straordinaria di liquidazione (3 febbraio) non viene approvato lo strumento contabile? Insomma, si poteva mai correre il rischio di un anticipato ritorno a casa?

Il resto è tutto un rotolare di chiacchiere e soprattutto una testimonianza di impotenza, con un Mastella di qua che si lamenta con i “suoi assessori sul ritardo della consegna di carte”, con gli assessori di là che si “sono giustificati dicendo: ‘Ma i dirigenti non ci danno le carte!’ (si legge su Sannio Report)”, col presidente De Minico che suggella “la scarsa solerzia da parte della dirigenza comunale” ventilando addirittura un atteggiamento intransigente, nel futuro: “Chiederò al segretario generale che vengano presi provvedimenti nei confronti di questi alti funzionari e se ci sono le motivazioni arriveremo fino alle censure ed al licenziamento (scrive Gazzetta di Benevento)”. Quando si dice una politica debole, nel presente.