Fortunati quegli uomini che sanno apprendere dalle proprie sconfitte! Di Mastella, delle scommesse, dei moralisti e dei forti che sanno dire: "Ho sbagliato"

- Opinioni di Carlo Panella
Immagine di repertorio
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Uno dei pochi insegnamenti che danno i tavoli di poker, se fosse appreso da chi li frequenta e più in generale compreso nella sua portata, non solo dai giocatori, aiuterebbe a vivere molto meglio. E così riducibile: "Il brutto non è quando perdi, ma quando provi subito a rifarti". Sottolinea l'importanza di trarre prima e a fondo tutte le lezioni che ogni sconfitta impartisce, al tavolo come nella vita, analizzando con calma l'accaduto e, solo poi, valutare se, quando e come riprovarci. Avendo avuto modo intanto di apprendere che, quando si azzarda, innanzitutto si può perdere.
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Tale insegnamento è trasferibile anche nella vita pubblica, nel caso nostro, nella polemica, infuriata sui social network, per l'inaugurazione a febbraio di una sala scommesse, alla presenza del sindaco di Benevento Clemente Mastella, e benedetta dal vicevescovo, monsignor Pompilio Cristino. I fatti sono noti: per i pochi che non abbiano visto ancora il servizio della trasmissione "Le Iene" questo è il link.

Quanto mostrato dalla tv berlusconiana era già apparso sui giornali locali, in più ci sono le risposte del prelato, prima autoassolutorie e, finalmente, autocritiche. In calce a questo articolo qualche link di quanto pubblicato dal Vaglio.it a marzo.

Quanto diffuso, oltre un mese dopo, dalle "Iene" ha avuto un'eco notevolmente maggiore qui nel Sannio. Non stupisce chi ha qualche rudimento della materia: che il mezzo (di comunicazione) sia il messaggio è già stato scritto 50 anni fa. Stavolta il provincialismo beneventano, a motivare la maggiore audience alla notizia, è solo un corollario...
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E allora Mastella che prima, il 17 gennaio, fa approvare una delibera di Giunta contro le ludopatie e poi va a inaugurare una sala scommesse ha sicuramente perso. Se avesse saputo apprendere da tale sconfitta, avrebbe dovuto limitarsi a dire: 'Ho compiuto un errore. Sono stato superficiale. Mi hanno chiesto di inaugurare una nuova attività commerciale, non ho badato a informarmi bene di cosa si trattasse, come un sindaco deve fare, e sono incappato in questo infortunio. Non lo rifarei, non lo rifarò".

Si perde al tavolo e, mentre ci si lecca le ferite, si medita sulla sconfitta patita per l'azzardo compiuto nell'inadeguata vagliatura, in questo caso, dell'invito ricevuto. E quindi si evita di provare subito a rifarsi, negando la gravità della sconfitta o, addirittura, la stessa, evidente perdita, aggiungendo un altro effetto negativo.

Anche il vicevescovo, come appare dal servizio di Mediaset, sulle prime, aveva provato a minimizzare, ma alla fine, pressato, saggiamente ha capito che poteva/doveva scusarsi. Mastella, invece, visibilmente infastidito, ha tagliato corto con l'interlocutore incalzante, definendolo. letteralmente uno stronzo. Aggiungendo così l'aggravante d'un atteggiamento sprezzante verso chi gli imputava la solare contraddizione, dopo aver inutilmente provato a nascondersi dietro scuse inconsistenti, del tipo quella che quell'esercizio commerciale, oltre a raccogliere scommesse e proporre all'avventore tante slot machine (notorie macchine mangiasoldi), offra anche altri e non rischiosi servizi.
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Detto il dovuto, in chiusura va anche aggiunto, di fronte ai tanti leoni da tastiera e inflessibili moralizzatori, che la risposta del "negare sempre e comunque l'addebito" o di sminuire pur non di ammettere l'errore, non è caratteristica del solo Mastella, ma della stragrande parte dei politici. Perché sono strutturalmente deboli e precari là dove provvisoriamente sono stati messi, dal popolo che vota o da altri come loro, per nomina.
Di più: è caratteristica umana, molto più generale; nella vita di tutti giorni quante persone conosciamo, così forti, da sapere ammettere i propri errori? E quante di più che invece, proprio perché al fondo fragili e insicure, li negano o, peggio, aggrediscono chi gliene chiede conto?
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In secondo luogo, non va mai dimenticato di aggiungere che queste sale per giochi costosi e per scommesse operano nella legge, sono autorizzate e non sono certo bische clandestine. E, come quella inaugurata a febbraio, ce ne sono tante altre a Benevento, stando al servizio della trasmissione televisiva, tra le città italiane più inclini a spendere in tal modo i propri averi. E non si riscontrano solitamente frotte di beneventani in giro (o anche solo online) a protestare.
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Mastella, dunque, accetti la sconfitta. E benché, gli possa costare, semmai provi a selezionare, a evitare una qualche ribalta, con telecamere e fotografi, purché possa apparire.

Non si scappa: o si augura successo a una sala scommesse oppure lo si augura a chi si batte affinché in essa non ci si entri!
Nella sua vita politica, è vero, è andato muovendosi da una parte a quell'opposta, dal centrodestra al centrosinistra, ma, capperi, lo ha fatto alternativamente. Farlo contemporaneamente, non è proprio possibile. E' finanche più difficile di avere in mano una scala reale servita o di fare sei al Superenalotto...

http://www.ilvaglio.it/article/5178/politici-e-societa-di-scommesse-mastella-sferzante-rincara-la-dose-contro-il-m5s-e-chiama.html

http://www.ilvaglio.it/article/5189/corona-mastella-il-gioco-d039azzardo-e-la-polemica-con-i-due-gruppi-del-m5s.html

http://www.ilvaglio.it/article/5195/pellegrino-mastella-replica-a-quanto-dichiarato-da-endrizzi-e-dal-m5s.html