Digestore, compostiere, trattamento dell'organico: Benevento e il Sannio continuano a perdere terreno e a impoverirsi non programmando in materia di rifiuti

- Politica Istituzioni di Pompeo Nuzzolo
Un digestore aerobico
Un digestore aerobico

Con la delibera n 123/2017, la Giunta della Regione Campania ha assegnato, per realizzare impianti per il trattamento della frazione organica, chiamato digestore anaerobico, 190 milioni di euro ai territori delle provincie della Campania, con esclusione della provincia di Benevento cui non è stata attribuito alcun euro nonostante la nota e vantata filiera istituzionale, cioè l’appartenenza della maggior parte dei comuni sanniti al partito che governa la Regione Campania.
Come mai non ha funzionato la filiera istituzionale?
E’ forse il comune capoluogo, insieme a tutti gli altri comuni della Provincia, inviso al governo regionale?

Credo, che non sia niente di tutto questo, ma forse il semplice fatto che non sia stata presentata una istanza con l’indicazione del luogo dove costruire l’impianto, in risposta al bando pubblicato il 12 maggio 2016.

Sembra che il Sannio sia condannato all’arretratezza per gli impianti riguardanti gli interventi ecologici, leggi depuratore, perché non riesce a programmare un impianto relativo allo smaltimento dei rifiuti organici, per i quali spendiamo cifre notevoli in euro, portando i medesimi fuori provincia, garantendo così l’occupazione in altri territori e assecondando l’emigrazione dei giovani sanniti.

La programmazione non riguarda solo l’individuazione del sito ma la dimostrazione che l’uso dell’impianto possa lavorare una massa di rifiuti tale da giustificare l’investimento.
***
C’è un'altra notizia interessante che la delibera ci fornisce. La Repubblica Italiana versa all’Europa 120 mila euro al giorno di sanzione per non essere in regola, con le direttive europee, nella gestione dei rifiuti in Campania (causa C653/13). Gli impianti finanziati servono ad eliminare la sanzione o, forse, solo a diminuirla. Teora, paesino dell’Irpinia ha ricevuto 12 milioni, mentre Chianche, forse più piccolo, comune Irpino, ma per vicinanza geografica quasi beneventano, 24 milioni.

Quali siano stati i motivi per i quali la provincia di Benevento non abbia ricevuto alcun finanziamento non è dato sapere ufficialmente, ma si possono ipotizzare: incapacità o ritardi nella programmazione, scelta strategica non effettuata, non conoscenza delle moderne tecnologie, o più semplicemente distrazione?

L’unica cosa certa risiede nel fatto che la raccolta differenziata vuole, anzi pretende,oltre ad altri impianti, un digestore sia esso aerobico o anaerobico, ma preferibilmente aerobico. Ci sono impianti che producono metano da inserire nella rete di distribuzione cittadina senza produrre alcun cattivo odore.

L’unico modo per eliminare il pagamento di 120 mila euro al giorno di sanzione, dunque, è realizzare il ciclo integrato dei rifiuti la cui filosofia è smaltire i rifiuti nel luogo in cui si producono. Il principio non è rigido perché ci sono impianti, per esempio il termovalorizzatore, che hanno bisogno di una platea di abitanti più grande di quella residente nella provincia di Benevento.

Ma chiedere i finanziamenti per gli impianti presuppone che sia stato individuato un percorso che garantisca la massa critica dei rifiuti necessari a rendere produttivo l’impianto, cosa che giustifica la sua costruzione. La natura della società, in house o a capitale misto, la presenza dell’Ato o la sua assenza, non impediscono la configurazione del percorso da intraprendere per la costruzione degli impianti, ciò che cambia sono i contenuti delle relazioni fra enti (i comuni) e soggetti privati, per segmenti di servizi possibili.
***
Il bando pubblicato, recentemente, dalla Regione Campania per i contributi da concedere per lo smaltimento dell’organico per l’acquisto delle compostiere di comunità non è in contraddizione con i finanziamenti per gli impianti generali di cui al bando non partecipato dai comuni della provincia di Benevento; le compostiere hanno funzioni diverse e si rivolgono a situazioni e sensibilità diverse, ma comunque non possono sostituire, a mio avviso, gli impianti industriali.

Benevento deve dialogare con gli altri comuni e con le realtà esistenti tenendo ben presente che, nemmeno se facessimo il 101% di raccolta differenziata, senza risolvere il problema dello smaltimento, non potremo eliminare la sanzione impostaci dall’Europa, oltre al fatto che non trasformeremmo il servizio in una attività economica creatrice di posti di lavoro e di reddito.

Ci sono però, a fianco alle criticità evidenziate, alcune certezze. Nel caso in cui il comune di Chianche riuscisse a realizzare l’impianto per lo smaltimento dell’organico, con alte probabilità i comuni beneventani limitrofi chiederebbero, per ovvi motivi di economicità, di essere inclusi nell’ambito di Avellino, abbandonando così l’ambito di Benevento, per confermare la vocazione della provincia di Benevento a chiudersi all’interno delle mura longobarde e per rafforzare la l’emigrazione in altri territori.

Un’ultima informazione riguarda la via Appia. Sabato scorso sono stato a Santa Maria Capua Vetere per visitare l’anfiteatro romano da cui partì la rivolta di Spartacus. Per fortuna, siccome era il giorno dell’Appia day, non solo non ho pagato il biglietto, ma ho anche fruito delle guide che mi hanno accompagnato nei vari luoghi di interesse storico. All’iniziativa, svoltasi per la prima volta, hanno aderito alcuni comuni campani attraversati dalla via Appia, Capua, Maddaloni e altri. Valutare di aderire all’iniziativa per gli anni a venire credo che per Benevento sia opportuno.