Play off sì, play off no: la prima stagione del Benevento in Serie B sicuramente è già stata un successo

- Opinioni IlVaglio.it

Dopo sarà più semplice, perché sarà stata tracciata una riga e tirata la somma. Dopo sarà nella tarda serata di oggi 18 maggio, quando - esauriti gli ultimi, estenuanti, novanta minuti - sarà risuonato un triplice fischio, saranno andati a riposare gli occhi delle telecamere, l'aria della notte avrà mandato in dissolvenza schermi e disperso parole. Forse è più giusto tracciarlo 'prima' (ma solo in apparenza), un sintetico bilancio. Prima che la stagione regolare lunga 42 partite - forse tante, come troppe le squadre - sia consegnata agli archivi.

Il debutto del Benevento nel calcio che 'più' comincia a contare, dopo il lungo purgatorio delle serie inferiori (anch'esso però mai privo di sensazioni: dalla delusione al sollievo, dall'anonimato al protagonismo) non può che aver soddisfatto il palato del tifoso: è venuta fuori una storia in tanti capitoli, sempre avvincente. Fatta di brillanti pagine ma anche di passaggi a vuoto, che mai - però - hanno favorito la noia del lettore. Una di quelle storie che consumano attese e aspettative nello svolgimento della trama piuttosto che svelarsi all'ultimo rigo.

Per questo, nell'immediata vigilia dell'ultimo atto di torneo e dell'auspicabile sua appendice, va detto che la squadra e la società giallorosse, messe alle spalle timidezze di impatto, hanno fra fisiologici alti e bassi, fra buona sorte e recriminazioni, superato a pieni voti l'esame della serie cadetta. La stagione, insomma, va guardata a ritroso (partendo quindi dagli obiettivi che ci si era dati ad agosto) e alla fine contrassegnata come "vincente", nell'unico senso sportivo attribuibile al termine e che il costume calcistico troppo spesso respinge: un campionato brillante, fatto più di successi che di sconfitte, in grado di divertire e appassionare il pubblico, condito infine da una posizione di classifica piuttosto alta a riprova di economie societarie non sprecate in sede di mercato.
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E, dovessero arrivare (e tutto congiura perché ciò accada), dopo ci sono solo i play-off. Cioè tutta un'altra storia. Una storia alla quale il calcio guarda con troppa timidezza sempre per via del consolidato "costume" del girone all'italiana e della difficoltà del tifoso a comprendere il meccanismo del rimettersi in gioco. Adrenalina, psicologia, forma fisica, aggiustamenti tattici, sangue freddo e... momento giusto: fra le vincenti viene eletta quella capace, dopo il lungo calendario alle spalle, di raggiungere l'equilibrio perfetto fra tutte le ricordate componenti. Se ne riparlerà.