E siamo al terzo ex assessore in meno di un anno: anche la vicesindaca Mazzoni in uscita dalla Giunta Mastella

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Erminia Mazzoni
Erminia Mazzoni

I sussurri dei corridoi sono cresciuti fino alle grida giornalistiche, con Mattino e Sannio Quotidiano di sabato 10 giugno, che riportano (parlandone al presente) della "rottura al Comune" e dell'estromissione di Ermina Mazzoni dalla Giunta comunale di Benevento, a opera ovviamente del sindaco Clemente Mastella. Nella sostanziale certezza che emerge dagli articoli di entrambi i quotidiani (lo scenario: la seduta di Giunta; le parole pronunciate: si è interrotto il rapporto fiduciario; il motivo: le ambizioni di candidatura alle politiche per la vicesindaca; il provvedimento immediato: il sindaco avoca a sé la delega sulla programmazione comunitaria e fondi europei), muta solo la modalità d'uscita: dimissioni o revoca. Conta poco, invero, dato che verrà raggiunto identico risultato, alla fine: posto libero nell'Esecutivo, un paio di cariche da attribuire (vicesindaco e assessore), nuovi appetiti da soddisfare, nessuna moderazione posta in campo da chi nutre ambizioni e aspettative perché ovviamente tutti si ritengono all'altezza del compito. Allegria...

Alle 15.55 del medesimo sabato l'ufficio stampa del Comune ha provato a mettere la seguente (incredibile, onirica) pezza: "Si rende noto che il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, ha ricevuto stamani una nota del vicesindaco Erminia Mazzoni, ne ha preso atto e deciderà di conseguenza".

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Nella settimana che ha visto pavesato di giallorosso persino il proprio bagno di casa, la politica cittadina ha deciso dunque che non era il caso di lasciarsi soffiare la prima pagina da una sfera di cuoio finita in rete evocando assonanze di straordinario pregio sportivo (Puscas, non Puskas) e, di conseguenza, con la consueta torsione verso il basso, ha offerto ancora spettacolo di sé. La cui qualità ognuno può valutare.

Secondo quanto riferito dai due organi di stampa, le strade di Mastella e Mazzoni tornano a dividersi per la mancata dedizione alla sola causa amministrativa richiesta dal sindaco alla sua vice, intenzionata a quanto pare a non lasciarsi sfuggire l'occasione, dovesse esserle offerta un'opportunità, di tornare nel Parlamento nazionale (a settembre? alla scadenza naturale della legislatura, nel 2018? - boh...). Come andrà a finire interessa poco, anche se giusto un paio di considerazioni si impongono.

Mazzoni sarebbe, a poco più di un anno dall'insediamento della nuova amministrazione (e meno male...), il terzo assessore a lasciare l'esecutivo di palazzo Mosti (33%, per restare alle cifre: non poco), per la terza causa diversa, in un contesto - però - del tutto riconducibile alla regola non scritta della lesa maestà del capo. Un contesto cioè di debolezza della Giunta e del Consiglio (la maggioranza, da cui non dimentichiamo s'è sfilata Pina Pedà) rispetto al primo cittadino, e di potere preponderante da parte di quest'ultimo. Un contesto pertanto in grado di offrire ridotte garanzie alla cittadinanza, in virtù dei limiti oggettivi dell'azione consiliare e di governo - soggetta a tali soggettivi ghiribizzi - e delle inclinazioni del... momento del singolo (il sindaco).

Per riallacciare il discorso: nel primo caso - Gerardo Giorgione - siamo dinanzi all'opportunità invocata rispetto a un indelicato intervento via social; nel secondo caso - Amina Ingaldi - siamo dinanzi alla divergenza sul modo di operare in relazione ad importanti scelte amministrative. Questo terzo caso, però, si differenzia: non c'è l'immagine da tutelare, o l'attività da rilanciare, ma solo un contrasto di vedute politiche. Non identiche, come peraltro erano anche nelle fasi pre-elettorali (Mazzoni non distante da Vincenzo De Luca, a sua volta distante da Mastella). E' da supporre che la sua scelta di allora (Mazzoni non si è candidata alle Comunali) sia stata effettuata sulla base della riconosciuta competenza sulla materia affidatale in delega. Il sindaco, quindi, oggi, si libererebbe, e subito (senza cioè attendere in maniera naturale l'esaurimento del compito dell'assessora, mettendola con le spalle al muro della notizia della candidatura) di un'assessora che ha ritenuto competente, scegliendo di schierarsi contro il bene pubblico per il suo personale uzzolo politico.

Il senso di manifesta insufficienza dell'amministrazione Mastella rispetto al compito che una parte dell'elettorato cittadino gli ha affidato continua ad acuirsi sempre più. Speriamo di portare a casa la pelle.