Storia di una notizia e di un topo che le insegnò a volare. L'informazione nel Sannio: più roditori che avverbi

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In bell'evidenza ad aprire l'edizione del 9 giugno di Ottopagine Benevento c'era una fotografia esplicativa a corredo di un articolo intitolato: "Un topo su corso Garibaldi". Topo divenuto - si legge - "l'attrazione principale" della serata proprio sulla principale arteria dello struscio cittadino. E, a esser precisi, era "un topo, abbastanza grosso, che stazionava all'inizio della passeggiata cittadina, nei pressi della Camera di Commercio (qualche pendenza sulla tassa annuale? - Ndr). Tanto che alcuni passanti hanno deciso di fotografare l'animale, neppure troppo preoccupato dalla presenza di passanti e curiosi". E qui l'articolo termina. Con a corredo l'immagine che ha fermato l'attimo, senza distrarre il pensoso roditore dal raggiungere chissà quale meta.

Nel leggere, però, le poche ma significative righe dell'anonimo flash giornalistico, senza alcuno specifico commento (per ellissi: forse una critica allo stato di salute del decoro urbano?), pare avvertirsi come una qualche assenza nel testo che qualifichi, più e meglio, il valore della notizia. Anzi - a essere pignoli - nel titolo: mancherà un avverbio?

Eppure, sempre Ottopagine, qualche mese prima (8 agosto 2016), ci aveva - attraverso un pezzo a firma di "elleti" - compiutamente edotti: "Ratti ovunque, ecco quanti sono in Campania". E, se vogliamo, anche un bel po' spaventati, causa lo stato d'emergenza venutosi a creare: "I ratti stanno caratterizzando questa estate campana. Allarme a Napoli e in tanti comuni dell'hinterland. Turisti messi in fuga dal lungomare di Salerno. Decine di segnalazioni quotidiane nei quartieri di Avellino, Benevento o Caserta. La psicosi del topo".

Una potenza di dannoso fuoco impressionante: "Sono portatori sani di trenta malattie trasmissibili all'uomo. Le più note sono la febbre da morso, la leptospirosi, la salmonella, la rabbia, la schistosomiasi, il tifo murino. E una volta anche la peste bubbonica". Una popolazione numerosissima - per forza: "...si riproducono a velocità impressionante. Si possono accoppiare già dopo cinque settimane di vita (beati loro, Ndr). Si riproducono in 21 giorni. Una coppia di ratti può generare in nove anni due milioni e 197mila tra figli e figli dei figli". Cifre che fanno impressione, quindi: "Non esiste un dato certo. Ma solo delle stime. A Napoli il record: ce ne sono dodici per ogni abitante. A Salerno cinque. A Benevento e Avellino almeno tre. Fate un po' i conti: decine di milioni di topi da fogna nella sola Campania". E di essi, in base alla popolazione ricavata dai dati del censimento 2011 (61.489 individui), ben 184.467 nel capoluogo sannita.

"Solo", date le cifre di "Ottopagine" Benevento, dovrebbe dunque essere l'avverbio sopra mancante e più aderente alla realtà della notizia fornita: "Solo" un topo su corso Garibaldi"...
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O, invece, l'interessante notizia vuol essere un complimento? E, sempre per ellissi, significare che Benevento si sta rivelando un ambiente meno attraente per i ratti? Ai prossimi, imperdibili scatti l'ardua sentenza.