Prima di procedere legalmente contro i centri sociali, Mastella - sindaco di tutta Benevento - dica se svolgono un'azione di valenza sociale o se meritano solo l'oblio

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L@P ASilo 31 ripulisce aiuole di Piazza San Modesto
L@P ASilo 31 ripulisce aiuole di Piazza San Modesto

Che le preoccupazioni di un sindaco non vadano ridotte solo agli esempi gratificati d'una ribalta mediatica giornaliera dagli aedi di periodo è cosa buona e giusta. Tante, troppe, complesse e talora di soluzione davvero ardua sono, infatti, le problematiche connesse alla carica. La quale – ricordiamo – è elettiva (frutto di una precisa indicazione dei votanti) e pure pre-elettiva nel senso di una scelta effettuata dal politico, senza alcuna prescrizione medica a sostegno...

Pertanto, si comprende bene come:
lo sport e la proroga della convenzione per lo stadio in Contrada S. Colomba;
oppure l'impegno profuso dalla ditta che dovrà riassicurare il decoro urbano in qualche giorno;
oppure l'illuminazione dell'Arco di Traiano durante il BCT;
oppure la diatriba interna alla Giunta sulla questione vicesindaco;
oppure il sostegno ai vigili del fuoco in lotta;
oppure l'aspirazione a fare di Benevento una capitale della cultura;
oppure la location del premio Strega;
oppure la programmazione nazionalpopolare dell'estate beneventana,-
per restare giusto all'evidenza più evidente dell'ultimo mese – rappresentino altrettanti argomenti come miracoli da mostrare all'opinione pubblica.

E non è un caso che il primo cittadino di Benevento faccia uso, e abuso, delle formulette semplici e dirette per connettersi all'animo ed alla pancia del suo elettorato, dato il ripetersi costante di #amoreperlacittà che costituisce il marchio di fabbrica e la firma delle sue esternazioni sui social network.

Restiamo, allora, sul punto: l'amore per la città. Che significa, letteralmente, amore non solo per la “sua” città, quella che lo ha individuato nell'urna, ma per l'intera Benevento.

Ed è solo in questo ambito, ora che pure è tornato con prepotenza alla ribalta il tema tra comunicati e assemblee, che il sindaco di tutti diviene destinatario di un interrogativo che prescinda da ogni altro discorso, in particolare politico, su spine verdi e montagne di affidamenti vari mai decollati, sugli spazi cittadini (che pure costituiscono un esempio di “decoro pubblico”):
ritiene Mastella, al di là del valore strumentale della polemica, da qualunque parte provenga , che quanto portato avanti nel tempo, negli anni, da L@p Asilo 31 al rione Libertà e CSA Depistaggio, al mancato pattinodrono di via Mustilli, sia meritevole di attenzione per la valenza di un impegno sociale comunque diretto a coinvolgere, costruire, responsabilizzare fasce di cittadini?
Oppure, al contrario, Mastella ritiene di essersi imbattuto semplicemente in covi di sovversivi quali esempi di modesta corrente di risacca di tempi fuori dal tempo che meritano solo l'oblio?

Soltanto dopo che il sindaco avrà sciolto il dubbio, ovvero solo dopo che Mastella avrà riconosciuto o meno il valore di tali esperimenti, sarà possibile inquadrare più e meglio i termini della questione. E giungere, secondo legge, a una composizione che una parte che si dica davvero pubblica deve avvertire come impegno morale; oppure alla radicalizzazione di un conflitto che funga da paravento “ideologico” alla sua inerzia e sfrutti l'asserito mancato rispetto delle regole mai regolamentate per guadagnare il facile consenso degli strati sociali meno impegnati (ma non per questo meno in grado di comprendere se correttamente informati).

Prima di procedere con le carte bollate, il sindaco informi tutti i suoi amministrati se ama la città o una parte della città, solo quella che ha inteso ritagliare a sua immagine.