L'ingannevolezza del precoce. Mastella un anno dopo: Benevento l'ha prodotto, fatto durare e rinascere

- Opinioni di Carlo Panella

In premessa - Precoce. Precoce è un aggettivo. Individua l'anticipo di un fenomeno rispetto a una normalità. Per tutti i bambini, da sempre, il suo ricorrere è stato salutato con gioia, benché crescendo, per una parte di loro (i maschi), quel risuonare allarmava, era il ritardare che faceva la qualità: l'ambivalenza del precoce!

L'odierna società coi suoi ritmi vorticosi, però, ha dato un'accezione sempre più positiva a ciò che è rapido, mentre la durata è diventata sempre più un disvalore, in primis nella comunicazione e nell'informazione. Al punto che i giornali online, oggi, prima ancora di fornire la notizia al lettore, precocemente, certificano la sua brevità: un minuto o meno di tempo ti occorre per leggere "l'articolo".

E'un'abiura al ruolo formativo del giornalismo. Per informare su un fatto non si possono avere per parametri i 140 caratteri di twitter, gli aforismi reperiti alla meglio o le frasi dei Baci Perugina. Il clic di questi lettori dalla precoce soddisfazione ha per chi comunica la stessa efficacia di scrivere un file di testo, salvarlo e poi metterlo nel cestino. Non ci sarà vero feedback, nessuna reazione seguirà allo stimolo.

In sostanza - Questa premessa è stata necessaria per spiegare perché, a un solo anno dall'elezione di Clemente Mastella, non è possibile fare il bilancio del suo operato come sindaco di Benevento. Di anni ne occorrono almeno due. Giudicare è un esercizio che può comportare una condanna e troppo comoda e facile in tal caso sarebbe la giustificazione adducibile del primo cittadino, a fronte degli evidenti e numerosi problemi di spettanza comunale rimasti irrisolti o aggravati in 12 mesi: appena arrivato a palazzo Mosti ho preso atto di una situazione debitoria così grave da dover dichiarare fallimento (dissesto finanziario). Non ho potuto fare quel che avrei voluto e si dovrebbe... Ho difficoltà anche a fare il minimo, senza soldi non si cantano messe... La macchina comunale, sottodimensionata, è quel che è e dunque...

Si tratti o meno di alibi o di scaltra fuga dalle responsabilità da parte di Mastella poco conta. Oggettivamente, un anno di tempo sarebbe stato insufficiente anche per il miglior sindaco possibile per venire a capo degli esiti dell'amministrazione di Fausto Pepe, ripetiamo, la peggiore alla guida della città dal tempo di Diomede, il mitico fondatore di Benevento...

In merito
- E' vero, sono rimaste irrisolte tante questioni, tra le altre, le annose: mancanza del depuratore; fallimento della municipalizzata dei trasporti (Amts); mancato avvio del centro commerciale Malies e della Spina verde; edifici incompleti nell'area del Duomo; estesa evasione di tasse e tributi comunali.... Ma con serietà non si può imputarne la permanenza a Mastella, al di là di come la sua Giunta a queste faccende si sia intanto approcciata. Né hanno diritto a chieder conto gli esponenti delle amministrazioni precedenti che questi problemi o li hanno prodotti o non li hanno saputi risolvere.

Detto ciò ovviamente evidenziamo, anche qui, come facciamo ogni giorno su questo giornale, le pessime impronte che l'attuale amministrazione, in altre materie, ha già lasciato e che fanno preoccupare. Sempre solo ad esempio: lo svilimento a kermesse della storica Città Spettacolo; le topiche sulle cittadinanze onorarie a Paladino e Vigorito, il balletto sullo staff del sindaco; le incaute dichiarazioni sul rimborso dei soldi agli alluvionati; la battaglia contro le biciclette al Corso Garibaldi; la mensa scolastica chiusa; lo spostamento dei dipendenti scomodi dal Settore urbanistica; l'azzardata inaugurazione di una sala scommesse e, dulcis in fundo, la surreale decisione di andare allo scontro coi due centri sociali pensando di sfrattarli, eccetera...

In memoria
- Nessuno più di chi qui scrive, per attività svolta e longevità, ha esercitato, con coerenza e continuità, a Benevento una severa azione di critica a Mastella e al mastellismo. Nel frattempo, invero, moltissimi lo hanno sostenuto e cercato e non solo, com'è notorio, i politici: quelli di centro, di destra e di sinistra che, di volta in volta, sono stati alleati del ceppalonese sindaco di Benevento.

Parlo di larghi strati di popolazione sannita, in fila e in questua presso la sua mitica segreteria, molti peraltro già garantiti, come i professionisti (medici, ingegneri, tecnici vari, avvocati...) e gli imprenditori. Uno su 100 "ce la faceva" dopo aver chiesto ma gli altri 99, masticando amaro, non imparavano dalla delusione, ma solo si riproponevano. Comunità sannita e Mastella erano fatti l'uno per l'altro.

E quando Mastella è andato in disgrazia politica, in deficit di potere, "gli utenti" solo hanno cambiato segreteria e nume tutelare.
Poi i dieci anni terribili di centrosinistra a Palazzo Mosti, nel pieno della più grave crisi economica dal dopoguerra, e il mix di consapevolezza del triste passato prossimo e ignoranza, anche per ragioni anagrafiche, delle performance del passato remoto, hanno fatto sì, come in una specie di Jurassic Park de noantri, che il pezzo da museo diventasse per la maggioranza dei beneventani l'opzione migliore. E lui un anno fa ha sbaragliato la concorrenza.

In conclusione - Comunità sannita e Mastella sono fatti l'uno per l'altro: le decine di migliaia di persone che raduna con le sue feste di piazza, comunque nomate negli anni, non sono frutto del caso. In latino si dice idem sentire e si traduce come omogeneità culturale di fondo con una comunità.

Un anno dopo l'elezione a sindaco, pur con tutti i gravi errori commessi dalla Giunta Mastella, non ci pare che la presa sull'opinione pubblica sia svanita, anche perché anche ora, come a giugno 2016, non si vedono all'orizzonte fior di statisti più convincenti... Mastella sarà nel 2021 ufficialmente l'uomo di potere più longevo nella storia di Benevento, finanche più di Papa Orsini. Se non sarà rieletto, infatti, sarà durato al potere per 45 anni. Precoce a chi?