Benevento da agorà a cortile nazionalpopolare. La propaganda di Mastella, le classifiche di 'Repubblica' e i fatti come stanno

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Il quotidiano 'La Repubblica' dedica una bella e colorata pagina agli appuntamenti del Bel Paese meritevoli di attenzione culturale, e popolare. Il social sindaco Mastella a caldo commenta: "La Repubblica annovera Benevento Città Spettacolo tra i 60 Festival più importanti d'Italia!". Il giorno dopo rilancia, netto, preciso, tagliente: "Vi ricordate cosa dicevano e dicono i nostri avversari? 'Città Spettacolo è una sagra paesana'. Ieri viene fuori che il Festival Benevento Città Spettacolo è al quarto posto in Italia per attività teatrale. Magnifico! Oppositori, non è meglio che stiate un po' zitti?! Avevate ridotto la città ad uno spettro. Con noi risorge".

Il quotidiano, Mastella non ne fa cenno, ricorda che la sua è una scelta "parziale" e "nel farla abbiamo comunque tenuto fuori le città più grandi privilegiando i centri più piccoli" (ci sarà uno straccio di manifestazione a Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Catania, Venezia?). Quindi, non siamo al cospetto di valori assoluti.

Ciò non toglie che, per fuggire la consueta accusa di disfattismo, siamo col sindaco a godercela, per questa bella quanto inaspettata pubblicità.

Città Spettacolo, nello specifico settore (Teatro), insegue il Festival delle Colline di Moncalieri, il Santarcangelo dei teatri di Sant'Arcangelo di Romagna, tallona il Festival dei Due Mondi di Spoleto e precede il Pompei Theatrum Mundi di Pompei e il Festival del Teatro Antico di Siracusa - e questo quarto posto di rilievo nazionale per spessore culturale viene adeguatamente (e non poteva non essere) richiamato dal sindaco nella conferenza stampa di bilancio del primo anno di governo
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Nel dettaglio:


a) Chi precede.

Festival delle Colline Torinesi. La 22a edizione si è tenuta dal 4 al 22 giugno. "Si comincia con un concerto di Saba Anglana, si conclude con le fiabe in musica di Licia Lanera. 27 spettacoli in 19 giorni. Paesi ospiti Germania, Serbia, Grecia, Somalia, Libano. 16 prime nazionali tra cui quella attesissima delle berlinesi She She Pop, tra avanguardie storiche e creazione contemporanea. Poetesse e scrittrici come Nelly Sachs evocata da Chiara Guidi, Emily Dickinson da Milena Costanzo, Amelia Rosselli dai Marcido Marcidorjs, Bronislawa Wajs da Elena Bucci. Fumetti, rapper e nuove culture secondo Marta Dalla Via dedicata ad Andrea Pazienza. Gruppi cult italiani: Motus alle prese con un Genet al femminile, Frosini/Timpano con il colonialismo, Fanny&Alexander che celebrano i 25 anni di storia, Cuocolo/Bosetti e i loro allunaggi, Babilonia Teatri con un inedito testo arcobaleno, Scena Verticale con l’appassionato outing di Saverio La Ruina, Deflorian/Tagliarini con il loro straordinario format. Non manca la nuova drammaturgia: Sasha Marianna Salzmann con un dramma intergenerazionale, Gary Owen, pescato con intuito da Valter Malosti. E tantissimi giovani: i De Serio, Gattinoni/Lorenzo, Kronoteatro, La Ballata dei Lenna, Lab121, Ksenija Martinovic, Guendalina Tongo. I performer internazionali Mroué/Majdalanie e Euripides Laskaridis. Ancora: due mostre, un ricordo del Convegno di Ivrea 1967, le mezz’ore con di Laura Bevione, due film. Il segno d’artista è di Marisa Merz, il trailer di Anna Cordioli" (è la presentazione dal sito del Teatro Stabile di Torino).

Santarcangelo. Scriveva (27 giugno 2016) il Corriere della Sera ("Festival 2016: 10 eventi dell’estate da non perdere": caspita! assente Città Spettacolo): "Sui colli, lontano dalla calca riminese, Santarcangelo è il punto d’incontro della scena più innovativa europea, tema di quest’anno il rapporto realtà-finzione. Spettacoli, balli e riti condivisi, per conoscere se stessi e ciò che è sconosciuto, un fuoco acceso sarà il segnale per annunciare che qualcosa sta per accadere. In cartellone percorsi nella notte, nei sottosuoli, ma anche viaggi oltre lo specchio, nel mondo dell’immaginazione. Qualche esempio? Philippe Quesne, ne “La nuit des taupes” propone uomini-talpa che rivisitano il mito della caverna, “Natten”, di Mårten Spångberg, è una danza che arriva fino all’alba, mentre le donne-corvo di Bouchra Ouizguen raccontano la metamorfosi del femminile. Se ve lo perdete a Santarcangelo potete vederle a Parigi e a New York. Spettacoli di altissimo livello, insomma, in luoghi tutti da scoprire, dallo Sferisterio alla Rocca Malatestiana, dalle grotte al fiume Marecchia, ma anche vecchie fabbriche abbandonate e un campetto da basket".

Spoleto. 60 edizioni con questa del 2017; nel paginone di Repubblica è ricordato con danza e musica classica, ma meglio limitarsi al "solo" teatro. In programma, dunque, durante il mese di luglio: "La paranza dei bambini" (da Saviano), "Le memorie di Adriana" (con Adriana Asti), "Van Gogh" (con Alessandro Preziosi), le performances dell'Accademia di Arte Drammatica "Silvio D'Amico", "La scortecata" (da Giambattista Basile, regia di Emma Dante), "TroilovClessidra" (da Shakespeare, adattamento di Ricci e Forte), "Un quaderno per l'inverno" (di Massimiliano Civica), "Aveva due pistole con gli occhi bianchi e neri" (regia di Meng Jinghui), "Hamletmachine" (regia di Robert Wilson), "Intorno ad Ifigenia, liberata" (regia di Carmelo Rifici), "Le cinque rose di Jennifer" (di Annibale Ruccello, regia di Geppy Gleijeses), "Atti osceni: i tre processi di Oscar Wilde" (di Moises Kaufman), "Oedipus rex" (di Sofocle; del Vakhtangov State Academic Theatre of Russia).

b) Chi segue.

A Pompei (prima edizione in corso, dal 22 giugno al 23 luglio 2017) il Teatro Grande ospita qualcosa di significativo per la drammaturgia antica: "Dall’Orestea al Prometeo, dall’Antigone a Le Baccanti a Fedra nelle regie di De Fusco, Luconi, De Rosa, Cerciello", si legge sul sito della manifestazione. Basta la parola.

Siracusa, lo scenario è il Teatro Greco. Edizione 2015: 51° ciclo di di rappresentazioni classiche, in scena: "Le Supplici", "Ifigenia in Aulide", "Medea"; 112000 spettatori. Edizione 2016: 52° Ciclo, in scena: "Alcesti", "Elettra", "Fedra"; "La stagione degli spettacoli classici al Teatro greco di Siracusa si chiude come era cominciata, nel segno delle donne. E’ Fedra di Seneca il terzo spettacolo in scena fino a domenica e poi protagonista della tournée Inda, dopo il successo di Elettra di Sofocle con la regia di Gabriele Lavia e Alcesti di Euripide firmata da Cesare Lievi. Le due opere tragiche, in alternanza tra loro dal 13 maggio al 19 giugno, sono state applaudite da 115.498 spettatori" (Repubblica Palermo, 23 giugno 2016). Edizione 2017 (in corso): 53° Ciclo, in scena: "Sette contro Tebe", regia di Marco Baliani; "Fenicia", regia di Valerio Binasco; "Le Rane", regia di Giorgio Barberio Corsetti.

Ed ora... Benevento (dove pure c'è un teatro, romano, più piccolo rispetto a Siracusa, ma magari utile alla bisogna artistica). Il programma del 2016 ospitava, quanto a teatro "in senso stretto" ed "allargato": Gran Cafè Italia; Pulcinella e don Gennaro pittori di un morto; Pulcinella e il flauto magico (il teatro di burattini e musica di Giò Ferraiolo); La piramide di Malabù (Teatro Eidos); Terroni; Il canto dell'usignolo-Serata Shakespeare; L'ibrido; Social Life.
Quando proverbialmente si parla di una misura nelle cose. Commenti a piacere.

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Di certo il sindaco Mastella non ha commissionato alcunché a Repubblica.
Di certo Repubblica ha scelto in autonomia.
Di certo Repubblica ha messo assieme pietanze diverse sul medesimo fornello che magari necessitavano di una cottura con tempi diversi.
Magari Repubblica non s'è soffermata "proprio" sull'unica edizione in salsa mastelliana della kermesse, bensì sulla "tradizione" del Festival. Quindi sulla sua complessiva storia.
C'è - dunque - che la libertà social è libertà anche di sbilanciarsi, senza contraddittorio, beandosi della platea amica; eppure si ha l'impressione che di... Risorgimento, in città, ci sia solo la piazza, deterioratasi da agorà in cortile nazionalpopolare: tanta gente per strada (innegabile), secondo una formula che ha abbinato il teatro (se c'era) ai panini. Farciti di cotto o crudo, a piacimento. E non è una sagra?