Benevento, città dei processi lumaca ma anche di Nunzia, Umberto e del complotto senza diffamazione. “Signore mai peggio…!”

- Opinioni di Carlo Panella
Nunzia De Girolamo
Nunzia De Girolamo

Si legge una breve di taglio basso sulla pagina sannita del ‘Mattino’ di oggi: la Giudice per le indagini del Tribunale di Benevento, Loredana Camerlengo, ha depositato la dichiarazione di archiviazione della querela per diffamazione, presentata dal deputato sannita del PD, Umberto Del Basso De Caro, a carico della deputata sannita di Forza Italia, Nunzia De Girolamo. L’onorevole avvocato sottosegretario si era sentito diffamato dalle parole della collega onorevole avvocata, pronunciate nel turbine dell’esplodere dell’inchiesta sull’Asl di Benevento, nel 2014. De Girolamo ne fu coinvolta all’epoca e poi è stata rinviata a giudizio per gravi imputazioni. Ma, subito, la scoperta delle carte della Procura di Benevento le costò il posto da ministra per le Politiche agricole nel Governo Letta, carica da cui dovette rassegnare per opportunità le dimissioni.

La berlusconiana accusò il renziano di essere, se non l’artefice, almeno parte di un complotto ai suoi danni, volendo ridurre a un ordito la corposa inchiesta giudiziaria, iniziata quasi due anni prima e basatasi proprio su delle intercettazioni carpite a casa del padre della De Girolamo. In essa la deputata aveva riunito il management dell’epoca dell’ASL di Benevento per discutere di questioni relative alla gestione della sanità pubblica. La berlusconiana si è detta sempre innocente rispetto alle imputazioni fatte ai suoi danni dai magistrati. Torniamo all’oggi.

Per la Gip del Tribunale, dunque, dire che l’avvocato deputato Del Basso De Caro ordisce a Benevento complotti contro l’avvocata deputata De Girolamo non costituisce diffamazione. Il sottosegretario non ne esce bene ma tant’è: può capitare che la querela da mezzo usato a propria difesa ottenga l’effetto opposto. Ma questo, con tutto il rispetto, è un aspetto relativo, per non dire minore. Non fosse altro perché, immediatamente, interessa solo due persone. E sul quale, comunque, i magistrati sono stati “più veloci…” nel pronunciarsi.

L’aspetto molto più grave è che non abbia ancora avuto una sentenza, nemmeno di primo grado, un’inchiesta vastissima (tanti i filoni aperti) e potenzialmente devastante per la quantità e la qualità degli indagati, degli imputati, la gravità delle accuse, la quantità del denaro pubblico gestito male (in alcuni filoni).

La Procura della Repubblica di Benevento iniziò a indagare nel giugno del 2012, l’emersione dell’inchiesta in tutta la sua portata si ebbe a dicembre 2013 (la De Girolamo si dimise da ministra a gennaio 2014), con estrema lentezza poi si sono avuti i vari rinvii a giudizio nei diversi filoni, qualche dibattimento in primo grado è iniziato, altri ancora stentano.

Appare presumibile quindi che, per molte ipotesi di reato, finché non si espleteranno gli eventuali vari gradi di giudizio, potrà scattare la prescrizione per decorrenza dei termini massimi per giudicare previsti dalla legge. Alla stessa sorte (prescrizione) del resto pare destinato anche l’altro processo di grande impatto sulla pubblica opinione, per la gestione degli appalti al Comune di Benevento, detto ‘Mani sulla città’… Potrà ben succedere che, in entrambi i casi, non si saprà se gli imputati erano colpevoli o innocenti.

Dal Palazzo della Giustizia, che già tanto raramente ha indagato politici e colletti bianchi nel Sannio, i cui tempi da bradipo stancamente stanno portando nel nulla le due inchieste più importanti e pubblicizzate, si segnala - almeno nell’ambito laterale al caso-Asl - una decisione, per quanto parziale. Non riguarda la cittadinanza, la gestione della sanità pubblica e gli affari connessi, ma solo due big locali, espressione del massimo livello della classe dirigente beneventana, finiti a querele per diffamazione… Un giudice ha detto che accusare uno di loro di ordire complotti a carico dell’altro non equivale a diffamarlo, non costituisce reato. Soccorre un icastico detto popolare, qui tradotto: “Signore, mai peggio! Come disse gemendo il teschio quando per errore fu scambiato per un pallone…”.