A Benevento qualcuno ha appena scoperto che vedere le gare in Serie A costa salato. La squadra è salita di categoria con merito la città ancora no

- Opinioni di Carlo Panella

Facciamo gli orgogliosi per essere arrivati in Serie A, ma con il c…ontante degli altri. Si può sintetizzare così la reazione, a dir poco contrariata, di una parte della tifoseria, quella che ha deciso di farsi notare, soprattutto sui social network. Pochi comunque, rispetto ai quasi 5000 mila abbonati dell’anno passato, per il primo anno in Serie B, ancora di meno rispetto a quelli previsti che avranno la tessera per le 18 gare al ‘Ciro Vigorito’ dei giallorossi di mister Baroni, da agosto 2017 a maggio 2018. In teoria gli abbonati potranno essere al più dodicimila e rotti, su un totale di 17,5 mila spettatori, la capienza massima cui si sta tentando di portare lo stadio.

Partiamo dai dati: l’abbonamento che ha subito il maggiore aumento è quello per il Settore Tribuna passato dai modesti 400 euro indifferenziati dell’anno passato ai 1000 euro di quest’anno per l’anello superiore e agli 800 euro per l’anello inferiore. Per il settore Curve (Nord e Sud) senza distinzione tra posti in alto e in basso (questi ultimi al coperto) si è passati dai 150 ai 300 euro; analogamente, per il settore Distinti senza distinzione tra posti in alto e in basso (al coperto) si è passati da 220 a 400 euro.

Va chiarito che solo per tutto il settore Tribuna i posti sono al coperto. Per i settori Distinti e Curve in caso di pioggia chi è al di sotto è al coperto e chi è al di sopra no, ma è anche vero che la visione della gara è notevolmente migliore dall’alto.

Prima di entrare nel più spinoso dei problemi sollevati, una stravaganza la segnaliamo anche da queste colonne. Il costo dell’abbonamento in Tribuna, anello inferiore è di 800 euro, quello nei Distinti anello inferiore è la metà, 400 euro. La visione è pressoché identica, anzi, dai Distinti è migliore perché non è ostacolata dalle due panchine delle squadre (ancor più lunghe in Serie A) poste proprio davanti al settore Tribuna.

E veniamo al dunque. La critica non è tanto per il costo dell’abbonamento in Curva o nei Distinti: erano cifre che, bene o male, si attendevano. Erano veramente molto bassi i prezzi mantenuti fino allo scorso anno, benché fosse d’esordio assoluto nel campionato cadetto. Un solo sconto è stato previsto, del 20% per i bambini fino a 10 anni.

E la critica si è subito riversata sul limite massimo che poteva essere portato almeno a 14 anni. Censurato anche il fatto che non sono stati previsti, come generi o gruppi da agevolare, le donne, i disabili, gli ultrasessantacinquenni, gli appartenenti a una stessa famiglia, la rateizzazione della somma totale. Non solo, ma è stato richiesto anche un trattamento speciale (scontato) per gli abbonati dello scorso anno che invece si gioveranno solo della prelazione (potranno scegliere prima degli altri, dei nuovi abbonati, ma allo stesso prezzo).

Dato il numero di eccezioni elencato e reclamato – sempre da quelli che si sono lagnati e che rappresentano se stessi e non ‘i tifosi’ - è ben evidente che l’impatto sul totale sarebbe significativo se ammesse. Lo stadio, solo per fare un esempio, dovrà avere ovunque i sediolini, sui quali potrà accomodarsi una sola persona, anche se trattasi di un bambino…

E’ vero che in Serie A ci sono società che hanno praticato prezzi più bassi o degli sconti come alcuni di quelli qui sopra elencati (e qui reclamati tutti assieme…). Ma va pure detto che non si può non dire, ad esempio, che il Chievo Verona deve fare una politica di prezzi bassissimi, se vuol rimanere concorrenziale col più tifato Hellas! E vale lo stesso discorso per tutte le 4 città che proporranno dei derby.

Né paragonabili sono realtà come quelle di Roma, Lazio, Milan, Inter che hanno bacini di utenza e introiti enormemente superiori, oltre che dei prezzi minimi – per i cosiddetti settori popolari - applicati a posti che sono peggiori e di molto, come visione, rispetto a quella mediamente ottima fruibile in Contrada S. Colomba.

Ma se qualche lagnanza è giustificabile per i settori destinati a chi ha meno possibilità economiche, le proteste sono del tutto incomprensibili per chi i soldi li ha, tanto da potersi permettere di non accontentarsi di vedere la gara dalla Curva o dai Distinti. Non vuoi pagare 800 o 1000 euro? Se è perché non puoi arrivare a tanto, cambia settore. Se invece è perché vuoi risparmiare i soldi che hai, beh allora il tuo reclamare è irricevibile.

Non è possibile che ci si sia esaltati per la promozione in Serie A, esclusivo merito della squadra di calcio e della società che l’ha messa su e ne ha sostenuto i costi; non è possibile fregiarsi della lettera A al punto di proporla ossessivamente, e spesso in modo ridicolo in ogni parola che si scrive e poi, appena ti si chiede un contributo – ripeto una cifra che tu che vai in tribuna puoi permetterti ! – ti lamenti, frigni, ti scateni sui social contro Oreste Vigorito che da santo diventa diavolo, solo perché ti ha toccato su ciò che hai di più caro: il portafoglio.

Da queste colonne mai c’è stata piaggeria o benevolenza per il presiDente del Benevento, anzi: scripta manent ! Ma esercitarsi subìto nel disfattismo, correre immediatamente e prendere le distanze, proprio nella fase più delicata di questa stagione, in cui servirà l’impresa delle imprese – che è quella di restare in serie A ben più difficile di riuscire ad arrivarvi - è francamente insopportabile.

Ieri la società ha ufficializzato – a caro prezzo - l’acquisto di due elementi di notevole valore come Di Chiara e D’Alessandro, che hanno innalzato e di tanto il tasso tecnico della rosa, e a Benevento, anziché agli applausi, si deve assistere al pianto greco per il costo della Tribuna lievitato così tanto ! Ma se un contributo, anche economico, non lo danno coloro che qualcosa di soldi in più la hanno, chi altri dovrebbe farlo?

Non so se qualche ritocco sarà possibile alla campagna abbonamenti ieri lanciata, vedremo. Quel che è certo è che si deve continuare a sostenere il presidente del Benevento calcio che – spendendo - ha portato al squadra in A; che – spendendo - la sta attrezzando per farcela rimanere; che – spendendo e anticipando - sta anche aiutando il Comune (fallito) nell’adeguare lo stadio agli standard richiesti.

I tifosi (in inglese supporter) questo sono chiamati innanzitutto a fare: a supportare.
La partita di calcio non è un bene essenziale: non è il pane il cui prezzo può e deve essere calmierato.

Non tutti possono andare allo stadio, evidentemente. C’è comunque – in questi ultimi anni – la possibilità di vedere anche in tv tutte le gare (e in primis dei giallorossi) e non necessariamente pagando il canone mensile a Sky, per un totale annuo di poco più di un abbonamento ai Distinti (se si parte da zero); ma c’è anche la possibilità economicissima di andare a vedere la gara nei bar e nei locali di Benevento già quasi tutti attrezzati.

Andare allo stadio – non lo si può dimenticare - è solo un di più per chi può permetterselo, farlo nella massima serie non può che costare maggiormente. E’ la Serie A, che non si può pensare di vivere senza aggiungere oneri a onori.

Com’era l’adagio sui social dopo l’8 Giugno? “Adesso quando mi chiederanno al Nord ‘dove sta Benevento’, risponderò ‘in Serie A !’. Bene, è arrivato il momento che, oltre la società sportiva, anche la città che può andare allo stadio, con qualche sacrificio, mostri di esserne all’altezza.