Frascadore, organizzatore del BCT, replica con il suo stile a un articolo di commento del Vaglio.it alla manifestazione

- Cultura Spettacolo di Antonio Frascadore *
Antonio Frascadore
Antonio Frascadore

Riceviamo dal signor Antonio Frascadore, direttore artistico del BCT Festival, un lungo intervento - in replica a uno degli articoli pubblicati sul Vaglio.it di commento alla citata manifestazione. Lo pubblichiamo integralmente. Trattasi di una serie di offese e insulti, indirizzati al direttore del Vaglio.it (frammisti a elogi per se stesso e il festival) cui ovviamente non diamo seguito, essendo tutt'altro il tipo di interlocuzione di questo giornale e dei suoi giornalisti. Leggendo questo scritto, comunque, i lettori potranno avere l'opportunità di conoscere il signor Frascadore e il suo stile.
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Gentile Carlo Panella, Le rispondo in riferimento all’articolo pubblicato sulla sua testata dal titolo: BCT, chiusa la prima edizione. Smisurate le ambizioni, ma i festival del cinema non possono ricordare le sagre. Prima di dire, si dovrebbe fare” nel pieno rispetto dell’articolo 8 della legge sulla stampa 47/1948 in relazione al diritto di replica.

Dovrei fermarmi qui. Non dovrei aggiungere altro. Non credo meriti risposte. Ma poi mi son detto che almeno una volta nella vita bisogna dare retta a tutti, ma proprio a tutti. E allora rispondo anche a Lei.

Volevo farle i complimenti. Lei ha scelto il lavoro più bello del mondo: quello di stare seduto a una scrivania a criticare il lavoro degli altri. Non solo è il più bello ma è anche il più semplice. Diciamo la verità: e che ci vuole? Basta un pc, farsi informare da qualche collega sui fatti (non vorrei sbagliarmi ma non l’ho mai vista a una conferenza del BCT e questo la dice lunga per un Direttore di una testata registrata) e sparare a zero su quello che fanno gli altri. Si, insomma, dire con facilità quasi imbarazzante: “questo non va bene” “loro sbagliano” stanno rovinando la città” e via cosi. Come se non ci fosse un domani. Purtroppo il domani c’è caro Panella. E domani, come oggi, come del resto ieri, a Benevento, ma come in ogni parte del mondo, ci sarà sempre chi fa e prova a cambiare le cose e chi invece resta seduto. Resta seduto e scrive. Scrive pensando di cambiare le cose ma sa, da una stanza di una redazione (ma ce l’ha una redazione?) non si può cambiar nulla.

In questo periodo ne ho lette diverse in riferimento al Festival Nazionale del Cinema e della Televisione. Solo qualche volta ho risposto alle critiche e pensi un po, che onore, questa sarà l’ultima volta che rispondo in generale. Per me resta una perdita di tempo . Sono abituato, a 36 anni, a lavorare per me, per la mia famiglia, per quello che amo.

Si è divertito in un precedente articolo a giocare con i numeri. 500mila presenze al Festitval, scriveva, e pensava di far sorridere i lettori. Ma se fosse un giornalista vero dovrebbe informarsi con i diretti interessati prima di scrivere. Si fa cosi il mestiere del giornalista. E’ chiaro che si trattava di un refuso e i numeri corretti erano 50/60mila in riferimento alle presenze in città durante il Festival. Ma lei ha tempo e quindi scrive. E scriva.

Ha poi continuato a parlare del Festival affiancandolo alla sagra. Per la presenza di 4 (e dico 4) stand enogastronomici. Beh, questo non glielo permetto. Pur rispettando le sagre di ogni dove. Provi Lei a invitare Servillo a una sagra? Provi Lei a invitare il cast di Gomorra, Banfi, Frizzi, Trinca, Leo, Vanzina, Fresi , Nicola Giuliano, Fulvio Lucisano e via cosi a una sagra? Gli ospiti vengono quando si fidano dell’organizzazione. Mi basta il loro parere. Del suo ce ne faremo una ragione.

Ha poi detto che non c’era cinema in questo Festival. 5 proiezioni all’Hortus, più di 20 al Gaveli (è mai andato il pomeriggio ad assistere?), 3 concorsi con la direzione di un produttore premio Oscar. Ma tanto a Benevento pure se porti De Niro, il Vaglio scriverà che è venuto perché ormai in pensione.

Si è poi, infine, divertito, in relazione ai miei accostamenti con Cannes, Venezia, Torino o Giffoni. Ascolti le interviste, guardi i video. Non vada di fretta perché le tremano le mani e deve scrivere contro. A prescindere. Rischia di cadere nel banale. Il mio era un riferimento logico sottolineando che la direzione da perseguire è quella degli eventi più importanti. Riesce a capirlo?

La ringrazio, però, infine, perché pur non conoscendomi mi ha capito. Ad inizio articolo mi ha definito un temerario, un sognatore. E’ vero, Panella. Lo sono. Lo sono sempre stato. Lo sono stato tanti anni fa quando volevo entrare nella redazione di Sky Tg24 da giornalista professionista e ci sono entrato. Lo sono stato diversi anni fa quando volevo fare l’autore de Le Iene e l’ho fatto. Lo sono stato prima di essere assunto in aziende come Rai, La7, Radio2 e Mediaset. Lo sono stato quando ho capito che amavo insegnare all’Università e oggi lo faccio. Nella vita bisogna parlare meno e fare di più. Io non parlo più, con Lei, e continuo verso i miei sogni. Lei che sogni ha? Quelli di una città migliore? Faccia qualcosa, si alzi da quella sedia e metta in campo idee. Fin ora ho letto solo critiche verso tutti. E con quelle non si cambia niente. Solo la schermata e l’home page della sua “testata”. Se sette ragazzi, uniti con le Istituzioni, e affiancati da queste, al di là dei colori politici, riescono a mettere insieme una manifestazione che porta in città ospiti di rilevanza nazionale e internazionale (ed è appena l’inizio), un giornalista di vecchio corso come Lei magari può organizzare un Festival del giornalismo in pieno stile perugino.

Quando avrà fatto qualcosa anche Lei allora, mi contatti. Magari mando qualcuno alla conferenza stampa. Nel frattempo la pregherei di parlare di altro.

Ps: l’accostamento con il Direttore del Festival di Cannes, devo ammetterlo, mi ha fatto sorridere. Ma anche io so che oggi non sto inviando questo testo a Gramellini. Un caro saluto

* direttore artistico del BCT Festival