Mensa: ecco bando e regolamento sperando che dopo 3 anni a Benevento i bambini riescano a mangiare a scuola

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L'amministrazione Mastella prova a rimettere in piedi la baracca della mensa scolastica dopo il fallimento dello scorso anno, propaggine peraltro estrema dei fallimenti, ripetuti per un triennio circa, ascrivibili all'amministrazione PD di Fausto Pepe. Lo fa rendendo ufficiale il bando di gara per il servizio da espletare nei quindici plessi cittadini "presumibilmente" (hanno scritto proprio così) interessati al servizio (scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di primo grado).

Rispetto alla precedente prova in materia, naufragata come sempre fra le aule di un tribunale ma soprattutto sulla progressiva disaffezione degli iscritti e nell'incertezza e nei tentennamenti del cosiddetto "panino libero", c'è un cambiamento politico: è mutato, infatti, l'assessore di riferimento, con Amina Ingaldi cui il sindaco qualche mese fa ha dato il benservito, sostituita, dopo una robusta pausa di riflessione, con la docente universitaria Rossella Del Prete; non c'è invece alcun cambiamento amministrativo, essendo il dirigente del Settore Servizi al Cittadino, l'architetto Vincenzo Castracane, rimasto nel frattempo ugualmente responsabile. Cambia anche la durata e l'importo dell'appalto: si passa dai singhiozzi trimestrali al respiro più ampio di una durata biennale, dall'1° ottobre 2017 al 30 giugno 2019.

Sale anche il costo a base d'asta del singolo pasto, fissato oggi in euro 4,70+Iva (un anno fa era 4 euro: con un ribasso del 4%, venne aggiudicato a 3,84 euro). Cambia ancora il criterio di aggiudicazione della gara: si passa dal cottimo fiduciario al criterio economicamente più vantaggioso. Forti della approvazione in una recente seduta di Consiglio comunale (dell'obbligatorietà della mensa), gli estensori del bando hanno inteso darsi fiducia, prevedendo 1250 pasti possibili al giorno, ma hanno ridotto la percentuale di oscillazione in più o in meno (il 30%, questa volta). Sono peraltro anche riusciti a mettere in agitazione i genitori e le organizzazioni sindacali da subito: queste ultime, infatti, hanno spento il calumet della pace perché l'eventuale vincitore dell'appalto potrebbe disporre di personale proprio e non desiderare, diciamo così, di assorbire alcuno dall'esterno: sono i piccoli paradossi che talora sfilacciano la logica delle tutele. Altra piccola novità rispetto al recente passato, i tempi: il Bando stavolta è stato... anticipato sul possibile ritardo. Il termine per il ricevimento delle domande, infatti, è il 4 settembre (un anno fa era il 19 dello stesso mese) e appena il giorno dopo, il 5 (l'anno scorso accadde il 26 settembre), si procederà all'apertura delle varie buste. Manca un termine di confronto, a questo punto, con l'avvio del servizio: sempre un anno fa l'appuntamento con pentole e scodelle cadde, per la prima volta, il 7 novembre, ben oltre l'inizio dell'anno scolastico.

Gli aspetti, infine, e le caratteristiche della distribuzione e dell'arrivo e dei controlli, eccetera, eccetera appaiono come di consueto, rimanendo nel Regolamento scritto, stringenti: andrà ovviamente valutato tutto nella pratica, poi.

In conclusione, siamo, con Regolamento e Bando stilato alle spalle, all'età della prima pietra posta sul servizio. Un anno fa, e prima ancora, la pietra fu posta al collo del servizio.