Mastella-Giordano vogliono rilanciare Città Spettacolo svuotandone le radici. In compenso ci sarà tanto da mangiare per strada...

- Opinioni di Giovanni Festa
Renato Giordano
Renato Giordano

Dopo la presentazione ufficiale del primo giorno di agosto, è già calato il sipario informativo sulla trentottesima edizione del festival teatrale Benevento Città Spettacolo, per questo 2017 nuovamente varato secondo la formula di una copula artistica con altra manifestazione: un anno fa era "Il Crudo e il Cotto", adesso invece "A Sud di nessun Nord". Il binomio, che di per sé già annacqua la tradizione e il valore dell'originale Città Spettacolo andata avanti tra alti e bassi per oltre sette lustri, è elemento essenziale per meglio comprendere gli artifici del programma. Che, appunto nella sua completezza, è stato divulgato ufficialmente dal Comune al termine della ricordata conferenza stampa, senza alcuna distinzione di sorta. Ovvero favorendo l'identificazione fra quelle che in realtà sono due manifestazioni (è il medesimo equivoco tenuto in vita lo scorso anno), con la percepita riduzione a una sola (Città Spettacolo).
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Bisogna pertanto affrontare qualche equilibrismo per cercare di separare i due programmi, non tanto per giudicarne la qualità ma per comprendere lo... sforzo organizzativo. Lo si può fare solo sovrapponendo le due delibere di Giunta dedicate agli intrattenimenti di agosto (25/31, la durata per entrambi gli appuntamenti). Perché solo in una di esse, la n. 153/2017, c'è il sussulto di chiarezza di un programma allegato, quello della rassegna "A Sud di nessun Nord", linea-guida efficace per quanto poi il complesso d'eventi sia stato leggermente ritoccato in sede di conferenza stampa dopo le anticipazioni che hanno messo in difficoltà il direttore artistico di entrambe le manifestazioni, Renato Giordano. La modalità per così dire operativa è consistita nell'uso della pazienza e di un evidenziatore, con la "cancellazione" di quanto inserito nel Sud/Nord dal coacervo diffuso dopo l'1° agosto.
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A proposito: saremmo, come è ovvio, felici di sbagliarci pur avendo fatto riferimento a un atto ufficiale cui hanno fatto riferimento anche i componenti (nove, tutti presenti alla data) della Giunta Comunale quando hanno espresso parere favorevole a "A Sud di nessun Nord" così come presentato in delibera.
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Dunque, a Città Spettacolo quest'anno si saluta innanzitutto una piccola "migrazione" d'eventi: direttamente dal Crudo e Cotto del 2016 passano - forse per renderla più commestibile - con un tocco d'inventiva alla rassegna "maggiore" alcuni percorsi enogastronomici, come Il Giardino del Gusto (che un anno fa era "Le eccellenze sannite") e il cibo da strada, lo StreetFood, nella sua versione large ("Tropp"), in aggiunta a Pizza e Falanghina e Pizze Sannite ogni sera. Un corposo antipasto che prelude alla mitica "Cena in Bianco": questa, però, è inserita nel Sud/Nord e soprattutto occupa il calendario d'eventi di un'intera giornata, addirittura l'ultima, e quindi costituisce il sigillo conclusivo al programma - che termina il 30 agosto, pertanto - e il marchio di fabbrica popolar-culinario della doppia/unica rassegna.
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A Sud/Nord, inoltre, ritornano dal Crudo e Cotto: Milonga Janara, Ricciolino, lo show radiofonico (come idea), la Charlie Band, gli Anymore e, come per il concerto di Venditti del 2016, è sempre a tale rassegna che appartiene l'appuntamento di maggior richiamo musicale della chiusura, il 30 agosto, con Renzo Arbore e l'Orchestra Italiana, mentre - nell'assoluta sovrapposizione fra i programmi di due anni d'era Giordano - il traino musicale all'apertura viene assegnato a Città Spettacolo: ieri era Rocco Hunt, oggi invece Clementino.
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Saltabeccare tra l'una e l'altra sponda programmatica permette di cogliere assonanze e rimandi, individuare nomi conosciuti soprattutto in provincia, rilevare una certa attenzione alla religione (non) di Stato, comunque a una gamma di eventi (concerti, musica classica, elettronica e jazz, reading teatrali, arte, presentazione di libri, rappresentazioni per i più piccoli, danza, teatro musicale) che nel corso degli anni hanno costituito la naturale evoluzione dei primi tempi della rassegna nella costante e disperata ricerca di una variegata attrattività culturale e turistica da conciliare con le presenze.

Preme allora, in conclusione, solo rilevare che la cifra istituzionale della rassegna Benevento Città Spettacolo, ovvero le proposte di quel teatro di prosa che rappresentò una molla - fra altre - della sua nascita, in questo 2017 sono ridotte al lumicino: "Un giorno all'improvviso", di Edoardo Cocciardo; "Luci di donne"; cui si potrebbero al più aggiungere il monologo di Giobbe Covatta e il reading su Sandro Pertini.

Il resto evidentemente è altrove (rassegna Sud/Nord): il che dimostra come il rilancio di Benevento Città Spettacolo stia avvenendo... attraverso lo svuotamento delle sue radici.

Ma non ci si dispera, perché in essa si troverà sempre qualcosa di buono da mettere sotto i denti. Come nell'amabile agosto dell'esaltazione dei prodotti tipici accade nelle piazze serali di un po' tutti i paesi della provincia e non solo.