Valerio Vestoso si aggiudica la IV edizione di Comicron, festival del cortometraggio

- Cultura Spettacolo di Vittorio Zollo

Anche quest’anno nelle serate del 4 e del 5 Agosto, in Piazza Roma a Pontelandolfo è andato in scena il “Comicron”, Festival Internazionale del Cortometraggio Comico ideato da Ugo Gregoretti che ne è anche il direttore artistico e organizzato dalla Pro Loco e dall’Amministrazione comunale, in collaborazione con il Centro Studi “Ugo Gregoretti”.
Il Festival, ormai giunto alla IV edizione e consolidatosi grazie anche alla direzione organizzativa di Marco Marrapese e Andrea Porrazzo, continua a perseguire l’obiettivo di scoprire e valorizzare giovani talenti del genere comico che provengano da varie parti del mondo, quest’anno è stato presentato nuovamente dall’attrice Rosaria De Cicco.

12 i cortometraggi selezionati da Ugo Gregoretti, di cui 6 sono stati presentati e proiettati nella serata del 4, della quale una Milena Vukotic in forma smagliante è stata ospite, l’altra metà dei Corti è stata presentata e proiettata nella serata del 5, serata chiusa da Ernesto Lama. Votato come miglior cortometraggio comico, “Ratzinger non vuole tornare”, del sannita Valerio Vestoso, si è aggiudicato questa IV edizione del Comicron. I premi di miglior attore e migliore attrice sono andati rispettivamente a Paolo Briguglia e Pia Engleberth, interpreti di “Al posto suo” di Alessandro Sampaoli.

Volendo scendere nel dettaglio eccovi delle micro-recensioni dissacranti, essenziali e lapidarie – d'altronde si tratta di Corti comici – di ogni Cortometraggio in gara:

1) “La Partita” di Frank Jerky (Italia)
Di questa partita noi assistiamo solo al primo tempo, il cui parziale è di 3 a 0 per la squadra ospite, mentre invece il Regista ci offre la Prima Comunione di una bambina in versione integrale senza tagli. Ciò che accade negli spogliatoi del campetto di periferia è un mix tra “Ogni maledetta Domenica” e ciò che forse accadde negli spogliatoi del Liverpool nella storica finale col Milan, in cui ribaltarono il 3 a 0 parziale per poi vincere ai calci di rigore. Peccato che la storia si interrompa al fischio d’inizio del secondo tempo, proprio quando iniziava a prendere ritmo. Confidiamo in un sequel, “La Partita 2. Il goal in trasferta vale doppio”.

2) «Conosce qualcuno?», di Daniel Bondì (Italia)
Vuoi che ti producano un Cortometraggio? È lo stesso discorso dei concorsi nelle Poste e nelle Forze Armate. Ci vuole la protezione.

3) «El nieto», di Carles Ledesma (Spagna)
“L’Alzheimer e i giovani sono due malattie incurabili. Ma della prima non sono sicuro”.

4) «Ratzinger vuole tornare», di Valerio Vestoso (Italia)
Uno spot a puntate tipo quelli con George Clooney, Banderas o per i più nostalgici Megan Gale. Una lente d’ingrandimento che ci offre la possibilità di capire e scoprire chi c’è dietro la campagna di comunicazione di Lenny Belardo detto “Il Papa Giovane”, e forse anche di Clemente Mastella.

5) «Mattia sa volare», di Alessandro Porzio (Italia)
Se ti svegli ascoltando Ambra Angiolini e nel tuo pulmino cantano in coro “Io vagabondo”, è comprensibile tirare fuori una pistola e minacciare tutti di morte. Il finale alla “Birdman” non aiuta.

6) «Silver lining», di Dave Bobb (Stati Uniti d’America)
Un giovane cantante ed una donna anziana sono i protagonisti di questo “La La Land” versione Queens.

7) «La barba», di Alfredo Mazzara (Italia)
Uno spot contro gli Hipster, un po’ “Funeral Party” un po’ “L’Onore e il Rispetto”.

8) «Fantasia», di Teemu Nikki (Finlandia)
Prendete “Lemony Snicket” e ambientatelo in Finlandia, poi prendete un attore biondo dai denti perfetti e bianchissimi, con i tratti del viso che vanno da River Phoenixc a DiCaprio e mescolatelo alla linea comica che si sviluppa nell’atto di mangiare quotidianamente patate, e il gioco è fatto. Siamo di fronte al “Totò sapore e la magica storia della pizza” versione Finlandia, infaati il titolo originale del corto è “Toto maku ja maaginen tarina pizzan”

9) «La condanna dell’essere», di Adriano Morelli (Italia)
Un uomo sulla cinquantina andante ha problemi con “il 6 della Smorfia”, numero che ha influenzato Heidegger, e con la Religione. La faccenda è esistenzialista con qualche spruzzo di Fenomenologia di matrice Salemmesca/Salemmiana sparsa qua e là.

10) «Chit-chatter», di Aagje Van Damme (Belgio)
“Pingu” versione piccioni.

11) «Giustizia fai da te», di Antonio Losito (Italia)
Chiara metafora del cortometraggio in sé, che nella ricerca di uno spunto comico si suicida.

12) «Al posto suo», di Alessandro Sampaoli (Italia)
Un corto che nasce dal fallimento di un percorso di psicanalisi che nulla ha potuto contro le catene edipiche. L’intervento della Russia all’interno di questo conflitto tra la vecchia Europa e Stati Uniti d’America all’interno del corto, si rivela ancora una volta decisivo.