Città Spettacolo; inutile rammaricarsi, Mastella fa ciò che aveva annunciato. Rimbocchiamoci le maniche e organizziamo una diversa proposta culturale

- Opinioni di Alessio Fragnito*
Chiesa di Santa Sofia
Chiesa di Santa Sofia

Carissimo Direttore, approfitto della libertà che il suo Giornale incarna da sempre, diventando spesso megafono dei cittadini, per esprimere alcune considerazioni in merito alle polemiche e alle critiche che accompagnano, come sempre, la prossima edizione di Città spettacolo. Bon voglio entrare nel merito delle polemiche, voglio solo ricordare a tutti che i “contenuti”, lo “stile”, il programma di Città spettacolo sono esattamente ciò che vogliono i beneventani, altrimenti non si spiega la vittoria di Mastella alle scorse elezioni.

La promessa di far tornare Quattro notti e più di luna piena era infatti uno dei punti di forza della propaganda elettorale di Mastella e dei mastelliani. La trasformazione del festival, quindi, non deve assolutamente stupire e credo sia inutile fare appelli per convincere Renato Giordano a cambiare la linea della direzione artistica nei prossimi anni. Città spettacolo formato Quattro notti è proprio ciò che i beneventani (intendo la maggioranza degli abitanti) hanno reclamato negli ultimi anni: una sorta di versione laica della festa della Madonna delle Grazie con tanti “artisti” che si esibiscono un po' ovunque, un'occasione per ritrovarsi tutti insieme dopo le vacanze, per sfoggiare l'abbronzatura e parlare della campagna acquisti del Benevento calcio. Non c'è nulla di male, non c'è niente di strano, accade ovunque. Se qualcuno, anche giustamente, lamenta la mancanza di “spessore culturale”, non può sperare che Giordano cambi sé stesso e il suo modo di concepire le direzioni artistiche, né può evocare “lo spirito originario” del festival.

Città Spettacolo, infatti, ha perso la sua identità fin da quando venne cacciato il suo ideatore per aver detto delle verità scomode sull'accoglienza turistica in città. Perché, ricordiamolo, i soldi che ogni anno vengono erogati dalla Regione Campania (per me sono tantissimi, per gli altri sono sempre pochi) sono soldi finalizzati all'incremento del turismo in città e, obiettivamente, negli ultimi 10 anni di turisti legati al festival non se ne sono visti molti. Città Spettacolo, quindi, è diventata la festa dei beneventani: prima era un momento in cui pochi beneventani andavano a vedere a poco prezzo i mostri del Teatro italiano, adesso è un momento in cui tantissimi beneventani vanno a vedere gratis i cantanti famosi.
Nulla di strano, quindi, se sotto la Rocca dei Rettori Venditti l'anno scorso abbia ringraziato Caserta, perché sapeva che la gente era andata a vedere lui, non Benevento. Lo scopo dei finanziamenti regionali, invece, è quello di far venire gente da fuori a vedere Benevento, non far andare i beneventani a vedere gente che viene da fuori ad esibirsi su un palco. Questo è lo scopo della festa patronale dei piccoli paesini, non può portare ad un incremento dei flussi turistici.

Come tutti sanno i turisti sono raddoppiati da quando la chiesa di Santa Sofia è diventata patrimonio Unesco. i turisti che vengono a Benevento sono dunque turisti “culturali”, che vogliono vedere i monumenti, i musei, le esposizioni, i siti archeologici, insomma tutto ciò che rappresenta il patrimonio storico ed artistico-culturale di una città o di una regione. Una volta venuti, però, i turisti culturali non ci torneranno più, a meno che la città non gli offra, appunto, “iniziative culturali”. Purtroppo, i turisti non votano, ma i beneventani sì, per cui è chiaro che le amministrazioni cercheranno di soddisfare i beneventani e non i turisti.
Per incrementare e stabilizzare il turismo in città, del resto, non ci vogliono grandi sforzi: Benevento è sul tracciato della Via Francigena del sud, che è stato definito un grande “attrattore di turismo culturale” degno di ingenti finanziamenti, per cui basta spingere in questa direzione e i turisti aumenteranno. Purtroppo Mastella ignora l'esistenza di questo attrattore turistico e infatti ha fatto apporre un divieto di transito alle bici lungo il Corso Garibaldi, area pedonale che coincide con la Via Francigena del sud e con l'Eurovelo 5, per cui i turisti in bicicletta (che in Europa sono 25 milioni di persone e spendono quasi 55 miliardi di euro ogni anno) subiscono un vero e proprio trauma nel vedere un divieto alle bici in un'area pedonale così grande (unico caso da me accertato in Europa e credo nel mondo) e a volte rinunciano a visitare la città. Insomma, gli unici turisti che vengono (i turisti culturali) sono completamente ignorati.

Chi viene a Benevento non viene certo a vedere un cantante che qualche giorno dopo suonerà anche nella propria città, ma viene a vedere il Teatro Tomano (uno dei meglio conservati in Europa), l'Arco di Traiano (uno dei meglio conservati al mondo), la Chiesa di Santa Sofia (patrimonio Unesco), la Cripta del Duomo (ch contiene tesori inestimabili), il Museo del Sannio (che offre rarità come reperti egizi, tombe di gladiatori, iscrizioni longobarde), le Mura cittadine, la Basilica di San Bartolomeo, etc. Se a questa offerta già ricca riuscissimo ad abbinare più mostre, più esposizioni permanenti, più eventi culturali, più rassegne artistiche, se riuscissimo a creare una “rete museale” in città, se riuscissimo ad estendere l'area pedonale ai vicoli del centro storico (in particolare al Trescene) e a ripopolarli non solo di locali notturni ma anche e soprattutto di negozi di rivendita dei prodotti alimentari d'eccellenza, di artigianato, di pittori, di piccole attrazioni, di certo Benevento diventerebbe una meta turistica di prim'ordine, anche alla luce dei recenti cambiamenti delle direttrici turistiche mondiali, che vedono la cancellazione di alcune mete “esotiche” per vie del terrorismo e la ricerca di nuove mete “emergenti”, come può essere, appunto, Benevento e tutta la sua provincia.

Ad ogni modo la città è di tutti e Sandra Mastella non è l'unica persona che può organizzare degli eventi, per cui se ci sono beneventani che vogliono dare vita ad iniziative culturali nessuno può impedirglielo. Ovviamente non ci deve essere competizione tra gli eventi, di certo la “grande sagra” (come l'ha chiamata Mastella) farà più gente della presentazione di un libro o di una mostra fotografica, ma non fare nulla e lamentarsi del programma di Città spettacolo di certo non produce una crescita culturale della città, serve solo a dividere in cittadini in due opposte tifoserie. Il mio invito è quindi a rimboccarsi le maniche e a fare qualcosa, invece di lamentarsi della mancanza di qualcosa.

Se qualcuno si giustifica dicendo che per fare le cose occorrono i soldi, voglio ricordare che Benevento longobarda nelle ultime 5 edizioni non ha ricevuto nessun tipo di finanziamento, riuscendo a raccogliere sempre migliaia di presenze, mentre la Provincia di Benevento, in 5 anni ha ricevuto quasi mezzo milione di euro per fare un “grande evento” sui longobardi e non c'è mai riuscita. Quindi i soldi non sono il problema principale: se i cittadini lo vogliono, si può fare tutto.

Infine, faccio un invito ai beneventani (in particolare agli amministratori) ad andare a vedere anche gli altri “eventi culturali” in Italia e in Europa, perché non esiste solo Città spettacolo. Come presidente di Benevento longobarda ho avuto la fortuna di essere invitato a tanti eventi storici in giro per lo Stivale e credo che confrontarsi con altre realtà sia necessario se si vuole crescere, perchè Benevento non è il centro del mondo e le novità arrivano qui sempre con qualche anno di ritardo. Personalmente anche nel 2017/2018 mi impegnerò per creare altre iniziative “culturali”, nella consapevolezza che è solo dal basso che possono nascere le soluzioni ai problemi. Se infatti il problema è la mancanza di “iniziative culturali” nella nostra città, l'unica cosa da fare è crearle. se qualcuno vuole darmi una mano o ha bisogno di una mano, sa dove trovarmi.

NB: per turista si intende una persona che dorme in città o nelle sue vicinanze, (anche solo per un pernottamento), chi invece viene la mattina o il pomeriggio e riparte la sera è un semplice visitatore (detto tecnicamente escursionista) e non viene contato nelle statistiche di “permanenze turistiche”, per questo motivo Città spettacolo potrà fare 100.000 presenze ma nessun turista, viceversa la Via Francigena del sud / Eurovelo 5 ogni anno fa circa 1.000 turisti nel silenzio generale, eppure i soldi per incrementare e stabilizzare il turismo vengono spesi per Città spettacolo e non per la Via Francigena.
*Presidente dell'associazione Benevento longobarda