L'altra polemica ferragostana sulla fu Amts che per Francesca è ancora viva, ma che per Mastella è fallita

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Un anno fa fu il post galeotto dell’ex assessore Giorgione; quest’anno fa meno rumore, ma comunque contribuisce un po’ ad increspare le acque del placido mare ferragostano della politica cittadina, un viluppo lessicale che stringe in una formula (e appunto in una morsa…) “Amts” e “fallimento”. L’argomento – il trasporto pubblico locale (tpl) – è tornato di stretta attualità in virtù del mancato pagamento di stipendi da parte della Trotta Bus ai dipendenti ex Amts in blocco transitati al nuovo venuto dopo l’espletamento della procedura con cui è stato affidato il servizio a gennaio 2017. Furori e rimpianti hanno quindi riempito la scena, a opera di parti sociali e istituzionali.

Ed è emerso, dal gruppo di dichiarazioni, anche l’ultimo presidente del CdA della defunta azienda di tpl beneventano, Carmine Mirko Francesca, peraltro non ricandidato dal suo partito di appartenenza, il Pd (quello stesso che lo aveva designato al ruolo primario in azienda), alle ultime elezioni amministrative, dopo la controversa riuscita dell’operazione di salvataggio (è azzardato parlare di rilancio) di Amts. “Sono costretto – ricorda in conclusione del suo intervento, teso naturalmente a rivalutare operati fino a chiedere di rimettere in piedi la stessa Amts – ad invitare molti a non associare più la parola ‘fallimento’ all’azienda, altrimenti passerò per le vie legali”.

Un guanto di sfida. A quanto pare raccolto. Dal sindaco, addirittura. Che sul suo profilo social, e in replica ad “alcuni cittadini”, esordisce entrando a gamba tesa e con concetto corroborato da una impertinente ripetizione: “Ho trovato l’Amts fallita. Fallita”. Ovviamente la prossima mossa è di Francesca: si vedrà. Ma almeno il Ferragosto, come da recente tradizione, non èpassato invano: un pizzico di polemica è stato servito.
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Un breve riassunto, ora che è tornata di moda l’Amts ed è sotto tiro Trotta, cioè l’unica azienda che ha partecipato al bando di gara di palazzo Mosti, si impone. Intanto, non si sbaglia nel dire che la storia dell’Amts non ha tagliato il definitivo traguardo: siamo al ricorso dei curatori fallimentari in Cassazione contro la riforma della sentenza di primo grado (fallimento) a opera della Corte d’Appello di Napoli (revoca del fallimento). Ma tra concordato preventivo in continuità aziendale o fallimento (il ricorso in Cassazione non ne ha appunto sospeso l’efficacia), comunque si sciolga il nodo giudiziario, non si potrà dire certamente: ecco un’azienda che ha navigato, naviga e navigherà in acque tranquille. Lo dice, nel suo ultimo intervento, finanche il suo ultimo presidente, Francesca: “Problemi atavici ed annosi (non citati, Ndr) hanno inciso notevolmente sulle casse dell’azienda e del Comune”.

Al capitolo “solidarietà ai lavoratori” tutti gli intervenuti al dibattito leggono il medesimo libro: “Sono dalla loro parte, sincera vicinanza”. Anche il vituperato Comune, che nella Delibera 221/2016 ha testualmente scritto che il servizio di tpl sarebbe stato affidato solo a condizione che l’aggiudicatario si fosse impegnato a conservare “l’attuale organico dell’azienda (Amts, Ndr) con garanzia dell’inquadramento giuridico da parte del gestore subentrante”, appunto Trotta Bus.

Non va nascosto, però, il principale problema (e il suo riverbero sulle difficoltà a pagare gli stipendi, Durc o non Durc), peraltro messo nero su bianco dall’ente locale stesso dopo una ricognizione economica della faccenda e conosciuto a priori da parte della stessa Trotta , e cioè che “i costi di esercizio sono tali da non riuscire a garantire un’efficienza ed una economicità: in particolare, il chilometraggio di percorrenza, rapportato al costo del personale impiegato è risultato poco sostenibile dal punto di vista economico, e quindi da porre a gara il solo servizio del trasporto pubblico”.

Di qui – come incentivo a sopportare la dichiarata perdita in questo ramo dell’attività - l’aggiunta di gestione di soste a raso, strutture di parcheggio (non quella del devastante per il bilancio Amts, costruito e subito chiuso parcheggio di Porta Rufina, per comprensibili motivi…) e trasporto scolastico, per rendere “l’appalto sufficientemente remunerativo”.

Ebbene proprio quest’aspetto più remunerativo, proprio l’aggiunta della quale finora non si conosce ufficialmente quanto abbia prodotto, spirato il termine – non sottoposto a rinnovo tacito – del 31 dicembre 2017 per il sempre in perdita tpl (dovrebbe esserci l‘avvento del gestore unico da parte della Regione Campania), sarà quel che rimarrà in mano a Trotta fino al 2021.