Parte la Serie A col Benevento. Vigorito, i tifosi, Baroni, il modulo e i limiti della rosa. La salvezza: obiettivo di tutti i sanniti

- Opinioni di Carlo Panella

In altra parte di questo nostro giornale, altri e bene presenta la prima stagione in Serie A del Benevento calcio. Qui mi limito ad alcune riflessioni a complemento, dopo aver seguito assiduamente, e non solo allo stadio, l'impetuoso cammino dei giallorossi nella doppia promozione consecutiva in due serie (B e A) prima non frequentate: come il Benevento nessuno mai! Innanzitutto, va sottolineata - ancora, a tanti giorni dall'8 giugno - l'eccezionalità del risultato raggiunto, al di là di come potrà terminare il campionato che andrà a cominciare domani 20 agosto sul campo della Sampdoria. Il merito del quale è della famiglia Vigorito, in primis del presidente, e qui lo scrive chi non gli ha mai lesinato critiche. Né gliele farà mancare...
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La tifoseria ha risposto bene alla campagna abbonamenti, portando le tessere da 4.500 a 7800 circa. Ma nessuno dimentichi che solo due anni fa gli abbonati erano stati poco più di 2000... Né può essere taciuto che il loro costo per la stagione 2017-18 è stato raddoppiato per i settori 'Curva' e 'Distinti' e aumentato fino al 150% per il settore 'Tribuna'.

La proprietà ha fatto moltissimo per la messa a norma dello stadio agli standard richiesti dalla massima serie. Sia in termini di soldi spesi, sia in termini di efficienza ed efficacia, per avercela fatta in tempi ristrettissimi (non all'altezza invece è stata l'organizzazione della campagna abbonamenti...). E questi sono fatti accertati, nonché provvidenziali, visto lo stato della finanze comunali sottoposte a procedura fallimentare (in politichese si chiama dissesto finanziario). Un deciso passo in avanti è stata anche l'individuazione dello sponsor principale, con l'arrivo sulle divise di un marchio noto e di rilievo nel settore alimentare.

Nulla diciamo in questa sede sulla ferragostana polemica per gli ingressi gratuiti, costruita sul nulla, ma capace di far emergere la polvere acida posta sotto il tappeto dell'apparente 'volemose bene' tra società e Amministrazione Comunale: se ne è già scritto con freddezza sul Vaglio.it, rimanendo "distanti dai duellanti", secondo prassi di questo giornale.
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Sul piano tecnico qualche preoccupazione maggiore c'è. E non tanto perché le previsioni dei giornali che in materia vanno per la maggiore, come La Gazzetta dello Sport, hanno pronosticato per il Benevento il 20°, l'ultimo posto, in classifica a fine torneo (lo stesso pronostico l'anno scorso fu fatto per il Crotone, rimasto poi in Serie A...). Ma perché la squadra ha cambiato tantissimo e non ha acquistato adeguatamente nella lunga parentesi di calciomercato che però - fortunatamente - finirà il 31 agosto alle 23, cioè dopo la disputa delle prime due giornate di campionato...

Del magnifico gruppo che ha ottenuto la doppia promozione sono rimasti solo in 3 (Lucioni, Del Pinto e Ciciretti, perché Cissè è in lista di sbarco); a loro, di quelli giunti l'anno scorso, per ora, vanno aggiunti Ceravolo, Chibsah, Venuti, Viola, Camporese, Gyamfi, Puscas ed Eramo, pochi dei quali si intravedono nella formazione titolare.

Tra i nuovi appena arrivati, di frequentatori abituali della Serie A, ci sono solo Costa, D'Alessandro (il quale ha mostrato già il suo valore) e Cataldi (che invece ha fatto vedere la sua parte peggiore, facendosi espellere gratuitamente nella gara d'esordio 0-4 contro il Perugia, costata la precoce eliminazione dalla Coppa Italia). Gli altri acquisti sono due dei migliori talenti dello scorso campionato di Serie B (Letizia e Di Chiara) e altri elementi della cadetteria oppure giovanissimi che, si spera, siano all'altezza della massima serie. Vedendo però, non solo gli squadroni conosciuti, ma anche come si sono rafforzate sul mercato le altre neopromosse, Hellas Verona e Spal, - sulla carta - obiettivamente il Benevento appare non poco indietro.

Vogliamo credere che ci siano delle trattative in atto ancora coperte, al di là di coloro che non avrebbero - il condizionale è d'obbligo quando si commentano le "notizie" di calciomercato - rifiutato di venire a giocare nel Sannio. Tuttavia, se è così, se si sta lavorando sott'acqua, rimane una strategia rischiosa, perché in questo campo funziona l'effetto calamita: dove arriva un calciatore bravo, più facilmente se ne trasferiscono altri...

Non resta dunque che affidarsi a Baroni, capace di prendere una squadra appena promossa alla grande (nessuno dimentichi di lodare ancora mister Auteri) in B dopo più di 80 anni di attesa e di farla promuovere ancora, dopo un solo anno, cambiando anche sistema di gioco. Offrendo per di più un calcio d'attacco, non proprio consueto in cadetteria.

Anche adesso il sistema di gioco che ha fatto vedere in queste prime settimane l'allenatore appare spregiudicato, sebbene sia ancora diverso rispetto a quello dell'anno passato, passando dal 4-2-3-1 al 4-4-2, ma con ai lati del centrocampo Ciciretti e D'Alessandro che sono essenzialmente degli attaccanti... A mio modesto avviso tre centrocampisti di ruolo potrebbero offrire un maggiore e probabilmente decisivo aiuto alla fase difensiva: i 4 gol inflitti dal non irresistibile Perugia sono ancora negli occhi...

Questo è quanto. Saremo felicissimi di essere smentiti da una partenza brillante dei giallorossi, ma in ogni caso il tempo per rimediare c'è e ci sono anche le risorse del patron Oreste Vigorito. Il presidente ha già detto che dalla Serie A, ora che ci è giunto, non ha nessuna intenzione di andar via. Come lui la pensano ovviamente tutti i tifosi della Strega, nonché tutti i sanniti, per qualunque squadra in Serie A finora abbiano tifato: perché il loro cuore sportivo non potrà non essere, se non solo, almeno in parte giallorosso.