L'ineffabile decisione del sindaco di Guardia Sanframondi di proibire l'uso dei telefonini durante i Riti Settennali

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E' il tempo dei Riti Settennali di Guardia Sanframondi. Delle riunioni per l'ordine e la sicurezza. Del laborioso allestimento. Dell'invasione dei turisti. Dell'assistenza medico-sanitaria rinforzata (e la quotidianità?). Delle vie d'esodo moltiplicate come i pani e i pesci. Delle navette dai paesi limitrofi. Dell'eli-superficie. Dei concorsi fotografici. Delle mostre. Dei lavori letterari. Dei cenacoli culturali. Degli accrediti stampa. Degli uffici informazioni. Dei permessi di transito. Del patrocinio del Mibact.

Delle ordinanze sindacali di proibizione dirette agli esercenti attività commerciali (no street food, no insegne pubblicitarie, no bibite in vetro) e alla popolazione dotata di telefonino, cioè tutti gli italiani e anche di più, vista la media dei possessi (no photos, no selfies).

Sì, un'imponente macchina organizzativa attenta alla cura del dettaglio, oliata di sette anni in sette anni. Una manifestazione religiosa che ha una meritata collocazione fra gli "eventi" nazionali perché studiata, raccontata e soprattutto illustrata attraverso immagini che nulla hanno lasciato all'immaginazione.

Quelle immagini che, oggi, il sindaco di Guardia, Floriano Panza, proibisce - guadagnando citazioni e prime pagine - quanto all'uso personale del mezzo (lo smartphome), senza peraltro proibire le "altre" immagini, le "altre" strumentazioni tecniche, le "altre" fonti che non il singolo possessore, le quali - certo di spessore culturale diverso e al netto della validità degli studi - hanno decretato il "successo" crescente nel tempo della rappresentazione, affiancando il sacro della penitenza al profano dell'indotto economico.

Dunque, nell'era della comunicazione globale il divieto del sindaco di utilizzo dei telefoni cellulari, anche a scopo di realizzare foto e filmati, che intende "agevolare la partecipazione ai Riti Settennali di Penitenza in Onore dell'Assunta ("agevolare": e come?), la concentrazione sulla Sacra Rappresentazione e consentire il necessario raccoglimento e la preghiera personale e collettiva" suona un po' irrituale, per non dire insincero. Anche perché col corollario delle centinaia di migliaia di persone attese e assiepate ai bordi delle vie percorse dalla processione penitenziale dell'ultima domenica di agosto la concentrazione, il raccoglimento e la preghiera personale e collettiva sono di praticabilità quantomeno difficoltosa.

In caso contrario, prevalendo il solo empito sacrale, tanto vale chiudere Guardia Sanframondi e lasciare i suoi Riti Settennali alla devozione tutta locale.
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E speriamo, infine, non ci sia neppure la minima necessità di contatti familiari per qualche imprevisto accidente: nel caso, il sindaco Panza - che certo non potrà privarsi di un cellulare di servizio in quanto Autorità competente - potrà mettere a disposizione il suo numero e una squadra di... cercatori di persone.