La Giunta Mastella, nell'angolo per i soldi destinati al Comunale spesi in altro modo, non giustifica, offende chi la critica e senza avere il coraggio di fare i nomi

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Pasquariello e Mastella
Pasquariello e Mastella

E' stata una risposta molto aspra quella che il vicesindaco - a rotazione - del Comune di Benevento, l’assessore Mario Pasquariello, ha affidato all’ufficio stampa dell’ente locale perché fosse veicolata all’esterno con adeguata eco. Proprio in questi frangenti di massima audience dell’amministrazione Mastella che si specchia nel bagno di folla dello spurio e furbo binomio Città Spettacolo-A Sud di nessun Nord. Una risposta sulla cosiddetta "rimodulazione" dei fondi del finanziamento regionale relativo al P.O.C. per i beni e le attività culturali 2016/17, indirizzata essenzialmente a “soloni/cassandre”, "elucubratori", individuabili anche - ma i nomi li facciamo noi del Vaglio.it - nell’ex senatore e sindaco di Benevento Pasquale Viespoli e in Pompeo Nuzzolo già segretario generale nei Comuni e consigliere comunale di Benevento.

E subito, prima di proseguire nel merito, va preliminarmente posta una questione di metodo: è molto grave - molto - che la comunicazione istituzionale agisca secondo la pratica di attaccare qualcuno senza farne il nome. Si può decidere di non rispondere alle critiche ma, se si lo si fa anche offendendo chi critica, bisogna assumersi almeno la responsabilità di fare nomi e cognomi dei destinatari del sarcasmo. E' il coraggio minimo richiesto, quello che, superata l'età della terza media, s' impone a tutti i cittadini, figurarsi a chi guida le istituzioni.
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E' una risposta strana, comunque, che deborda - vistosamente - dall’uso classico di toni soft che è (era) nella natura del finora conosciuto Pasquariello. Purtroppo trova conferma ancora una volta come prevalga il fastidio, quando viene posto sotto la lente d’ingrandimento della critica e dell’opinione di senso contrario l’operato dell’esecutivo Mastella che muta anche gli spiriti più inclini al contraddittorio non aspro.
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Le argomentazioni di Pasquariello sono state esposte in tutte le salse anche in precedenti interventi della medesima amministrazione, fondano non sulla certezza di atti (perché non prodotti o citati nella discussione) ma solo sulla “notizia (notizia, Ndr) ufficiale di un corposo finanziamento” ministeriale per il teatro Comunale e su una non meglio specificata “interlocuzione“ (interlocuzione, Ndr) con la Regione Campania per spostare i ricordati fondi originari del POC anche per “finanziare ulteriori eventi culturali”.
La Giunta Mastella non può essere generica sul punto principale: deve dire precisamente, citandoli, in base a quali delibere, atti, documenti, scritti (le parole volano...), della Regione Campania, del Ministero, del Comune, ha potuto legittimamente rimodulare quel finanziamento. E' la questione dirimente.
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Venendo al resto, nemmeno il secondo assioma collegato alla “rimodulazione” è spiegato, da Pasquariello e dall’amministrazione che rappresenta, all’opinione pubblica: perché se è comprensibile che le risorse regionali vadano a implementare gli interventi strutturali sui teatri cittadini in logica assonanza con la loro destinazione, meno comprensibile è che vengano pure diretti ad altro. Altro che poi risulta essere la rassegna “A Sud di nessun Nord” che fa il pieno in questi giorni (di lutto per la scomparsa prematura di Città Spettacolo), e addirittura – quando si dice la lungimiranza elettorale… - un evento natalizio, magari da promuovere attraverso l’inesistente e disfunzionale (ancora oggi) Fondazione Città Spettacolo. In entrambi i casi, manifestazioni di “pancia” utili in chiave politica e di gradimento vulgato in ‘piacioneria’, agli attuali e transeunti governanti di Palazzo Mosti.

Ci dica, invece, Pasquariello, anche alla luce dello scarso gradimento dell’avviso pubblico volto a reperire sponsorizzazioni o comunque risorse per finanziare in autonomia la rassegna “A Sud di nessun Nord” (come previsto da una Delibera della Giunta di cui fa parte - 153/2017 -), in che modo la stessa avrebbe potuto realizzarsi senza la provvidenziale “rimodulazione”. I cui effetti si riverbereranno fino alla Natività con qualche altro appuntamento di stampo “sagrale” come quello in corso (con le dovute eccezioni, naturalmente).
E ci dica lo stesso vicesindaco se il Comune, dopo aver addirittura accettato in anticipo il programma del direttore artistico Giordano senza alcuna copertura (come si evince sempre dalla lettura di un atto ufficiale, e cioè la Delibera di luglio), allo stesso avrebbe poi abdicato.

Anche a prescindere dalle valutazioni sui debiti fuori bilancio e sull'incostituzionalità, Città Spettacolo - con i soli 150000 euro della Regione in accordo con l’abilità del direttore artistico, sempre Giordano - non avrebbe avuto alcun impatto sulla “gggente” desiderosa di spendersi in strada fino all’alba. E la necessità di allungare, a qualunque costo, il brodo dell’intrattenimento (il brodo ma anche le pizze…) era esiziale per l’immagine del nuovo/vecchio governo cittadino e per il buonismo glassato di certe esternazioni a mezzo uffici stampa o social. E che il tutto sia confezionato per vellicare sotto l'ombelico l’opinione pubblica lo dimostra pure l’accortezza di porre in cartellone come ultimo “evento” addirittura una cenetta fra 1800 amici. In bianco, perché questa sostenibile leggerezza fa impallidire.