La replica dell'ex sindaco Viespoli alla Giunta Mastella: "La cultura del’arroganza e il degrado delle istituzioni"

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"Rimodulazione", questa conosciuta. Non tarda a giungere la replica di Pasquale Viespoli, presidente di Mezzogiorno Nazionale e già sindaco di Benevento, alle parole del vicesindaco del Comune, Mario Pasquariello: "La dichiarazione del 'vicesindaco balneare' (leggi) si segnala innanzitutto per il “linguaggio”: debordante, intollerante, irridente, privo di decoro e di dignità istituzionale. In una parola: un linguaggio volgare. Un atteggiamento tracotante ma senza il coraggio civile del confronto a viso aperto.

Nel merito, la nota segue un’impostazione furbesca. A leggerla, infatti, sembra che la questione riguardi semplicemente un diverso riparto di risorse tra i tre teatri cittadini. Il punto, come è noto, non è questo. Il problema attiene il dirottamento di circa 200mila euro, di cui 124mila a parziale copertura dei 210mila di costo della manifestazione “A Sud di nessun Nord” e 80mila per le feste natalizie a venire. Un mutamento della natura, della destinazione dello scopo delle risorse, senza preventiva autorizzazione e “senza connessione”. Infatti, il progetto, finanziato per originari 510mila euro dalla Regione Campania e regolato dalla convenzione n. 310/2016, è denominato “Riqualificazione dei teatri Vittorio Emmanuele e San Nicola e connesse attività culturali”, a sottolineare il nesso, il legame tra interventi sui teatri e attività culturali, tant’è, che in occasione di un precedente ricorso al fondo, con determina dirigenziale si fa esplicito riferimento a un intervento in zone contigue ai teatri cittadini. Peraltro, la delibera in discussione risulta assunto il 23 agosto, a 48 ore dall’inizio della manifestazione. Un atto last minute, per reperire fondi non altrimenti individuati, nonostante i reiterati tentativi di ricorso a finanziamenti esterni.

Infatti è del 20 luglio, l'approvazione con delibera n. 153, del progetto presentato in pari data da Renato Giordano, con nota indirizzata al Sindaco del Comune di Benevento. Una sorta di delibera in tempo reale, vista la tempestività, meglio ancora la contestualità; un atto fiduciario più che amministrativo, che già allora assumeva un impegno senza avere la disponibilità delle risorse, tanto da prevedere l’attivazione del fund rising. Il “mercato” ha bocciato l’operazione. Da qui la “pezza a colore” in “zona Cesarini”, una delibera con la quale un Comune dissestato, che ha l’obbligo del rigore e della sobrietà, spende una somma ingente non per attività indispensabili ed essenziali ma per l’intrattenimento e per iniziative sagrali. Il vicesindaco, anziché avvertire il dovere morale di motivare, chiarire e rendere trasparente quel che è opaco, si permette di fare, invece, l’ironico e il sarcastico.

A proposito di debiti fuori bilancio, per rispondere al vicesindaco, senza ricorrere a capacità divinatorie, è sufficiente un esempio “terra terra”: è regola fondamentale che a spese certe e liquidate devono corrispondere entrate altrettanto certe e liquide, il tutto in una cornice che mantenga l’equilibrio economico-finanziario dell’ente. Quando ciò non accade, perché spese certe si “coprono” con ricavi sperati, si creano le pre-condizioni per la formazione di debiti fuori bilancio.
Riteniamo sia già accaduto e temiamo che possa accadere anche nella vicenda in questione.

Solo stamattina sono diventate consultabili le delibere n. 157 e n. 158 del 23 agosto. La seconda, con involontario umorismo, fa riferimento all’approvazione definitiva del programma e del quadro economico preventivo di una manifestazione che si è conclusa il giorno prima della pubblicazione dell’atto. Resta da capire con quali modalità e procedure sono stati affrontati i rapporti contrattuali e gli adempimenti organizzativi di “Città Spettacolo” e di “A Sud di nessun Nord”. Resta da capire, cioè, come sono stati spesi 360mila euro di fondi pubblici. Una questione che va sviscerata, perché è la preminente questione culturale. Per un’amministrazione, infatti, la cultura è anzitutto rispetto delle regole".