'Sei Notti più una Cena' travestite da Città Spettacolo a consuntivo: separare il teatro di qualità dall'intrattenimento per rilanciare la rassegna

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Peter Grrevaway
Peter Grrevaway

La conferenza stampa di domani a Benevento, di bilancio delle 'Sei Notti più una Cena', travestite da Città Spettacolo e collocate al Sud di nessun Nord, s'annuncia come l'occasione per riaffermare le politiche culturali di Mastella e del direttore artistico Giordano: "Il successo di pubblico ha certificato che solo qualche gufo, cieco, è rimasto ostinatamente a dirne inutilmente e scioccamente male", ha intanto preannunciato, sprezzante, il sindaco pro tempore di Benevento.
Benché sia strano, non è un caso che conferenziere sia anche l'assessore alle attività produttive (Ambrosone), presente assieme al collega alla cultura (Picucci) e ai ricordati Giordano e Mastella. Si intersecheranno, come in un calderone, eventi, affluenza e ricaduta economica, a dimostrazione della riuscita della novella missione dell'ex rassegna teatrale.

Si deve prendere atto delle scelte politiche e delle prassi di chi amministra, nonostante il linguaggio che le accompagna volto più alla creazione di 'nemici' da additare alle platee soddisfatte (satolle...) che non al dibattito di sostanza. Tuttavia, a prospettare un futuro è proprio la "separazione", l'abbandono della formula prendi 1 - vedi 2. Occorre tornare a fare di Città Spettacolo una rassegna teatrale, come per 35 anni è stata, allestendo, a parte e in altro tempo, la serie di iniziative di mero intrattenimento, volte a intercettare in misura massiccia il favore popolare, anche per giustificare la compresenza su un palco di un assessore alla cultura e di uno alle attività produttive...

Perché, adottando la furbesca formula del doppio appuntamento, si nega la possibilità di rilancio alla rassegna teatrale attraverso la via maestra della qualità, per quanto compressa in un finanziamento regionale che non è più all'altezza del passato, ma che non è da buttare.

La strada scelta a Palazzo Mosti, invece, è quella del voler 'vincere facile'. Chi non la condivide deve prenderne atto, ma chi amministra non può anche pretendere che tale scelta non venga posta in discussione. Al sindaco, sempre attento, sul suo profilo social e nelle dichiarazioni, ad esaltare la magnificenza di quanto accaduto sotto la sua amministrazione, deve essere sfuggito l'ingresso nella schiera dei 'gufi' del Corriere del Mezzogiorno, che titola un articolo a firma di Mirella Armiero: "Benevento, quel che resta di un festival d'avanguardia. Città Spettacolo 2017: Miss Italia e degustazioni gastronomiche" (clicca qui per leggere l'articolo).

Dall'interrogativo di fondo ("Che cos’è diventata una delle rassegne storicamente più radicali e innovative del nostro territorio? Una kermesse buona per tutti i gusti") si allarga un discorso più volte echeggiato dalle nostre parti trattato però talora con espressioni sprezzanti di chiusura che fanno torto alla capacità dialogante della politica e della cultura
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