E a Benevento anche nel giornalismo riemerge il classico fate ciò che vi dico io, ma non come faccio io...

- Cronaca IlVaglio.it

Dai fatti, 'fattacci' di Rimini, al terremoto di Ischia: questi gli esempi portati dal sito di notizie Ottopagine Benevento quali cattivi esempi di informazione di cronaca, in un editoriale - a firma "Esp" - che collega il mestiere allo spettacolo, che "deve continuare". La mannaia dell'estensore cade sul "consueto caravanserraglio che tanto aggrada perchè incrocia gli istinti peggiori e li solletica al punto giusto. Un profluvio di dichiarazioni, commenti, analisi, la tiritera dello scontro politico, le facce di chi ne sa sempre una in più del diavolo, gli schermi ridondanti di luoghi comuni. Banalità spacciate per verità assolute, ma chissenefrega di coloro che non ci sono più. The show must go on. Spettacolo, appunto, con comparse che portano microfoni e fanno la faccia truce nel tentativo di accreditarsi. Hanno il compito di portare a casa qualcosa di sensazionale, altrimenti, poverini, non li mandano in onda".
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Di recente è tornato a fare capolino dagli organi di informazione locali l'efferato episodio del giugno 2016 a San Salvatore Telesino (la morte innaturale di una bambina): ancora insoluto, ancora impantanato nelle procedure giudiziarie, ancora prodigo di spunti giornalistici ("Morte di Maria: rilievi acustici nella piscina", il più vicino nel tempo). Nelle poco più di sessanta settimane che ci separano dal tragico evento è possibile contare, e ridurre a una 'media' comprensibile ai più, altrettanti interventi di Ottopagine: in pratica e in media, appunto, uno a settimana, compreso il portare un microfono - sotto il mento di un presunto colpevole, per la Procura cittadina -, magari senza faccia truce ma certo in un evidente tentativo di accreditarsi quanto a capacità di proporre "esclusive", oltre naturalmente a rivangare calendario alla mano le distanze dai fatti (mesiversario, anniversario... e così via).

Talché non si riesce a comprendere se l'editoriale in questione sia una sorta di generale invito, duro e consapevole, all'uso della moderazione o un insieme di considerazioni in mancanza di notizie. A esso, però, in entrambi i casi, non va disconosciuta una sorta di emotiva compartecipazione: peccato che fondi talora sulle modalità descritte con distacco, eppure praticate.