Quelli che l'ammescafrancesca a Benevento e dalle certezze granitiche lascino almeno in pace il comunista Gramsci

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Giordano, Mastella e Picucci
Giordano, Mastella e Picucci

Sono fatti così, e per quanto siano stati o meno scelti vanno accettati per come sono. Croce e... croce, si direbbe. I resoconti del giorno dopo l'immaginifica conferenza stampa sul bilancio di Città Spettacolo regalano all'opinione pubblica beneventana uno spaccato, politico e sociale, a dir poco deprimente per gli enunciati granitici. Come è ovvio, trattasi di circostanza attesa. Fondata sul consueto e mai chiarito equivoco della commistione fra due programmi di eventi senza attribuire - in favore di pubblico - all'una o all'altra rassegna uno specifico calendario.

Piuttosto, siamo alla valutazione di un "bilancio positivo" (poteva essere mai altrimenti?) e di un "investimento di quei 150 mila euro" con il quale "si sono raggiunti ottimi risultati". Inoltre, Mastella dixit, "sono contento perché si è mosso un indotto commerciale", e non si capisce se parli sul serio o meno: ovvero, se abbia intercettato una misura strutturale di rilancio dell'economia cittadina o, semplicemente e con maggiori probabilità, si sia affidato alla solita formula verbale architettata per impressionare la stampa e la gente con il conforto di una statistica rudimentale e legata al periodo.

In conclusione, augurando al comunista Gramsci evocato da titolo e relativo contenuto da citazione mastelliana del Mattino, un riposo eterno ma tranquillo al riparo dalle democristiane incursioni ceppalonesi, e alle figure dell'assessore alla cultura maltrattata Picucci e del direttore artistico nel carrello Giordano (riconfermato, come la formula sperimentata da due anni...) le maggiori fortune una volta rientrati nel cono d'ombra, dopo i quindici minuti di celebrità attuali, conviene ripetere, utilizzando il medesimo linguaggio forbito di siffatta amministrazione (su piazza Papiniano, ad esempio: "...quell'area era nota esclusivamente per la presenza dei cessi pubblici"), che di Città Spettacolo si è "fatt n’ammescafrancesca". Che è traducibile alludendo (da Gazzetta di Benevento) alle profondità del "format riuscito" basato su una "offerta variegata e per tutti i gusti".