Pepe, l'inflessibile oppositore del suo originario mentore Mastella, ora vuole che chi governa agisca alla luce del sole

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Del Basso De Caro, Mortaruolo e Pepe
Del Basso De Caro, Mortaruolo e Pepe

Sarà stata sia la sua lunga esperienza consiliare che la sua evoluzione sindacale, o semplicemente la spiccata conoscenza dei meccanismi amministrativi maturata nel corso del tempo - tantissimo - trascorso a palazzo Mosti in varie vesti, fatto sta che Fausto Pepe è oggi l'oppositore mastelliano di maggiore rappresentatività e abilità istituzionale, dopo essere stato, ieri, devoto sodale del leader di Ceppaloni da un anno sindaco del capoluogo. Le interlocuzioni di Pepe con l'attuale governo sono incisive (la più recente ha interessato l'Asia ed il suo amministratore unico abortito, Quattrociocchi: http://ilvaglio.it/article/6046/pepe-attacca-quanto-e-costata-la-breve-gestione-quattrociocchi-dellasia.html), al punto che appare davvero incomprensibile il suo isolamento dal resto della compagine di centrosinistra che fronteggia, nell'aula consiliare, la coalizione di centrodestra vincitrice delle amministrative del 2016.

Naturalmente il motivo di tale separazione c'è, e risiede nella decennale gestione da parte di Pepe di palazzo Mosti improntata all'opera costante di costruzione di una credibilità politica da spendere nel futuro oltre l'avventura 'sindacale', ambizione naufragata nel 2015 sulla scelta di Mino Mortaruolo per quelle elezioni regionali intese come spartiacque e quindi in una sorta di opposizione ai vertici locali del Pd.

Noncurante rispetto a bocciature d'ogni tipo, attualmente Pepe invero innerva l'opposizione, ponendo al servizio comunque di una posizione personale (perché appunto avulsa dal la coalizione) una competenza che lo distingue dai compagni di viaggio che lo hanno ripudiato.

Frullati insieme tali elementi, viene fuori un quadro non proprio edificante per le opposizioni consiliari a Mastella, di gran lunga prive o dell'esperienza (M5s) o di carisma e conoscenza (il Pd sparpagliato). Se Pepe non fosse stato il decennale primo cittadino conosciuto, celando ai più ieri quel che richiede venga fatto oggi dagli altri alla luce del sole, si potrebbe pure immaginare, dopo il purgatorio quinquennale cui il centrosinistra si è condannato, una terza candidatura a sindaco...Così, come un colpo a effetto, come in un film: di paura...