Servizio mensa in tilt - Tutto quello che è stato detto e non è stato fatto dalla Giunta Mastella

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Mensa, amen (anagramma con scarto, avrebbe chiosato l'enigmista della Settimana). E la gara d'appalto va a ramengo, anche per quest'anno: tale rimedio giocoforza è la pezza per coprire il buco. Invece, la linea Maginot del Comune di Benevento che ha inteso trovare nella formula dell'obbligatorietà dell'adesione al servizio mensa per chi avesse fruito del “tempo pieno” è stata sbriciolata, per ora con sospensiva in prima istanza, da una decisione del Tar. Invece, la blindatura di determina dirigenziale, disciplinare di gara e capitolato speciale è stata scardinata dall'Anac di Cantone a mezzo posta.

I fatti dimostrano quanto la strategia adottata dalla Giunta Mastella si sia, finora, rivelata inefficace, spiazzando e riducendo al silenzio tutti i protagonisti istituzionali, quando chiamati a discutere sui fatti. Più ciarlieri, invece, quando si è trattato di inoculare a viva forza nell'opinione pubblica il bacillo della fiducia senza adeguata copertura alle spalle (la linea Maginot... la blindatura...). Giusto qualche giorno fa l'assessora Del Prete, forte del “trend positivo” sbandierato in qualche titolo, ricordava sulla stampa che “l’amministrazione spera che il Tar non accordi sospensive, in modo da avviare il servizio mensa a metà ottobre”. Speranza vana.

Quanto ai rilievi dell'Anticorruzione, che hanno anche innescato il meccanismo dell'esposto-denunzia per la fuga di notizie (vere), la vulgata istituzionale appare quantomeno lacunosa: s'apprende sempre dall'assessora che “la vicenda dell'inconveniente dell'Anac è dovuto a difficoltà di comunicazione" (Gazzetta), formula quanto mai criptica (quali difficoltà?); s'apprende invece dal Mattino qualche dettaglio di... calendario in più, sulle ricordate – dall'assessore - “difficoltà”: “Il periodo feriale ha determinato qualche ritardo nella risposta, pervenuta a gara già espletata” (benedette vacanze!).

La ricostruzione sui tempi (pubblicazione del bando il 28 luglio, trasmissione degli atti all'Anac solo dopo, il 3 agosto) è stata ricostruita da Altrabenevento con tanto di richiamo al Protocollo di azione per la vigilanza collaborativa firmato tra Mastella e il presidente Cantone il 9 gennaio 2017. “Una scelta, quella operata dal Comune di Benevento, che – ricordava proprio il giudice Cantone - consente di verificare preventivamente quali potranno essere i problemi da affrontare e che serve quindi a risparmiare tempo successivamente”. Meno male, vien da dire. “E’ un modo, insomma, - rincarava il sindaco Mastella - per affrontare certi problemi in maniera pedagogica e, soprattutto, per eliminare inconvenienti che si frappongono da un punto di vista della tempistica nello svolgimento di un appalto”. Meno male, bis.

Diciamo, magari, che è proprio la tempistica ad aver mostrato la corda, corda alla quale si è impiccata anche l'amministrazione civica attuale, dopo quella targata Pepe (come dimenticare le ferree certezze dell'allora dirigente comunale Moschella?). Una tempistica disattesa nella sua più elementare scansione: appena lo scorso anno, come sappiamo, questo servizio è andato avanti a proroghe, mai isolato da un clima polemico per vari aspetti. Ebbene, avendo già alle spalle il citato Protocollo Comune/Anac, era durante la stagione perdente che andava da subito programmata una stagione (possibilmente) vincente. Come nel passato, invece, il bando è venuto alla luce in piena estate, per un iter che si concludeva a ridosso dell'avvio dell'anno scolastico: i negativi precedenti non hanno insegnato nulla a Mastella, e la tela di Penelope della mensa ha continuato il suo mitologico lavoro.
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Infine, taluno prefigura la via della trattativa privata per non privare gli alunni/e del tutto del loro pasto. Sempre che poi non ci siano altri ricorsi da parte di chi la gara l'aveva persa. Alla fine, sopravvivrà solo il panino fatto in casa?