Altrabenevento: Corona non diffamò il rettore dell'Università del Sannio sul concorso vinto da due concorrenti che avevano copiato il compito

- Cronaca IlVaglio.it

Scrive il presidente dell'associazione Altrabenevento Gabriele Corona: Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Benevento ha archiviato l’indagine a mio carico, condotta dalla Procura della Repubblica a seguito della denuncia presentata nel 2012 da Filippo Bencardino all’epoca Rettore dell’Università del Sannio. Il professore si riteneva diffamato per i comunicati di Altrabenevento relativi ad un concorso per funzionari di Categoria EP, Area Amministrativa Gestionale, vinto da alcune candidate che, secondo il TAR della Campania, avevano copiato il compito da una dispensa di un dirigente amministrativo della stessa Università. In particolare i giudici amministrativi in sentenza scrivevano che “si rileva non un elaborato in qualche modo concettualmente similare ai contenuti della dispensa (che potrebbe anche essere ammissibile come frutto di uno studio intenso e mnemonico), ma una copia conforme e testuale, ‘parola per parola, aggettivo per aggettivo, avverbio per avverbio’, ‘utilizzando perfino la stessa identica punteggiatura” (Il caso fu trattato con diversi articoli dalla testata ilvaglio.it).

Bencardino difese l’operato della Commissione di esame e Altrabenevento reputò il suo comportamento “scandaloso, diseducativo e autolesionita” perché “l’Università è il luogo dove deve prevalere il merito”.

L’ex Rettore mi denunciò ritenendo di essere vittima di “una caccia alle streghe che genera mostri o se proprio vogliamo dirla fino in fondo, autorizza tutti ad assumere atteggiamenti che non possono però essere tollerati e giustificati. Si alimenta così un clima di sospetti e inquietudine che sfocia nelle dicerie…. La campagna moralizzatrice di Corona autorizza chiunque a gettare fango sulle istituzioni verso le quali si dovrebbe invece avere il giusto riguardo”.

A dicembre 2016 il Pubblico Ministero, dottoressa Patrizia Filomena Rosa, ha proposto l’archiviazione della indagine perché “è possibile affermare che non vi siano elementi idonei a sostenere l'accusa in giudizio”. Ritiene il magistrato che “la critica dell'indagato per quanto aspra, si riferisce pur sempre un fatto verosimile per cui risulta essere espressione di un diritto (di manifestazione del proprio pensiero) costituzionalmente riconosciuto”. Aggiunge il PM che “in tema di diffamazione a mezzo stampa non sussiste una generica prevalenza del diritto all'onore sul diritto di critica in quanto ogni critica alla persona può incidere sulla sua reputazione... Pertanto il diritto di critica può essere esercitato anche mediante espressione lesive della reputazione altrui purché esse siano strumenti di manifestazioni di un ragionato dissenso e non si risolvano in una gratuita aggressione distruttiva dell’onore. E tali considerazioni valgono a maggior ragione, nella misura in cui si considera che gli attacchi non sono rivolti alla persona offesa in quanto un uomo, bensì in quanto portatore di un ruolo istituzionale, tra l'altro di particolare rilievo.”

Il Giudice per le indagini preliminari ha accolto la richiesta del PM ed ha decretato l'archiviazione con un provvedimento depositato in cancelleria ad agosto del 2017.

Il 19 settembre mi sono stati consegnati gli atti relativi a questo procedimento. Adesso, però, occorre sapere quale esito hanno avuto i ricorsi al TAR e al Consiglio di Stato proposti dai candidati a quello scandaloso concorso e se la Procura della Repubblica ha aperto un fascicolo per verificare ipotesi di reato connesse.